Breve inciso per M.L.Buonpensiere

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Gio 13 Apr 2000 01:15:31 CEST


> Caro Griffini,
>
> At 23.52 11/04/00 +0200, you wrote:
> >Per quanto riguarda il mio "sereno disinteresse" ho gia' risposto a
> >Fogliani in merito al significato della frase che sembra aver
> >alimentato la polemica.
>
> Senz'altro quella e' stata una frase infelice. L'ambiente in cui si opera
> e' fondamentale per capire i principi che si applicano.
>
> Non so se e' un esempio calzante dal punto di vista tecnico, ma penso che i
> due sistemi possano paragonarsi ai sistemi mac e ai sistemi windows. Per
> girare su ciascuno dei due sistemi, uno stesso programma deve avere
> istruzioni che, pur facendo la stessa cosa, sono scritte in modo diverso.
> Di fronte a un Fogliani che ritiene che, pur essendo scritto con istruzioni
> (=clausole) diverse, il programma (arbitrato) faccia la stessa cosa e
> raggiunga lo stesso scopo pur girando su due sistemi (=ordinamenti
> giuridici) diversi, dire di fregarsene del fatto che il programma sia
> scritto per mac o per windows (=civil e common law) da' ad un giurista una
> forte impressione di incompetenza sotto il profilo giuridico. E questo ha
> provocato le risposte, che, riconosco, forse sono state un po' forti.
>

A dire la verita' mi era parso che mi si imputasse di travisare come
funzionasse l'arbitrato di ICANN nel suo naturale ambito di
applicazione.... ad ogni modo (sto per sconfinare..... ) provo a
sintetizzare la situazione:
Da un lato ho l'arbitrato ICANN, obbligatorio, con tutte e solo le sole
clausole di applicabilita' ben specificate. Dall'altro ho il nostro
arbitrato,facoltativo in cui non vengono stabiliti criteri di applicabilita'
perche' (suppongo) cio' rientra piu propriamente (o viene demandato a
) nell'ambito delle norme "generali".
Credo che sia pero' difficile affermare che gli effetti ottenuti possano
essere gli stessi. Probabilmente il nostro arbitrato e' la migliore
approssimazione possibile collocabile nell'ambito della "civil-law".
Se si prende in esame l'arbitrato ICANN si puo' forse di comune
accordo rilevare che i punti di forza sono l'obbligatorieta' e la
limitazione ai soli casi di registrazione "abusiva" che  hanno
consentito il raccogliersi di un ampio consenso per la sua
applicazione da tutte le entitā che ne potevano essere soggette.
Nel nostro arbitrato probabilmente la carenza di norme generali
"adeguate" alla realta' Internet con tutti i problemi di "giurisdizione
applicabile" e di ampia base delle entitā che aspirano ad un nome a
dominio che comporta (non solo marchi d'impresa ma anche
istituzioni ,associazioni non profit, singoli individui) ed il fatto di
doversi riferire a norme "inadeguate" rende improbo il compito di
rendere il nostro arbitrato altrettanto efficace e accettabile come di
quello di ICANN.
Oggetto della mia proposta era semplicemente quello di integrare il
nostro arbitrato indicando esplicitamente i criteri di applicabilitā
(anche se dichiarabili nulli da sentenze che "adattino" la norma
generale di caso in caso) in modo da avere linee guida che, scaturite
dai diretti interessati alla loro applicazione, potessero costituire dei
riferimenti utili al legislatore chiamato a predisporre o ad aggiornare
le norme generali.
Che mi risulti, il legislatore e' sempre stato sinora sensibile alle
iniziative di auto regolamentazione dei vari settori e in tutta sincerita'
credo che se fossero gia stati presenti tali criteri, di riflesso avremmo
trovato qualcosa di simile anche nel ddl presentato ieri e che invece
sta gia' suscitando un variegato dissenso per manifesta lacunosita'.

> >A tal proposito le consiglio di consultare anche il documento:
> >  http://www.icann.org/udrp/udrp-second-staff-report-24oct99.htm
> >(emesso nella stessa data della policy) al punto 4.1.c)
>
> L'ho consultato, ma non mi sembra cambi molto la questione. Ovviamente e'
> questione di opinioni...
>
Come ho scritto poco prima ho citato il documento per evidenziare
che l'arbitrato ICANN si applica limitatamente ai criteri citati nella
policy e che era quello che mi si contestava come non
corrispondente al vero. Non cambia la questione della efficacia (o
della non efficacia) di ciascun arbitrato nel proprio ambito ma sul
fatto che si dica che racconti balle o meno sicuramente si.

> >Sul discorso degli "inchini", se anche Lei vuole essere annoverata
> >nell'elenco dei miei detrattori "ufficiali", le lascio - per cavalleria -
> >facoltā di scegliere l'argomento (un altro pero' perche' altrimenti ci si
> >annoia) su cui si possa litigare con la opportuna veemenza.
>
> Non ho alcuna intenzione di essere annoverata fra i detrattori ufficiali,
> nč di litigare. :-) Anche io valuto quello che lei scrive, e indubbiamente
> molte sue idee sono buone. Il problema (che penso sia poi la molla che fa
> scattare i "detrattori ufficiali") e' che spesso lei si lascia prendere
> dall'entusiasmo ed sconfina in settori in cui chi si ritiene
> "ufficialmente" piu' competente si sente in diritto di precisare e mettere
> puntini sulle i (e anch'io riconosco a volte non sono abbastanza umile per
> non comportarmi in quel modo). Se forse si limitasse ai fatti e alle
> opinioni, senza dare l'impressione di esprimere anche pareri giuridici, i
> "detrattori ufficiali" se ne starebbero piu' tranquilli :-)).

Sinceramente mi sembra un po' triste dover limitare l'entusiasmo (di
per se' positivo e sintomo di convinto coinvolgimento) per evitare di
urtare la sensibilitā di "detrattori". (mi sembra una forma di cortesia
che un "detrattore" forse non si merita....)   (PRECISAZIONE:Sto
parlando in senso generale...)

Per quanto riguarda "dare l'impressione di esprimere pareri giuridici",
purtroppo sono abituato, nel momento in cui esprimo una opinione,a
corredarla delle considerazioni che mi hanno portato in quella
direzione. Se poi tali considerazioni vengono interpretate come
"parere dettato da competenza in materia" (giuridici in questo caso)
significa che sono perlomeno "plausibili"  ancorche' assolutamente
criticabili da chi possiede una maggiore o piu' diretta esperienza in
materia.
Mi consenta pero' di dire che se le obiezioni a tali considerazioni
vengono fatte senza dare la possibilitā, a chi le ha formulate, di
capire dove stiano gli errori fondamentali e si tiene un atteggiamento
un po troppo "cattedratico" liquidandole con affermazioni di
incompetenza, diventa poi difficile attendersi che la volta successiva
non si ricada negli stessi problemi.

>
> Comunque, mi scuso se sono stata un po' acidina...
>
Non sono necessarie le sue scuse, anzi, volevo ringraziarla per la
cortesia che mi ha riservato e mi auguro che in futuro si possano
continuare con la stessa serenita'  di intenti le discussioni tra
persone che operano in ambiti professionali cosi' profondamente
diversi come quelli in cui operiamo io e lei.

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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