libera repubblica di Internet

DANIEL HAZAN d_hazan a MODIANO.COM
Mar 21 Nov 1995 10:05:42 CET


Questa volta ho messo l'oggetto così nessuno si offenderà (scherzo
ovviamente)......
In risposta ad Alessandro Nosenzo dissento completamente dalla sua analisi
sul fatto che un mondo senza regole e leggi è più civilizzato di un mondo
con le regole. Le civilità che hanno avuto più successo sono quelle che si
sono date codici di leggi (vedi il codice di Hammurabi, la bibbia, il
codice gistinianeo etc.).Ma lascerei perdere questo discorso storico
filosofico decisamente noioso.
Quanto poi alla bontà della deregulation si potrebbero citare i disastri
ferroviari nel Regno Unito che superano di grano lunga quelli delle
iperdisastrate ferrovie italiane; per non parlare degli incidenti aerei
negli U.S.A.; gli esempi sono moltissimi.
Tra l'altro non è neanche così vero che nel Regno Unito e negli U.S.A non
ci sono regole e regoline. Anzi forse in questo campo sono peggio di noi
perchè le regole e regoline incidono sul comportamento delle persone (è
vietato bere alcolici prima di una certa età, è vietato il sesso fra
minorenni, i Pub devono chiudere ad una certa ora, non si può fare questo
nè quello). Non vi è dubbio che il sistema italiano di Civil Law sia
inefficente ..Però non si può abbracciare tout court un sistema dove ancora
oggi si prevede la pena di morte, l'incatenamento dei prigionieri etc. etc.
etc..
Comunque convengo pienamente con il richiamo di Allocchio ad un ritorno
alla concretezza. Nel senso che sarebbe bello pensare ad una Libera
Repubblica di Internet ma forse proprio per garantire l'indipendenza e la
libertà del sistema è opportuno fare accordi (trattati paritetici) con la
superpotenza di turno. Uscendo dalla metafora ritengo che se le varie
authorities venissero riconosciute da una Legge dello Stato e venissero
dotate di poteri effettivi (sulla scorta di quanto già fatto per le
autorità amministrative indipendenti quali energia, antitrust,
telecomunicazioni etc.) il sistema avrebbe soltanto da guadagnarci.
Un saluto
Daniel Hazan



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