R: chi vuole la LAR? (Arbitrato)

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Gio 6 Apr 2000 12:26:02 CEST


Caro Avvocato Fogliani,

consenta ad un collega di esprimere un parere "legale", anche se succinto
sull'argomento.

L'arbitrato irrituale è un istituto conosciuto solo al diritto italiano, il
che - tenuto conto del fatto che internet dovrebbe essere gestita come una
struttura aperta - di per sè giustifica delle perplessità in merito alla sua
adozione per comporre le controversie in materia di domini con suffisso .it.

Come lei ben sa, inoltre, l'arbitrato irrituale preclude alle parti (anche a
quella che ha ragione nel merito) la possibilità di ricorrere al giudice
ordinario per ottenere provvedimenti cautelari, il che equivale a una
notevolissima comprensione del diritto di difesa e ad una minore efficienza
complessiva di quelle sedi arbitrali che optano esclusivamente per
l'arbitrato irrituale.

La natura del lodo irrituale, poi, è una specie di capolavoro di italianità.
Infatti, trattandosi di semplice dichiarazione contrattuale (e non di vera
sentenza), la parte particolarmente pervicace sarà libera di non dare
adempimento alla statuizione degli arbitri, costringendo la parte che ha
ragione (sempre quella, poveraccia) a ricorrere (finalmente) al giudice
ordinario.

Ma ciò sminuisce l'autorevolezza della funzione arbitrale istituita presso
la Naming Authority.

Detto questo, non posso che concordare sulla necessità della LAR per
soddisfare il requisito della forma scritta della clausola compromissoria,
ma mi pare che vi siano numerosi motivi per riflettere circa l'opportunità
di attribuire all'arbitrato in questione natura rituale.

A presto

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Riccardo Roversi
Studio Legale Abbatescianni
Tel +390255183148 Fax +390255014830
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From: Enzo Fogliani <fog a NEXUS.IT>
To: STT - Antonio Baldassarra <antoniob a STT.IT>
Cc: <ITA-PE a NIC.IT>; <IP-NSP-ITA a STT.IT>
Sent: Thursday, April 06, 2000 11:16 AM
Subject: Re: chi vuole la LAR? (Arbitrato)


> STT - Antonio Baldassarra ha scritto:
> >
> > A seguire riporto un parere 'legale' sulla questione dell'arbitrato.
> >
> > Molto semplice.
> > A me piace conoscere le regole del gioco
> > In un arbitrato irrituale le regole del gioco si conoscono passo per
passo
> > Non mi piace e non lo trovo molto corretto giuridicamente e >
sostanzialmente.
> > E poi non mi piace la necessità di scegliere tra un gruppo "fisso", la
> > conventicole non mi sono mai piaciute.
> > Anche se potrei tranquillamente far parte del gruppo, ovviamente.
> > Ma si tratta di questione di principio.
> > Potrebbe al limite anche andare se pubblicassero il loro regolamento di
> > procedura, in maniera che io possa eventualmente spiegare al Cliente a
cos
> > andrà incontro.
> > E non mi si venga a dire che l'irrituale è più duttile, il nostro >
ordinamento
> > non è quello anglosassone (aggiungo per fortuna)
> > Ciao a dopo
> > Luca
>
>
> Un parere non diventa "legale" solo perche' e' espresso da un
> avvocato. Con tutto il rispetto per le legittime opinioni del collega
> che lo ha espresso, un  "parere" in cui la maggior parte delle frasi
> inizia con un "mi piace" o "non mi piace" non e' un parere legale, e'
> un giudizio merito (o meglio, di gradimento) e basta.
>
> Del tutto legittimo e rispettabile, intendiamoci; ma non spacciamolo
> per parere legale, quanto piuttosto come espressione di un'opinione di
> merito.
>
> Cordiali saluti,
>
>
>         Enzo Fogliani.
>
>
> --
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