Mandato,costi ed arbitrato

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Gio 6 Apr 2000 22:50:11 CEST


Sono d'accordo sull'ipotesi del mandato perche' la ritengo quella piu'
lineare e normata (gli stessi identici effetti/oneri/vantaggi si ottengono
con la LAR complessiva), credo pero' che questa sia una soluzione
che mira a mantenere come "passaggio obbligato" la figura del
Maintainer  quando in realtā se le procedure si semplificassero
potrebbe diventare meno interessante. L'obiezione piu' ricorrente e'
quella che una forma contrattuale diretta RA->registrante portrebbe
ad un aumento dei costi di registrazione perche' la RA sarebbe
costretta ad attrezzarsi per assistere il registrante e caricare di
questi costi il "fee" dovuto per la registrazione. Dal lato del
registrante in realta' e' vero l'esatto contrario perche'  la RA e' tenuta
(dal suo mandato) ad operare con una politica di mera rifusione dei
costi mentre il Maintainer spesso e volentieri aggiunge una
plusvalenza dopo aver aggiunto la copertura del costo di assistenza.
Lato RA la contrattualita' diretta apporta un beneficio di cui gode
l'intera comunita' internet. Nel caso di comportamenti poco consoni
alle pratiche accettabili ha la possibilita' di intervenire direttamente e
con il pieno supporto legale (violazione contrattuale) senza dover fare
come adesso che a fronte di segnalazioni di comportamenti scorretti
invita qualcuno (il maintainer) a invitare qualcun'altro(il cliente) a
comportarsi bene. (Puo' tranquillamente succedere che il maintainer
abbia fatto solo da tramite per la registrazione di un nome e non
abbia altre interazioni commerciali con il cliente in oggetto)

Sull'arbitrato sono invece dell'opinione che sarebbe stato meglio
adottare da subito e "integralmente" la proposta WIPO (ripresa
"integralmente" da ICANN). Aldila' di come lo si voglia chiamare
(rituale,irrituale,clausola tra le parti etc.) l'elemento che nel nostro
modello corrente ne impedisce una "wide-acceptance" e' il fatto che
non sono esplicitati elementi che ne limitino la invocabilitā.
Nel modello WIPO/ICANN vengono esplicitati tutti e soli criteri per
cui un terzo puo' attivare il "mandatory administrative proceeding" e
tali criteri sono elencati in maniera puntuale e sono esclusivamente
riferiti a fatti situazioni e comportamenti che rivelano in maniera
inequivocabile che il nome a dominio e' stato registrato per procurare
un danno, con l'intenzione di rivenderlo ad un legittimo proprietario
etc...
La presenza di questi criteri ha fatto si che il "mandatory
administrative proceeding" si sia guadagnato un consenso sufficiente
al punto da venire adottato anche da ICANN
Nel nostro caso , quando venne posto ai voti per l'obbligatorieta' o
meno, aveva pochissime possibilitā di passare perche' esponeva
troppo a possibili "disturbatori" che avrebbero potuto invocarlo in
continuazione ingessando di fatto le operazioni di un registrante.
Nello specifico, invece di restringere i criteri di possibile invocazione
si e' preferito mantenere lo "scope" completo e renderlo "facoltativo"
cosa che di fatto lo ha reso praticamente inefficace. Sarei
sinceramente curioso di conoscere i numeri delle registrazioni di
nomi con adesione all'arbitrato facoltativo....

Vedendo citato spesso il fatto che "la maggioranza degli aderenti alla
NA si e' espressa contro l'arbitrato obbligatorio" vorrei far rilevare con
estrama chiarezza cio' che puo' sembrare una sfumatura ma che in
realta' e sostanziale: "La maggioranza non e' d'accordo a rendere
QUESTO modello di arbitrato come obbligatorio."
Sono abbastanza certo che se si corregge il tiro sull'arbitrato nel
senso di renderlo invocabile solo in presenza di cybersquatting
conclamato la maggioranza comincera' addirittura a PRETENDERE
che il nuovo modello venga reso obbligatorio

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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