Il mandato al GARR/IT-NIC e le registration authorities multiple

Alfredo Cotroneo alfredo a COTRONEO.ORG
Ven 14 Gen 2000 20:32:38 CET


Salve,

Qualcuno, recentemente, di fronte alla evidente incapacita' della
Registration Authority Italiana di far fronte all'alto volume delle
registrazioni .it ha chiesto formalmente che il CE prendesse posizione
sulla possibilita' di avere anche in Italia, come negli USA, piu' di una
registration authority in regime di competition e, soprattutto, per offrire
un servizio di qualita' superiore. Ovviamente cio' previa definizione delle
opportune procedure tecniche  che NON necessariamente debbono essere uguali
a quelle dei .com, .net, .org.

Il CE ha risposto come doveva, in sintesi, che il problema non e' di
competenza della NA o del CE e che si dovra' attendere il parere del
Ministero delle Comunicazioni quando e se questo prendera' in mano la
situazione. Tesi, a mio giudizio, "dilatoria".

Il problema e' pero' di "pertinenza" della RA, che potrebbe, sua sponte,
sia come organo del CNR aiutare nella definizione delle procedure tecniche
per una multi Registration Authority, sia facendosi da parte rispetto agli
interessi economici che non le dovrebbero competere e favorire l'apertura
ad un regime di competition anche in Italia.

Allorquando me ne occupai circa due anni fa, quando per altre ragioni un
gruppo di maintainer voleva chiedere una revoca del mandato al GARR/NIC, la
situazione (che peraltro non e' sostanzialmente mutata) non era come
sostengono i fautori della tesi "dilatoria" :

- Da un lato la RA e il presidente della NA sostenevano e sostengono questa
tesi, della centralita' dei "governi" e dei Ministeri, rimandando e
auspicando una possibile presa di posizione del governo/Ministero a seguito
del pensiero/volonta' circolante nelle sedi UIT/ITU di Ginevra (non
dimenticate che l'ITU e' un organo governativo pilotato dai governi e
soprattutto dai rappresentanti dei ministeri delle Poste e comunicazioni,
che tutto vogliono regolamentare in materia).

- Dall'altro, il mandato, ormai datato, ricevuto per ragioni non piu'
sostenibili oggi, da ICANN e come oggetto l'allora GARR e ora IAT nelle
persona di Stefano Trumpy (cosi' risulta ancora, i dati non sono ancora
modificati, neppure l'indirizzo ;-) ).

Arrivo al punto : discutendo on-line con alcuni "esperti" d'oltre oceano si
era giunti alla conclusione che, cosa mai accaduta prima, ma pur possibile
e prevista nei testi dei "padri fondatori", alias RFC, il mandato alla
Registration Authority / GARR / IAT *potrebbe* essere revocato *SE* un
numero considerevole di utenti del dominio .it si lamentassero del mal
funzionamento del registro. Ripeto i *SE* in quanto come potete intuire la
procedura di revoca e' altamente discrezionale e spesso molto contano le
"entrature" ai vari livelli in tali organismi internazionali.

Mi chiedo: cio' che sta succedendo ora, a distanza di un mese circa dal
fatidico 15/12/1999 e alla vigilia del 15/1/2000 NON e' per caso sintomo di
una incapacita' di gestire le registrazioni sotto il TLD .it ?

Ad esempio, il fatto di mettere a disposizione *UN* solo numero di fax
(peraltro non ancora noto alla sera del 14/1/2000) per le registrazioni dei
domini delle persone fisiche a partire dal 15/1/2000 e per giunta limitando
la ricezione su questo fantomatico numero ai soli giorni feriali (escluso
il sabato) tra le ore 10 e le ore 14 come unico metodo per registare .it di
persone fisiche, non e' un chiaro sintomo del fatto che la RA **NON** e' in
grado di far fronte alle richieste di registrazione ?

Tralascio, per non risultare eccessivamente polemico, altri fatti (come ad
es.  l'uso eccessivo della burocrazia imposto "sua sponte" dalla RA), segni
evidenti agli occhi di tutti a dimostrazione del fatto che le attuali
strutture della RA non sembrano sufficienti a garantire un adeguato
funzionamento del processo delle registrazioni.

In sintesi: credo che una domanda di revoca o una eventuale richiesta di
una delega a piu' registration autorities del processo di registrazione e/o
gestione del TLD .it possa esere richiesta a ICANN **SE** vi fosse un
numero sufficiente di enti/persone che si trovano d'accordo su quanto
sopra, cioe' dell'incapacita' dello IAT di far fronte alla richiesta di
registrazioni.

Tempo fa citai su ITA-PE alcune RFC : se la RA e' "sorda", e' comunque al
"delegante" (ICANN) non al Ministero delle Comunicazioni che vanno inviate
le lamentele sul cattivo funzionamento e le richieste di modifica della
situazione attuale.

Non me ne voglia lo IAT, mi pare di aver fatto constatazioni di fatto
evidenti, sotto gli occhi di tutti. Come ente senza scopo di lucro, non
credo proprio abbia interessi economici a mantenere in essere a forza
l'ente di registrazione che attualmente gestisce :-)

Buon lavoro e cordiali saluti.


--
Alfredo E. Cotroneo,             email: alfredo a cotroneo.org



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