arbitrato

Enzo Fogliani fog a NEXUS.IT
Sab 8 Apr 2000 19:59:30 CEST


Mi sembra che questo discorso dell'arbitrato obbligatorio non
accettato solo perche' non ne sono specificati i casi di operativita'
sia una scusa dell'ultima ora di fronte al dilagare
dell'accaparramento che l'arbitrato obbligatorio avrebbe evitato.

In realta', l'arbitrato previsto dalle regole di naminf e' stato
proprio formulato seguendo lo spirito di quelli di ICANN e WIPO, con
gli adattamenti necessari al fatto che siamo in Italia (ordinamento di
civil law) e non in America (ordinamento di common law).

La discussione non e' stata affatto su COME doveva essere l'arbitrato
obbligatorio, ma sul fatto se l'arbitrato dovesse essere obbligatorio
o meno (basta guardare i verbali del CE, dell'assemblea e le FAQ
sull'arbitrato ancora presenti sul sito della NA). Tanto e' vero che
non c'e' mai stata alcuna proposta su come avrebbe dovuto essere
cambiato l'arbitrato.

Tanto non si e' affatto discusso sul modello di arbitrato, che esso e'
rimasto esattamente quello proposto dal CE (la sola norma cambiata e'
quella che lo rendeva obbligatorio). E non dubito che chi sosteneva e
sostiene l'arbitrato obbligatorio avrebbe ben volentieri adottato al
limite una traduzione letterale delle clausole ICANN e WIPO; tanto,
nella sostanza non cambiano assolutamente nulla.

Nessuno infatti fin'ora ha mai indicato quali sarebbero le questioni
che sarebbero escluse dall'arbitrato WIPO E ICANN ed escluse dal
nostro (e a questo punto sarei veramente curioso di vederle...)

Saluti e buon lavoro!

        Enzo Fogliani.


Griffini Giorgio ha scritto:
>
> Sull'arbitrato sono invece dell'opinione che sarebbe stato meglio
> adottare da subito e "integralmente" la proposta WIPO (ripresa
> "integralmente" da ICANN). Aldila' di come lo si voglia chiamare
> (rituale,irrituale,clausola tra le parti etc.) l'elemento che nel nostro
> modello corrente ne impedisce una "wide-acceptance" e' il fatto che
> non sono esplicitati elementi che ne limitino la invocabilitā.
> Nel modello WIPO/ICANN vengono esplicitati tutti e soli criteri per
> cui un terzo puo' attivare il "mandatory administrative proceeding" e
> tali criteri sono elencati in maniera puntuale e sono esclusivamente
> riferiti a fatti situazioni e comportamenti che rivelano in maniera
> inequivocabile che il nome a dominio e' stato registrato per procurare
> un danno, con l'intenzione di rivenderlo ad un legittimo proprietario
> etc...
> La presenza di questi criteri ha fatto si che il "mandatory
> administrative proceeding" si sia guadagnato un consenso sufficiente
> al punto da venire adottato anche da ICANN
> Nel nostro caso , quando venne posto ai voti per l'obbligatorieta' o
> meno, aveva pochissime possibilitā di passare perche' esponeva
> troppo a possibili "disturbatori" che avrebbero potuto invocarlo in
> continuazione ingessando di fatto le operazioni di un registrante.
> Nello specifico, invece di restringere i criteri di possibile invocazione
> si e' preferito mantenere lo "scope" completo e renderlo "facoltativo"
> cosa che di fatto lo ha reso praticamente inefficace. Sarei
> sinceramente curioso di conoscere i numeri delle registrazioni di
> nomi con adesione all'arbitrato facoltativo....
>
> Vedendo citato spesso il fatto che "la maggioranza degli aderenti alla
> NA si e' espressa contro l'arbitrato obbligatorio" vorrei far rilevare con
> estrama chiarezza cio' che puo' sembrare una sfumatura ma che in
> realta' e sostanziale: "La maggioranza non e' d'accordo a rendere
> QUESTO modello di arbitrato come obbligatorio."
> Sono abbastanza certo che se si corregge il tiro sull'arbitrato nel
> senso di renderlo invocabile solo in presenza di cybersquatting
> conclamato la maggioranza comincera' addirittura a PRETENDERE
> che il nuovo modello venga reso obbligatorio
>
> Cordiali Saluti
> Griffini Giorgio

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