adesso non possiamo piu' nasconderci dietro a un dito.

Pierfranco Bini bini a ITALIANWEB.IT
Gio 13 Apr 2000 14:09:14 CEST


Cari tutti,
    sono stato molto contento di vedere il famigerato ddl, non tanto per
intonare il famoso "ve lo avevo (avevamo) detto", quanto perche' la cosa ci
costringe a ragionare proprio su quei casi specifici che hanno sempre
impedito di creare regole ad hoc per risolvere le controversie.

Sarebbe stato assai meglio far qualcosa anche prima, ma adesso non possiamo
proprio piu' aspettare: incontriamoci, se volete, sia noi del CE sia la NA
in toto (e magari invitiamo anche qualche politico) ma cominciamo a parlarne
qui.
Che servisse un dispositivo rapido di risoluzione delle dispute lo hanno
capito tutti, esclusi forse gli speculatori: se vogliamo introdurre una
qualche disciplina nelle Regole di Naming 4.0 (serve una major release?)
facciamolo, altrimenti reintroduciamo l'arbitrato obbligatorio. Altrimenti
ci obbligheranno a farlo comunque, aggiungendo cose assurde e titpiche di
chi non sa di cosa sta parlando.
E' gia' un po' che chiedo pareri su queste cose, ma, a parte la recente
discussione Fogliani-Griffini, non ho letto particolari prese di posizione,
se non in linea di principio. I principii sono bellissimi (potremmo anche
creare una lista sui massimi sistemi dell'Internet IT-MS ;-) ma adesso
vediamo di essere pratici.
Quando cominciammo a lavorare sulle attuali regole, l'idea di entrare nel
merito delle registrazioni venne scartata abbastanza rapidamente perche' la
RA non poteva/voleva assumersi la responsabilita' di controllo. Cosi', a
parte alcune sparute indicazioni "informali", le registrazioni sono sempre
state fatte (o avrebbero sempre dovuto essere fatte) in modo acritico e
automatico (purtroppo le regole di naming non prevedevano alcun computo dei
domini per maintainer, neanche al 14995esimo....).
Ora se una legge dello stato da' questo onore/onere alla RA le cose possono
cambiare, almeno dal punto di vista dell'autorevolezza formale (perche'
quella fattuale non e' in discussione).
Quindi volendo adattare il modello WIPO/ICANN al nostro caso quello che ci
si puo' chiedere e' cosa succederebbe con simili meccanismi nel caso delle
omonimie, dei marchi di fatto e di tutta la casistica esposta in altri
messaggi postati in questi giorni.
Personalmente credo che un filtro a livello di procedure si possa
instaurare, ben consci dell'impossibilita' di inventare il meccanismo
perfetto, e quindi completare il meccanismo con un sistema di risoluzione
delle dispute, quale che sia. Credo anche che se si fosse accettato un
meccanismo arbitrale obbligatorio, cio' che ha attivato il sen. Passigli
probabilmente non avrebbe sortito lo stesso effetto.
Parliamo di questo prima di mobilitarci, altrimenti non riusciremo mai a
esprimere un parere forte: dal punto di vista tecnico le osservazioni di
Claudio sono ineccepibili: aggiungiamo una proposta saggia, che possa essere
recepita come modifica migliorativa al decreto, se no ci tireremo due volte
la zappa sui piedi.

Ciao!

Pierfranco Bini
Italian Web



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