Che ne sara' di noi?

Tullio Andreatta tullio a LOGICOM.IT
Gio 13 Apr 2000 11:25:28 CEST


In 18.34 12/04/00 +0000, Claudio Allocchio ha scritto:
>Il testo del DDL che e' stato (finalmente!) pubblicato nella sua versione
>"senza indiscrezioni" e' fondamentalmente "il modo meno peggio" in il
>governo propone di regolamentare il cyber Squatting (art. 1) e cerca di
>formalizzare l'esistente (art. 2).

Il meno peggio? L'hai letto bene?

1. Per l'utilizzazione di nomi a dominio è vietata, a chi non è titolare
   o non ne può disporre col consenso scritto di quest'ultimo,
   l'utilizzazione di:
     a. nomi identici o simili a quelli che identificano persone fisiche,
        persone giuridiche o altre organizzazioni di beni o persone;

La Ferrari non puo' disporre del nome ferrari.it, a meno che non
chieda il permesso a tutti i Sigg. Ferrari del mondo?

     b. nomi identici o simili a marchi d'impresa o altri segni distintivi
        dell'impresa o di opere dell'ingegno;

La RAI non potrebbe usare il nome rai.it, in quanto in olanda esiste una
Rai che fabbrica biciclette e che (nel settore della produzione delle biciclette) detiene un identico marchio europeo ...
La Ferrari non potrebbe usare il nome ferrari.it, in quanto il marchio
Ferrari e' registrato dall'azienda vinicola trentina che produce l'omonimo
spumante ...

    c. nomi che identificano istituzioni o cariche pubbliche, enti pubblici o
       località geografiche;

Le Assicurazioni Generali non potrebbero usare generali.it, in quanto i
Generali sono cariche pubbliche? Qualcuno ha idea di quanti siano i nomi
di localita' geografiche, che in questo modo sarebbero preclusi? Non so,
mi vengono in mente la sala giochi "Las Vegas", il signor Trebisacce, il
Camping "Cala Corvino", l'acciaieria che produce i tubi "Dalmine", la
pasticceria "Monte Bianco" ...

    d. nomi di genere, quando sono utilizzati per trarne profitto, tramite
       cessione, o per recare un danno;

Dai in mano una regola del genere a un avvocato, e ti sollevera' il mondo! Da
questa regola discende che, anche se io ho registrato un dominio per i motivi
piu' nobili che esistano, se facendolo ho provocato un danno a chiunque sono
tenuto a risarcirlo.


   e. nomi tali da creare confusione o risultare ingannevoli, anche attraverso
      l'utilizzazione di lingue diverse dall'italiano.

Ad esempio difesa.it, del Ministero della Difesa, potrebbe ingannare un
imputato che sta cercando un avvocato difensore in una causa?
O burro.it, registrato da un "consorzio per la valorizzazione del burro",
sarebbe illegale in quanto un consorzio spagnolo per l'allevamento degli
asini (ndt: burro in spagnolo) potrebbe lamentarsi?

>Nella sua forma, l'art.2 dice che e' il "registro" (Anagrafe Nazionale) a
>definire chi, come e perche' stabilisce le altre regole e procedure.
>
>Ovviamente questo puo' significare "il registro fa quello che gli pare",
>oppure anche "la N.A. viene a sua volta formalizzare dal regolamento
>attuativo del registro". Oppure ancora si puo' suggerire di formalizzare
>direttamente anche la N.A. nel DDL stesso.
>
>Il problema piu' serio che vedo e' di ordine strettamente
>"applicativo"... come si fa a fare applicare tali regole ad organismi
>diversi dalla RA "Italiana"? Il DDL prevede che le norme valgono anche
>per i gTLD, e per i ccTLD di tutto il mondo...

Quello e' il meno: che cosa significa "E' comunque disposta la cancellazione
del nome a dominio registrato presso l'Anagrafe di cui al comma 1, trascorsi
90 giorni dalla data della registrazione senza che ne sia seguita l'effettiva
utilizzazione" ? se attivo il DNS, e' sufficente ? e' sufficente definire un IP
per il nome quellochemipare.dominio.it, che pero' non risponde perche' la
macchina che lo deve gestire non l'ho ancora accesa? o magari basta una bella
riga "www IN A 127.0.0.1"?

--
Tullio Andreatta   Logicom s.r.l. - Via L.Gambara, 55 - I-25100 Brescia ITALY
tullio a logicom.it  http://www.logicom.it/



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe