R: Mandato,costi ed arbitrato

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Sab 8 Apr 2000 22:45:44 CEST


Controrispondo a Pierfranco Bini:

Griffini:
> > .... ad operare con una politica di mera rifusione dei
> > costi mentre il Maintainer spesso e volentieri aggiunge una
> > plusvalenza dopo aver aggiunto la copertura del costo di assistenza.

> Ma questo non cambia il fatto che il registrante "estemporaneo" abbia
> statisticamente molto piu' bisogno di assistenza rispetto ad un maintainer
> (almeno in teoria).
> Se poi (come si spera) si diffonderanno ulteriormente le connessioni non
> dial up a prezzi popolari con IP statici, in teoria un registrante qualsiasi
> potrebbe anche fare a meno di ricorrere ad un maintainer per i nameserver.
> Te lo immagini il Vannozzi che tiene decine di microcorsi su  configurazione
> nameserver e registrazione domini?

Basta essere chiari e (inflessibili) e dire che non si fornisce
assistenza in merito alla configurazione dei DNS e che tutte le
informazioni tecniche per la "zona" sono reperibili sul sito del NIC.
In alternativa ci metti un 166 e miriadi di operatrici dalla voce
sensuale che spiegano cos'e' la SOA e cosa sono gli RR...
(un successone (anche economico) assicurato....)

> > si e' preferito mantenere lo "scope" completo e renderlo "facoltativo"
> > cosa che di fatto lo ha reso praticamente inefficace. Sarei
> > sinceramente curioso di conoscere i numeri delle registrazioni di
> > nomi con adesione all'arbitrato facoltativo....

> Tra i miei clienti almeno il 90%

Temo che abbiano interpretato il non aderire all'arbitrato come un
elemento di possibile discriminazione nella accettazione della
registrazione del nome a dominio perche'  - penso si possa convenire
con me - non vi sono "vantaggi" ad aderire... ci si espone solo a
"potenziali possibili disturbatori"....

> > Sono abbastanza certo che se si corregge il tiro sull'arbitrato nel
> > senso di renderlo invocabile solo in presenza di cybersquatting
> > conclamato la maggioranza comincera' addirittura a PRETENDERE
> > che il nuovo modello venga reso obbligatorio

> Sono d'accordo con te in principio. Su quest'ultimo punto ho seri
dubbi per
> varie ragioni: soprattutto perche' tra noi ci sono anche quelli che non
> hanno il benche' minimo problema a commerciare anche in modo discutibile con
> i nomi a dominio.
> Ho anche la sensazione che sia la definizione dei criteri di applicazione di
> questo possibile nuovo arbitrato, sia la verifica di situazioni
> potenzialmente sanzionabili in virtu' di questi criteri siano problemi di
> soluzione non banale.

Se intraprendendo la strada dell'arbitrato e' preclusa quella della giustizia
ordinaria (cosa non consigliata dai vari report) allora hai sicuramente
ragione, non e' banale...ma...
Se i criteri sono di "evidenza di mala-fede" (come in WIPO/ICANN)
questo puo' solo accelerare i tempi a favore di chi ha ragione...
Se lo "squatting" e' evidente non e' difficile per un comitato di
arbitrazione capire chi ha torto e chi ha ragione.
Comunque venga risolta la disputa trovo difficile poi uno "squatter"
andare in sede legale per far valere un diritto che non ha...mentre uno
che ha diritto ma che ha incontrato - per sfortuna - un comitato di
arbitrazione poco sensibile ha modo comunque di provare in altra
sede...

> La mia posizione, anche all'interno del CE, e' orientata in questa
> direzione, comunque.
> Ciao!
>
> Pierfranco Bini
> Italian Web
>
Meno male... uno in meno da tentare di convincere...
(sto quasi scherzando...:)

Cordiali Saluti.
Griffini Giorgio



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