Credo di aver capito perche non ci si intende....

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Gio 24 Feb 2000 22:40:16 CET


> Griffini Giorgio wrote:
> >
> > Rispondo ai commenti di P.Zangheri e B.Piarulli
> >
> > Credo di aver capito perche abbiamo visioni diverse....
> > Io sono in Enel da 15 anni e quando vi arrivai era un ente di diritto
> > pubblico...
>
> E' la new economy, baby....
>

Non ho paura della "new economy" e se pensi che io abbia
propensioni "immobiliste" ti sbagli di grosso ma un conto e' prendere
le cose nella giusta considerazione e un conto e' andar giu' a testa
bassa senza capire quello a cui si vuole arrivare...

> Non ce l'ha ordinato il dottore di avere per RA un ente di diritto
> pubblico, con i suoi tempi e mezzi che non riscono a stare al passo con
> le innovazioni dei mitici anni '50 (come, siamo nel 2000, non ho ancora
> ricevuto copia della circolare ministeriale circa il regolamento di
> attuazione della legge quadro sul cambio di decennio....).
>
> Lo IAT del CNR è un ente di diritto pubblico, la RA è una struttura al
> servizio della comunità Internet di questo continente (visto che NOI
> accettiamo la registrazione da parte di tutti i soggetti comunitari) che
> stando alle ultime statistiche è costituita al 98,42 % di persone
> fisiche o giuridiche molto attratte dagli aspetti commerciali più
> sfrenati.
>

Ho usato le stesse parole ("non ce lo ha ordinato il dottore") quando
ho proposto di rimandare di 1 mese (30 banalissimi giorni)
l'applicazione delle nuove regole....e sulla apertura "europea" si puo'
ampiamente discutere basta che non mi si tiri in ballo il discorso
della direttiva CEE perche' questo sono direttive da adottare, ma
previa analisi di impatto e con relativi piani di adeguamento...
Tra l'altro adesso col discorso ".eu" (in cui la struttura di registry
linearmente derivabile potrebbe essere quella di una shared registrar
con come componenti i singoli ccTLD) potrebbe risultare sbilanciata
proprio perche' noi abbiamo "aperto"....

BREVE PARENTESI:

Perche' nell'ottica della "liberalizzaione selvaggia" non consentiamo
la registrazione di nomi a dominio a cittadini stranieri
extracomunitari, residenti in italia con regolare permesso di
soggiorno... visto che nella vita civile - in Italia - essi sono equiparati
a cittadini Italiani compreso il diritto di voto alle comunali/regionali ?

CHIUSA PARENTESI

> Democrazia vorrebbe che quindi si recepisse questo fatto (per quanto
> odioso e umiliante possa essere) e quindi predisporre un isistema in
> grado di gestire la realtà (in alternativa si può cercare di convincere
> la realtà ad adeguarsi alle strutture, ma è più difficile).
>

La ragione vorrebbe invece che"vedendo gli strumenti che si hanno a
disposizione" (la attuale RA) si evitasse di far finta che sia una cosa
diversa e che si operasse in modo da poter risolvere la situazione
lavorando sulle cause non suglli effetti... Qualunque regola noi si
faccia la RA attuale rimane quella che e' ...potra' anche evolvere ...
ma ai suoi ritmi.... e se questo non e' accettabile... e' assolutamente
inutile prendersela con la RA....
Quello che si puo' fare invece e' - forse piu' ragionevolmente -
abbassare le pretese almeno fino ad un livello tale che la
registrazione di un nome a dominio non diventi un incubo...e nel
frattempo lavorare ad una ipotesi di shared registrar in cui i singoli
componenti possano essere motivati "economicamente" e quindi
avere lo sprone necessario per esserre efficaci e reattivi alla
domanda...

Qui invece sembra che l'idea prevalente sia "vogliamo tutto, subito e
perfetto e mi raccomando non fateci fare fatica o prendere delle
responsabilita'..."

> Dopo di che la RA potrà decidere di farsi le regole da sola, potrà
> decidere che la NA le crea solo casini e confusione, che siamo altezzosi
> e rompiballe, potrà anche decidere di tornare alla versione 1 delle
> regole di naming, o di copiare quelle tedesche o francesi (in questo
> caso avrà però delle sorprese), ma questo non cambia la natura delle
> cose, e soprattutto, non risolve il problema, che è, in queto frangente,
> di una palese violazione di norme, contratti e direttive UE per via
> della decisione unliaterale di sospendere un servizio di pubblica
> utilità. (In questo caso il fatto di essere un ente pubblico è solo un
> aggravante).
>

Mah... anche qua mi sembra il classico discorso "armiamoci e
partite..."
Se noi NA facciamo una regola del cavolo e la RA la applica e
succede un casino chi credete venga cazziato ? La NA ?
Nossignori.... viene cazziata proprio la RA... (e l'affaire
"nomecognome" e' li' a dimostrarlo). Sulle direttive europee mi sono
gia' espresso ma ho gia' capito che per noi e' un "must" applicarle ad
occhi chiusi senza guardare la realta' delle cose....
Sulle presunte violazioni dei contratti si potrebbe aprie una ampia
discussione ... sopratutto perche' ci si dimentica che la RA non
assegna i nomi a dominio perche' lo dice un contratto ma perche' ha
questo come mandato "istituzionale".
Il contratto esiste solo perche' questa attivita' (che prima veniva fatta
senza) ha raggiunto dimensioni che non e' piu' possibile far rientrare
nelle "normali voci di budget" relative alle attivita' istituzionali dello
IAT.

In ogni caso vedo che si continua a lagnarsi e nessuno fa causa alla
RA per violazione contrattuale... Perche' ?

C'e' qualcuno che abbia il coraggio di rendere palese il perche' ?
O devo farlo io ?

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio


e-Mail: grigio a mediapoint.it
e-Mail: griffini.giorgio a enel.it



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