Quella che forse era una domanda

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Lun 10 Apr 2000 23:38:26 CEST


In un messaggio di qualche tempo fa Enzo Fogliani ha scritto:

>Nessuno infatti fin'ora ha mai indicato quali sarebbero
> le questioni che sarebbero escluse dall'arbitrato WIPO
> E ICANN ed escluse dal nostro (e a questo punto sarei
> veramente curioso di vederle...)
>

Non so se questa e' la domanda a cui Fogliani insiste a che
io dia una risposta....
Nella fattispecie posso citare i primi esempi che mi vengono in
mente che sono ESCLUSI dall'arbitrato ICANN ed ESCLUSI anche
nel nostro..ovvero le invasioni aliene, meteoriti, atti di divinitÓ.

Entrando invece un po' piu' seriamente nel merito della questione
arbitrato mi preme segnalare che nel nostro e' sufficiente ventilare un
ipotetico pregiudizio mentre in quello ICANN il "contestante" deve
PROVARE che esistono i tre elementi che consentono l'attivazione
"obbligatoria" della procedura amministrativa, ovvero deve dimostrare
che:
1) Il nome a dominio e' simile o confondibile con un marchio o
servizio del contestante
2) Il corrente assegnatario non ha diritti o interessi legittimi nel nome
3) Il nome a dominio e' registrato ed usato in mala fede.

Per chiarire poi meglio il punto 3) che potrebbe dare troppo spazio ad
interpretazioni si enuncia inoltre che esiste sicuramente "mala fede"
se si verifica almeno una delle seguenti:
- vi sono circostanze che indicano che il nome e' stato registrato allo
scopo di rivendere, affittare, od in qualunque modo trasferire il nome
al "contestante" od ad un suo concorrente con evidente intento
speculativo e ricattatorio.
- il nome e' stato registrato per impedire che il titolare di un marchio
o servizio possa riflettere tale marchio o servizio in un nome a
dominio su Internet
- il nome e' stato registrato per rendere disagevoli o intralciare le
attivita' di un concorrente (oltre i limiti della concorrenza leale n.d.t)
- il nome viene usato intenzionalmente per attrarre, a scopo di lucro,
utenti sul web od altro servizio online facendo in modo di rendere
confusa rispetto al marchio del "contestante" la reale affiliazione,
sponsorship, approvazione o mandato per il sito in questione o per
un prodotto o servizio pubblicizzato sul sito od altro servizio online.

Siccome chi riceve la contestazione e' sufficiente che provi i suoi
legittimi interessi viene inoltre specificato che sussistono legittimi
interessi del corrente assegnatario se egli e' in grado di provare
almeno una delle seguenti:

- che prima della notifica della contestazione l'uso sino a quel
momento effettuato del nome a dominio (o i dimostrabili preparativi
ad utilizzare tale nome) era quello relativo ad una offerta di beni e
servizi in buona fede

- che l'assegnatario (sia esso persona,societa' o qualunque altra
organizzazione) e' comunemente conosciuto per via del nome a
dominio anche se l'assegnatario non e' titolare di un corrispondente
marchio registrato

- che l'assegnatario sta facendo un uso non commerciale legittimo o
un uso comunque "corretto" ("fair use") del nome a dominio senza
intento di distrarre consumatori a scopo di lucro o di infangare la
reputazione di un marchio o servizio in proposito.

La "mandatory administrative proceeding" nella formulazione ICANN
inoltre NON PRECLUDE la strada giudiziale mentre la nostra invece
si. La apertura viene lasciata per dar modo a chi e' davvero dalla
parte della ragione di potersi rivolgere in sedi giurisdizionali (cosa che
chi ha torto ci penserebbe almeno un po' su).
Con un po' di sentenze del collegio arbitrale a sfavore dei "reverse
domain name hijackeers" (le multinazionali che pressano sulle non
profit ad esempio) sarebbe difficile affermare "diritti" prevalenti in
proposito ed il non avvalersi delle procedure amministrative in caso di
disputa ma andare direttamente in ambito  giudiziale sul nome
sarebbe il segno evidente che il contestante intende implicitamente
perpetrare un "reverse domain name hijacking", condotta altrettanto
esecrabile quanto il "cybersquatting"...

Non discuto che i criteri con cui il "collegio arbitrale" poi prenda le
decisioni possano essere gli stessi.... ma sara' che preferisco la
"trasparenza".. e tra un arbitrato che li cita espressamente ed uno
che invece lascia' "discrezionalita'"  - visto che di regole nostre si
tratta - preferisco ampiamente quello che li esplicita in modo che sia
chiaro a tutti i soggetti interessati come vengono valutate le cose.

Proseguendo poi nella analisi della dispute resolution di ICANN si
puo' trovare ad esempio che in corso di contestazione non e'
possibile trasferire l'assegnazione ad altri e che se a decisione presa
(entro un breve e ragionevole lasso di tempo) una delle parti ricorre
alla giustizia ordinaria l'esecutivita' della decisione viene sospesa e i
contestanti se la sbrigano da soli.

A mio modesto parere , (fregandomene serenamente se sia
"common-law" o "civil-law"), trovo che tale procedura sia
assolutamente ben bilanciata sia a protezione di chi ha un marchio
ed e' vittima di evidente "cybersquatting" sia di chi non ha registrato
un marchio ma ha legittimi interessi ad usare un nome che magari
usa anche da tempo (vedasi le non-profit,ad esempio).

Inoltre, esplicitare i criteri (ammesso che li si condividano) rende piu'
facile il lavoro alla giustizia ordinaria che almeno trova un riscontro
preciso della "valenza" del nome nell'ambito "internet" rispetto alla
valenza gia' sancita nell'ambito "civile" dalle leggi,trattati e
convenzioni sui marchi esistenti e, nei casi sufficientemente
controversi in cui si trovi costretta a giudicare in via "equitativa" puo'
contare su due visioni ben delineate tra cui mediare.

Scendendo invece di livello, in merito alle malcelate insinuazioni su
"da che parte sto" preferisco stendere un ultimo pietoso velo, visto
che mi ritengo assolutamente indipendente da: ISP, carriers,
maintainers, confindustria, lobby di categoria, associazioni non-profit,
politiche, religiose, sindacali, sportive, militari, movimenti di pensiero
o assimilati, bande eversive, gruppi musicali o quant'altro.
Temo che sia questo cio' che da fastidio.(oltre ad un sacco di altri
miei pregevoli difetti)

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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