R: chi vuole la LAR? (Arbitrato)

Enzo Fogliani fog a NEXUS.IT
Gio 6 Apr 2000 13:31:28 CEST


Riccardo Roversi ha scritto:
>
> Caro Avvocato Fogliani,
>
> consenta ad un collega di esprimere un parere "legale", anche se succinto
> sull'argomento.

Sono lieto di sentire anche il suo qualificato parere.

> L'arbitrato irrituale è un istituto conosciuto solo al diritto italiano, il
> che - tenuto conto del fatto che internet dovrebbe essere gestita come una
> struttura aperta - di per sè giustifica delle perplessità in merito alla sua
> adozione per comporre le controversie in materia di domini con suffisso .it.

Quello che dice e' vero, pero' puo' essere visto anche nel senso che
mentre gli altri ordinamenti hanno un solo tipo di arbitrato, noi ne
abbiamo due (rituale ed irrituale). E' mia opinione che sia quello
rituale il piu' anomalo rispetto alle esperienze di altri paesi.

Per quanto riguarda internet, poi, il nostro arbitrato rituale e'
molto vicino alle "administrative procedure" previste da WIPO e da
ICANN.

> Come lei ben sa, inoltre, l'arbitrato irrituale preclude alle parti (anche a
> quella che ha ragione nel merito) la possibilità di ricorrere al giudice
> ordinario per ottenere provvedimenti cautelari, il che equivale a una
> notevolissima comprensione del diritto di difesa e ad una minore efficienza
> complessiva di quelle sedi arbitrali che optano esclusivamente per
> l'arbitrato irrituale.

Questo e' vero per l'arbitrato in linea generale, ma non per quello
previsto dalle regole di naming. Proprio per superare questo problema
le regole di naming assegnano agli arbitri poteri cautelari
(ovviamente nei soli confronti della RA). Quindi, gli arbitri in via
cautelare possono ordinare alla Ra di sospendere il nome a dominio. E
come provvedimento d'urgenza mi sembra copra la maggior parte delle
situazioni lesive.

Per il resto, sin'ora non si sono verificate ipotesi in cui un
procedimento d'urgenza in tema di nomi a dominio sia stato piu' rapido
dei tempi previsti per il procedimento arbitrale della NA. Quindi,
anche se i poteri cautelari non vi fossero, quanto ai tempi sarebbe
comunque piu' veloce l'arbitrato.

> La natura del lodo irrituale, poi, è una specie di capolavoro di italianità.
> Infatti, trattandosi di semplice dichiarazione contrattuale (e non di vera
> sentenza), la parte particolarmente pervicace sarà libera di non dare
> adempimento alla statuizione degli arbitri, costringendo la parte che ha
> ragione (sempre quella, poveraccia) a ricorrere (finalmente) al giudice
> ordinario.

Anche questo non e' vero per l'arbitrato previsto dalle regole di
naming, in quanto al RA si conforma alle decisioni del collegio senza
ulteriore formalita' che la comunicazione del lodo. Quindi, se il
collegio revoca un nome a dominio per assegnarlo a chi lo ha
contestato, cio' avviene subito. Per le spese processuali e per
eventuali danni, funziona invece come dice lei.

Mi permetta pero' di ricordare che la funzione dell'arbitrato previsto
dalla NA e' quella di rendere certo in tempi brevi l'assegnazione del
dominio, non quella di sostituirsi alla magistratura ordinaria per
quanto riguarda la liquidazione dei danni. Rispetto ai tempi di una
causa ordinaria, un mese in piu' per l'arbitrato non cambia molto...

> Ma ciò sminuisce l'autorevolezza della funzione arbitrale istituita presso
> la Naming Authority.

Per quanto detto sopra, lo scopo dell'arbitrato e' di dare velocita',
certezza e competenza tecnica alle decisioni. Quanto
all'autorevolezza, penso che cio' dipendera' dalle decisioni che
concretamente saranno prese dagli arbitri.

> Detto questo, non posso che concordare sulla necessità della LAR per
> soddisfare il requisito della forma scritta della clausola compromissoria,
> ma mi pare che vi siano numerosi motivi per riflettere circa l'opportunità
> di attribuire all'arbitrato in questione natura rituale.

La questione e' stata a suo tempo valutata, ma scartata per la
farraginosita' delle procedure. Nulla vieta, comunque, che sia
nuovamente posta sul tappeto.

Lieto dell'incontro, La saluto cordialmente.

        Enzo Fogliani.


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