Nomi a dominio: business o esigenza?

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Ven 2 Giu 2000 12:20:41 CEST


> > > 3) Qualunque soggetto ha diritto alla visibilita' su internet
> > > per tramite di un nome a dominio.
> >
> > Ho dei dubbi su questo punto, anche perche` non e` detto che debba
> > essere un dominio di secondo livello, che abbia il diritto di
> > scegliersi il nome, ecc. (non sto proponendo nulla del genere..)
> >
>
> OK. Ma se un qualsivoglia soggetto ha un oggetto sulla rete credo sia
> doveroso consentire che tale oggetto venga identificato per mezzo di un
> nome a dominio (di secondo,terzo...quinto livello che sia)

No.

Esempio cretino:
Il governo Berlusconi fa sua la proposta dalemiana di un Portale Italia,
e decide che io ho gratuitamente
http://portaleitalia.it/maurizio_codogno_00001/
con possibilita` di redirect a un mio sito, oppure di mettere CGI,
posta e quant'altro...

Un conto e` definire l'identificazione, un conto e` dire che
deve essere fatta mediante un nome a dominio.


> > E` difficile valutare quant'e` questo numero. Io sono un matematico,
> > e trovo che gli unici numeri "sensibili" sono 0, 1 e infinito...
>
> Proprio perche' non e' facile il computo che proponevo una soglia
> rivedibile in modo da consumare "namespace" solo in base alle
> necessita' diffuse e non in base alla azione degli (spero pochi)
> accaparratori.

Continuo a non pensare che un limite sensibile si riesca a trovare
(e peggio ancora a gestire nel tempo). Se qualcuno vuole provare a
fare esempi numerici...


> Il concetto di fondo del 6 e' lo stesso per cui se alloco qualcosa
> che non uso non utilizzo in modo razionale il "namespace". Credo tu
> abbia presente i  apiri di "intenzione" che bisogna fornire quando
> chiedi ti venga assegnato un blocco di indirizzi IP (v4).
> Li' la carenza e' molto piu' critica

Li` - data la politica di allocazione - la carenza e` *davvero* critica.
I quattro miliardi di indirizzi IP esistono solo *molto* in teoria.

> ma tieni conto
> che (e qui commento la obiezione al 7) i nuovi gTLD nascono proprio per la
> carenza ormai riscontrabile da chiunque di trovare nomi che consentano una
> "ragionevolmente facile" identificazione sul TLD '.com'.

Peccato che poi vogliano il Sunrise Period :-(


> perche' allora tutto questo interesse nell'attivare dei nuovi gTLD se
> l'occupazione corrente e'  meno dell' 1% dei "nomi sensati disponibili" ?

Sarebbe interessante scoprire *chi* e` interessato ad attivare i nuovi
gTLD :-)


> Sono d'accordo che non e' solo il nome a fare il successo di una iniziativa.
> (un esempio per tutti : amazon.com). Tieni presente pero' che per certi
> tipi di
> business spesso il nome diventa un irrinuciabile strumento di marketing per
> la capacita' che ha, qualora uno lo scelga opportunamente, di diventare un
> segno distintivo e di facile ricordabilita'.

Certo. Tutta la normativa sui marchi e` nata per questo. Ma un nome
a dominio non e` un marchio.

> esiste un limite
> numerico ben preciso di "modelli ornamentali" che un soggetto puo'
> sottoporre a registrazione. [...] che riportato nel
> nostro ambito corrisponde di fatto al "nome" che e' costituito da oculata
> scelta di vocaboli (o accostamenti di ) di uso comune scelti per rendere
> distinguibile ed identificabile rispetto ad altri un oggetto sulla rete.

Mah. Ho provato una volta, cosi` per gioco, a vedere cosa si poteva
fare e mi sembrava ci fossero troppe combinazioni simili.


> > .. compatibilmente con la semplicita` di registrazione "non abusiva".
> > Preferisco un po' di abusi a un peggioramento della registrazione tipo
> > perche` occorre andare a farsi lo scan della retina :-)
> >
> OK . Purche' la semplicita' di registrazione non diventi un alibi per non fare
> scelte poco popolari per la platea a cui le si presentano (in maggioranza
> Maintainer).

Nel qual caso saremo buttati a mare a ottobre :-)


> > Una mia proposta era stata di contingentare il numero di
> > richieste *per unita` di tempo*, ma purtroppo non e` stata
> > approvata... non si puo` avere tutto dalla vita :-(
> >
> Certo non si puo' avere tutto ma forse contingentare "per unita' di tempo"
> era troppo oneroso (come impegno di misuazione puntuale protratto nel
> tempo) e non spostava il problema se non sull'asse temporale.

Beh, l'onerosita` significava aggiungere una modalita` di ricerca
nella base dati, e non so in realta` quanto risolvesse il problema.
Ma non rivanghiamo queste cose.

> Quello che ho proposto io non impedisce che la registrazione dei nomi
> diventi un business di "rivendita" (come molti pensano magari di fare ma non
> vogliono dire cosi' apertamente) ma semplicemente fa in modo che diventi
> eventualmente possibile solo se una sensibile parte della comunita' dei
> soggetti interessati alla registrazione dimostra uno specifico interesse a
> proposito. [...]
> Quello che voglio sottolineare e' che ritengo sbagliato in via di principio
> consentire "formalmente" ad un solo soggetto l'allocazione dell'intero
> "namespace" (cosa che, soldi permettendo, e' attualmente possibile)

Non so... e` come dire che non deve essere concesso formalmente che
all'asta dei bot un soggetto li prenoti tutti. Mi sembra un po'
complicato in pratica...

ciao ,.mau.



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