R: Precisazione sulle lettera di AR e sulla reizione della richiest

Gian Luca Mattu mattu a CGI.INTERBUSINESS.IT
Mar 4 Gen 2000 16:11:00 CET


Vorrei avere anche io delle precisazioni a riguardo dato che ho avuto varie
richieste di assegnazione nomi a dominio RESPINTE per problemi di
leggibilità
di qualche dato.
Ho letto e riletto le Regole in vigore e le Procedure Tecniche di
registrazione
e ciò che è stato fatto dalla RA mi sembra un abuso .

I 10 GIORNI SONO ANCORA CONTEMPLATI.

Questa "leggerezza" nel respingere le richieste di registrazione
stà creando parecchi problemi tipo minaccie da parte di legali e simili,
le regole sono pubbliche e grazie a Dio le leggono anche i clienti ( buona
parte),
 non solo i maintainer.

Quindi ... che si fà ?
Consigliamo ai clienti più spigliati che leggono anche tra le righe
( anche le procedure di registrazione ... )
di inviare lettere da parte di avvocati alla RA ?

Attendo soluzione al gravoso problema .

___________________________________________

Gian Luca Mattu

Telecom Italia S.p.A.
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mattu a cgi.interbusiness.it

-----Messaggio originale-----
Da: owner-ita-pe a NIC.IT [mailto:owner-ita-pe a NIC.IT]Per conto di Maria
Luisa Buonpensiere
Inviato: Tuesday, January 04, 2000 3:37 PM
A: Claudio Allocchio +39 040 3758523; Assembly of the Italian Naming
Authority
Cc: ITA-PE a NIC.IT
Oggetto: Re: Precisazione sulle lettera di AR e sulla reizione della
richiest


At 12.56 04/01/00 +0100, Claudio Allocchio +39 040 3758523 wrote:
>
>> Non c'e' scritto che per essere accettata la lettera deve essere
formalmente
>> corretta.
>
>C'e' scritto "debitamente compilata e firmata". Questo significa che se
>c'e' QUALSISI tipo di errore, omissione, modifica nel testo rispetto al
>modello predisposto dalla RA, la lettera NON e' valida e quindi la
>procedura di registrazione NON parte.

Mi spiace dover dissentire dall'opinione del Presidente, ma evidentemente
egli non tiene conto di alcuni fondamentali principi del nostro
ordinamento, ossia che  qualsiasi tipo di invalidità o nullita' deve essere
previsto *specificamente* da una norma (si veda, ad esempio, l'art. 156
c.p.c.), oppure che, se una norma non dispone *specificamente* la nullita'
di tutto l'atto, esso non puo' essere considerato nullo (cfr. art. 1419
c.c.), o infine quello scondo cui nessuna nullita' puo' essere dichiarata
se l'atto raggiunge il suo scopo.

Nelle nostre regole di naming, non c'e' nessuna norma che specifichi che
una lettera con un qualiasi errore non sia valida; al contrario, e'
previsto che siano concessi 10 giorni di tempo per sanare gli errori.

>So facendo MOLTO il pignolo,

Forse. Pero' da l'impressione di voler sostenere a tutti i costi un punto
di vista della RA che non trova alcun riscontro nelle norme.

Cordiali saluti.

        Maria Luisa Buonpensiere.


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Avv. Maria Luisa Buonpensiere
e-mail: buonpensiere a tin.it



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