Il Punto Informatico !

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Gio 10 Feb 2000 11:43:36 CET


> From: Giorgio Just <giorgio.just a wavenet.it>

> > > ecco un pezzo delle news del punto informatico di oggi:
> >
> >Punto Informatico sta continuando nella sua politica, non
> >trovo nulla di strano.

>   Strano forse no, certo che ti hanno messo un po' in graticola nel
> servizio sui domini alle ditte e ai privati; e passi che mettano in
> graticola te (nel senso che da Direttore CE sei necessariamente piu'
> esposto), ma sono gravi le illazioni sulle attuali regole di naming. Non
> pensi sarebbe il caso di fare qualche rettifica?


Ti rispondo come semplice cittadino che si diletta di linguistica.
Prendiamo l'articolo in questione,
http://punto-informatico.it/pi.asp?i=30647
e analizziamolo:

   - Questo inferno, che non consente le registrazioni dei domini
   .it, ha infatti una causa scatenante: le nuove regole che
   consentono alle Partite Iva (e solo a loro) di registrare
   quanti domini desiderano

Questa frase e` fattualmente scorretta, e si puo` chiedere una
rettifica (ma questa volta tocca a Claudio! :-) ) Come si legge nel
punto 4. delle regole, "Le associazioni che non siano dotate di
partita IVA o codice fiscale (o equivalente) e le persone fisiche
non dotate di partita IVA (o equivalente) possono registrare un
solo nome a dominio." Il che significa naturalmente che le associazioni
senza partita IVA ma con codice fiscale possono registrare un numero
illimitato di dominii.
Perche` De Andreis ha saltato questo simpatico particolare? la mia
impressione e` che visto il target di Punto Informatico fa "vendere" di
piu` prendere una posizione contro le aziende.

    - Non previsto, questo fenomeno era invece scontato e annunciato e
    ha ora provocato il blocco totale delle registrazioni perché
    la Registration Authority (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
    non riesce a starci dietro,

Non ha provocato "il blocco totale" (che vorrebbe dire "nessun dominio
registrato") ma fortissimi ritardi, il che non e` Bello ma comunque e`
un'altra cosa. Se uno volesse proprio essere pignolo, la RA e` presso
un Istituto del CNR, ma qui penso sia Daniele che possa spiegare meglio
la differenza.

    - [danni inevitabili] alle attività dei registri di dominio .it
    che ancora offrono agli utenti internet la possibilità di
    registrare domini ma senza, in realtà, poter garantire che ciò
    avvenga effettivamente.

Non esistono "registri di dominio .it" ma maintainer: il problema
naturalmente e` che si tenta di far passare il concetto ¨multipli
registrants come per .com" facendo finta di nulla. (Spero come nota
a lato che i tempi per il recepimento della lettera AR siano ancora
calati: la settimana scorsa eravamo a tre giorni lavorativi che
rispetta il contratto con i maintainer ma effettivamente e` ancora
tanto)

    - Basti pensare che un aspetto essenziale della procedura
    di registrazione è l'invio via fax alla Registration Authority
    della "Lettera di assunzione di responsabilità"

Altro esempio di disinformazione. E` vero che e` essenziale spedire
la lettera di AR, ma non e` affatto vero che deve essere spedita
via fax. La cosa e` spiegata dopo ("Tocca quindi ricorrere a
raccomandate e corrieri, ben più obsoleti del già obsoleto fax.") e
quindi De Andreis puo` semplicemente dire che il testo e` formalmente
corretto, nonostante avesse ribadito il suo concetto scrivendo
"come a dire, voi provate a mandare la lettera senza la quale non
potete avere il dominio, ma non ci riuscirete". Il lettore non
addentro alle cose riceve il messaggio "non e` possibile mandare
la lettera se non per fax" e soprattutto "la lettera AR non e` niente
altro che un modulino che poteva benissimo essere elettronico".

    - Il blocco totale è un fatto,

Di nuovo, "il blocco totale" non e` mai esistito. Ripeto: ci sono
state grosse responsabilita` da parte di tutti, a partire dalla NA e
dal CE; se tornassi indietro, io ad esempio avrei continuato a proporre
questa liberalizzazione, ma in maniera piu` graduale (esempio:
dal 15/12/99 il numero di dominii disponibili a testa e` portato a 10,
dal 15/2/00 a 100, e dal 15/6/00 viene tolto ogni limite)

Ad ogni modo, valutero` con Claudio l'opportunita` di chiedere una
rettifica, ma temo che con queste precisazioni puntuali si faccia poco.

D'altro canto, andando a http://punto-informatico.it/p.asp?i=30647&p=2
rimane tutto piu` chiaro:

    - E qui il "dramma". Lo IAT è infatti autorizzato a questo
    compito nientemeno che dallo IANA, l'autorità internazionale
    degli "Internet Assigned Number". Autorizzazione che risale
    però a diversi anni fa, quando la rete internazionale e
    quella italiana erano ben diverse, per numero di utenti,
    per attività svolta, per infrastrutture e via dicendo.

Penso che non ci sia bisogno di tradurre questa frase, anche perche`
e` quanto stanno gia` dicendo alcune persone qui su ITA-PE.

    - In questo processo di migrazione da uno status ambiguo ad
    uno più ufficiale, si colloca il caos di queste settimane.
    Se tra qualche tempo gli utenti e le imprese potranno
    rivalersi direttamente sul ministero per chiedere conto,
    dal punto di vista legale ed economico ma anche politico,
    della "malagestione", oggi si è tutti in balìa di quello
    che fanno, decidono e prevedono i responsabili CNR.

Per quanto ne so io, il CNR e` gia` adesso responsabile legale
ed economico, e il direttore dello IAT lo puo` confermare... Resta
la parte "politica".

ciao, .mau.



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe