Il mandato al GARR/IT-NIC e le registration authorities multiple

Stefano Trumpy Stefano.Trumpy a IAT.CNR.IT
Sab 15 Gen 2000 13:37:34 CET


Alfredo Cotroneo ha detto:

Salve,

< Come membro del Coordinamento generale della RA, incaricato, tra l'altro
dei rapporti con ICANN/IANA, rispondo a questa mail di Cotroneo, facendo
anche riferimento alle diverse altre mail comparse sulla lista su temi
simili. Quanto segue e' stato concordato e condiviso dal Direttore dello
IAT;  >

Qualcuno, recentemente, di fronte alla evidente incapacita' della
Registration Authority Italiana di far fronte all'alto volume delle
registrazioni .it ha chiesto formalmente che il CE prendesse posizione
sulla possibilita' di avere anche in Italia, come negli USA, piu' di una
registration authority in regime di competition e, soprattutto, per offrire
un servizio di qualita' superiore. Ovviamente cio' previa definizione delle
opportune procedure tecniche  che NON necessariamente debbono essere uguali
a quelle dei .com, .net, .org.

< Innanzitutto, nell'ammettere che la RA (nella stessa posizione si e'
trovata la NA) si e' trovata spiazzata da una quantita' di richieste molto
oltre le previsioni che si erano fatte nella riunione con i mantainers a
Bologna lo scorso ottobre, confermo quanto gia' dichiarato dal Direttore
dello IAT, che la RA ha preso immediati provvedimenti che ci porteranno a
smaltire le code, e quindi rientrare nei tempi di risposta previsti
contrattualmente, entro il corrente mese e probabilmente con qualche giorno
di anticipo.
Diverso e' il problema della eventuale attivazione di registratori multipli
su un registro condiviso, come si e' iniziato a fare per i general Top
Level Domains; faccio notare che i gTLD non sono gli USA, bensi' i domini
generali ove registrano da ogni parte del mondo; questi domini vengono
gestiti dalla ben nota Network Solutions (internic) che ha sede in USA. Per
quanto riguarda i ccTLD (country code TLD) come il nostro, come ho gia'
avuto modo di spiegare altre volte, nessuno dei 240 esistenti ha ancora
applicato cio' che e' stato fatto per i gTLD. La " ccTLD constituency" del
DNSO (Domain Name Supporting Organization) di ICANN sta considerando la
posizione dei ccTLD e lo stesso sta facendo la organizzazione europea della
quale facciamo parte CENTR (Council of European TLD Registries); pertanto,
e' ovvio che la eventuale implementazione del modello dei registratori
multipli potra' essere fatta in modo difforme dai gTLD ma comunque dovra'
essere attuata in modo da garantire la continuita' del servizio, la
unitarieta' del sistema dei nomi, etc. Chi dei maintainers ha partecipato
alle riunioni con i providers, mi ha certamente sentito parlare di questo
modello come una evoluzione che la RA ha posto alla attenzione di quelli
interessati alla evoluzione del governo di Internet nel nostro paese; >

Il CE ha risposto come doveva, in sintesi, che il problema non e' di
competenza della NA o del CE e che si dovra' attendere il parere del
Ministero delle Comunicazioni quando e se questo prendera' in mano la
situazione. Tesi, a mio giudizio, "dilatoria".

< Il CE ha, a mio avviso, espresso il solo parere che poteva esprimere;
piuttosto, mi aspetterei dai provider, che sono la parte preponderante
della NA, la proposta della costituzione di un gruppo di studio che
analizzi la situazione dei registratori multipli attuata per i gTLD ed i
problemi di natura tecnica ed organizzativa che occorre superare perche' la
soluzione ipotizzata sia praticata nel nostro caso. Se questa idea piace,
mi dichiaro sin da ora volontario per partecipare a questo gruppo di
lavoro. Diverso poi e' il problema di chi avra' facolta' di decidere per un
nuovo assetto per la gestione del  ".it"; ho ragione di pensare che le
incertezze su questa "competenza" verranno risolte entro qualche mese
poiche' il governo si sta accorgendo della importanza dell'Internet (vedi
la recente nomina del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per
l'innovazione e l'Internet). >

Il problema e' pero' di "pertinenza" della RA, che potrebbe, sua sponte,
sia come organo del CNR aiutare nella definizione delle procedure tecniche
per una multi Registration Authority, sia facendosi da parte rispetto agli
interessi economici che non le dovrebbero competere e favorire l'apertura
ad un regime di competition anche in Italia.

<concordo, per quanto detto sopra;>

Allorquando me ne occupai circa due anni fa, quando per altre ragioni un
gruppo di maintainer voleva chiedere una revoca del mandato al GARR/NIC, la
situazione (che peraltro non e' sostanzialmente mutata) non era come
sostengono i fautori della tesi "dilatoria" :

- Da un lato la RA e il presidente della NA sostenevano e sostengono questa
tesi, della centralita' dei "governi" e dei Ministeri, rimandando e
auspicando una possibile presa di posizione del governo/Ministero a seguito
del pensiero/volonta' circolante nelle sedi UIT/ITU di Ginevra (non
dimenticate che l'ITU e' un organo governativo pilotato dai governi e
soprattutto dai rappresentanti dei ministeri delle Poste e comunicazioni,
che tutto vogliono regolamentare in materia).

< qui intendo precisare solo che ITU c'entra poco o niente; una parte
attiva la svolge WIPO ma esclusivamente per la parte delle dispute a
livello internazionale sui nomi in relazione ai marchi registrati; >

- Dall'altro, il mandato, ormai datato, ricevuto per ragioni non piu'
sostenibili oggi, da ICANN e come oggetto l'allora GARR e ora IAT nelle
persona di Stefano Trumpy (cosi' risulta ancora, i dati non sono ancora
modificati, neppure l'indirizzo ;-) ).

< sul fatto della correzione dell'indirizzo, accuso e provvederemo; per
quanto riguarda il mandato ormai datato alla RA/IAT, ricordo solo che ICANN
non ritiene alcun mandato datato, almeno sino a che la "comunita' Internet
locale" non presenta una proposta alternativa sulla quale ci sia la
evidenza; si noti anche che la comunita' Internet include i rappresentanti
governativi; in questo momento ICANN e le organizzazione che ad ICANN fanno
riferimento (DNSO, ccTLD constituency, CENTR ed il GAC (Governmental
Advisory Council) stanno discutendo un documento che dovra' regolare le
interazioni tra ICANN ed i gestori dei ccTLD;>

Arrivo al punto : discutendo on-line con alcuni "esperti" d'oltre oceano si
era giunti alla conclusione che, cosa mai accaduta prima, ma pur possibile
e prevista nei testi dei "padri fondatori", alias RFC, il mandato alla
Registration Authority / GARR / IAT *potrebbe* essere revocato *SE* un
numero considerevole di utenti del dominio .it si lamentassero del mal
funzionamento del registro. Ripeto i *SE* in quanto come potete intuire la
procedura di revoca e' altamente discrezionale e spesso molto contano le
"entrature" ai vari livelli in tali organismi internazionali.

< le lamentele di un  gruppo di utenti in questo momento non
provocherebbero la revoca di un qualsivoglia mandato, a meno che il gestore
uscente ed un qualificato rappresentante governativo non fossero d'accordo,
in modo da dare ad ICANN la certezza che il tutto avviene senza scosse,
come espressione della "comunita' Internet locale"; >

Mi chiedo: cio' che sta succedendo ora, a distanza di un mese circa dal
fatidico 15/12/1999 e alla vigilia del 15/1/2000 NON e' per caso sintomo di
una incapacita' di gestire le registrazioni sotto il TLD .it ?

<negare semplicemente la validita' del quesito non basta; siamo confidenti
di superare il momento critico entro breve e quindi di togliere il dubbio;
invito anche la comunita' dei provider interrogarsi sul perche' le
previsioni collegialmente fatte nella riunione di ottobre sono state cosi'
clamorosamente smentite, per l'insorgere di deprecabili fenomeni di
accaparramento; potrebbe essere interessante rendere pubblica una
statistica/analisi sulle registrazioni richieste di registrazione avanzate
dai vari provider; se ne vedrebbero delle belle; >

Ad esempio, il fatto di mettere a disposizione *UN* solo numero di fax
(peraltro non ancora noto alla sera del 14/1/2000) per le registrazioni dei
domini delle persone fisiche a partire dal 15/1/2000 e per giunta limitando
la ricezione su questo fantomatico numero ai soli giorni feriali (escluso
il sabato) tra le ore 10 e le ore 14 come unico metodo per registare .it di
persone fisiche, non e' un chiaro sintomo del fatto che la RA **NON** e' in
grado di far fronte alle richieste di registrazione ?

< una soluzione alternativa sarebbe stata quella di spostare la entrata in
funzione delle registrazioni delle persone fisiche di un tempo sufficiente
per avere smaltito le conseguenze della liberalizzazione entrata in vigore
il 15 dicembre; anche in questo ccaso pero', la negativa esperienza
derivante dall'aver attuato il 15 dicembre una liberalizzazione "brusca"
suggerirebbe di procedere gradualmente per la liberalizzazione del 15
gennaio; quindi, d'accordo con il CE della NA, si e' preferito non
dilazionare la entrata in vigore della nuova versione delle regole,
limitando inizialmente il flusso delle richieste; progressivamente le
limitazioni sulla ricezione delle richieste dei cittadini verranno
attenuate, fino a rientrare in una gestione ordinaria; >

Tralascio, per non risultare eccessivamente polemico, altri fatti (come ad
es.  l'uso eccessivo della burocrazia imposto "sua sponte" dalla RA), segni
evidenti agli occhi di tutti a dimostrazione del fatto che le attuali
strutture della RA non sembrano sufficienti a garantire un adeguato
funzionamento del processo delle registrazioni.

<l'uso della burocrazia risponde a quanto raccomandato anche da WIPO e da
ICANN e cioe' al requisito fondamentale di avere una chiara identificazione
e presa di responsabilita' da parte dell'intestatario del nome; tutto
questo e' necessario per la protezione della RA anche da un punto di vista
legale; da questo punto di vista,  e' da mettere in evidenza che la
burocratizzazione della LAR e' veramete ridotta ai minimi, e probabilmente
al di sotto del necessario; solo alcune informazione possono essere
ritenute ridondanti ed il CE prendera' in esame la loro eliminazione;>

In sintesi: credo che una domanda di revoca o una eventuale richiesta di
una delega a piu' registration autorities del processo di registrazione e/o
gestione del TLD .it possa esere richiesta a ICANN **SE** vi fosse un
numero sufficiente di enti/persone che si trovano d'accordo su quanto
sopra, cioe' dell'incapacita' dello IAT di far fronte alla richiesta di
registrazioni.

< gia' commentato: non servirebbe; piuttosto, studiamo assieme una
configurazione per il futuro; >

Tempo fa citai su ITA-PE alcune RFC : se la RA e' "sorda", e' comunque al
"delegante" (ICANN) non al Ministero delle Comunicazioni che vanno inviate
le lamentele sul cattivo funzionamento e le richieste di modifica della
situazione attuale.

Non me ne voglia lo IAT, mi pare di aver fatto constatazioni di fatto
evidenti, sotto gli occhi di tutti. Come ente senza scopo di lucro, non
credo proprio abbia interessi economici a mantenere in essere a forza
l'ente di registrazione che attualmente gestisce :-)

< lo IAT non ne vuole a Cotroneo, come emerge dalle mie note sopra; siamo
in una realta' alquanto complessa ed occorre andare nella direzione della
concertazione, piuttosto che fare il muro contro muro, specie in una
situazione in cui le legittimazioni sono tenui, a partire da ICANN a andare
giu' alla attuale accoppiata RA/NA; i governi dovrebbero essere, a mio
avviso, tenuti il piu' possibile fuori dalla tentazione di regolamentare
l'Internet, ma questo potra' accadere soltanto se sapremo dimostrare una
capacita' di autoregolamentazione; in quanto al nostro interesse di voler
mantenere lo statu quo perche' in questo modo si guadagna di piu', come
suggerisce lo stesso Cotroneo, non c'e' niente di piu' lontano dalla
realta'; >

Buon lavoro a tutti,

Stefano Trumpy>

Buon lavoro e cordiali saluti.


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Alfredo E. Cotroneo,             email: alfredo a cotroneo.org
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 Stefano Trumpy
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