R: ddl (altre precisazioni)

Enzo Fogliani fog a NEXUS.IT
Gio 13 Apr 2000 19:12:44 CEST


Premesso che condivido appieno lo sdegno contro il testo del  DDL, mi
sembra opportuno fare alcune precisazioni giuridiche onde centrare
meglio e piu' costruttivamente le nostre critiche:

Marco Gabbi ha scritto:
>
> Ma vi rendete conto?
> Nel secondo capoverso si dice: "..Alla registrazione si provvede, previa
> dichiarazione dell'insussistenza di preclusioni ed accettazione da parte del
> richiedente di una procedura di conciliazione, gestita dall'Anagrafe
> medesima, per la risoluzione delle eventuali controversie.".
> Mi sembra pura follia: io firmo una clausola che mi obbliga fin dal momento
> della registrazione ad accettare un qualsiasi compromesso (gestito
> [?????!!!!!] dall'Anagrafe) con il primo pirla che decide che in qualche
> modo il mio dominio gli arreca un qualche danno......

Da come e' scritto sembrerebbe non un'arbitrato, ma un procedimento di
conciliazione. Come tale, non dovrebbe concludersi con un giudizio in
cui una delle parti viene condannata, ma in un accordo, oppure, in
mancanza, in una presa d'atto che l'accordo non e' possibile.

> Tra le altre cose vi faccio notare che tutti gli eventuali ricorsi contro
> gli atti dell'Anagrafe andranno fatti al TAR (tra l'altro non si capisce
> quale sia quello competente per zona) con i conseguenti costi (un ricorso
> normale costa almeno 6 - 7 milioni).

Il TAR competente e' quello del Lazio, in quanto il CNR ha sede a
Roma. Quanto ai costi, mi sembrano ottimistici. Tenete presente che
gia' per legge, le tariffe degli avvocati innanzi al giudice
amministrativo sono piu' alte di quelle per le medesime attivita'
davanti al giudice ordinario.

> Per non parlare dell'Art. 1 che contempla come ILLEGITTIMI anche i nomi
> semplicemente SIMILI a marchi d'impresa o altri segni distintivi
> dell'impresa o di opere dell'ingegno: ci rendiamo conto o no che nasceranno
> migliaia di controversie, dato che mi sembra abbastanza facile trovare delle
> semplici somiglianze, ad esempio, tra un sito ALITALIA.IT e ALIDITALIA.IT
> (magari di proprietÓ di qualche innocuo club dui avieri in pensione) oppure
> tra NIC.IT e NIKE.IT!!!!!!!!!!!!!

E' uno dei principali difetti della legge... dire simile significa
lasciare ampi spazi alla discrezionalita' di chi giudichera' (che
sarebbe poi sempre la RA!).

> Speriamo che in fase di conversione in legge qualche saggio metta una pezza
> qua e la.......

Essendo un DDL (disegno di legge) e non un DL (decreto legge, di per
se immediatamente esecutivo) non deve essere convertito in legge,
bensi' approvato da camera e senato.

Saluti a tutti,

        Enzo Fogliani
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