Commenti al comunicato n.23

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Gio 8 Giu 2000 09:59:31 CEST


Una nota iniziale: la decisione di postare il work in progress
approvato e` nata vedendo i problemi che ci sono stati l'anno scorso
con l'arbitrato obbligatorio: tanta fatica del CE per poi scoprire
che l'assemblea non era d'accordo.

Ben vengano quindi i commenti positivi e negativi (purche` appunto
costruttivi!) sul testo.

Come Diretur del CE, rispondero` pero` solo "istituzionalmente",
cercando di spiegare la ragione dietro le scelte fatte. Questo non
per tarpare il dibattito - anzi, ben venga! - quanto per non
influenzare ne` in un senso ne` nell'altro.


> From: Griffini Giorgio <grigio a mediapoint.it>

> Il primo paragrafo dell'articolo 16.2 a mio parere e' troppo puntuale
> e si corre il rischio, in assenza di ulteriori precisazioni peraltro
> non presenti, che venga usato strumentalmente.

L'idea e` che queste sono le *norme*, e quindi siano relativamente
brevi e contengano i principii. Ovviamente le *procedure* saranno
molto piu` specifiche.

> Se uno registra un nome generico non di interesse
> comune e che non corrisponde ad un marchio e tale nome gli viene
> contestato il soggetto che riceve la contestazione non ha nessuna
> possibilita' di provare che ha  titolo specifico all'uso salvo forse
> il fatto di averlo registrato per primo.

Cosa che sara` appunto nelle procedure (d'altra parte, se non ci
sono marchi o roba del genere tutti hanno diritto all'uso, no?)



> Se la procedura amministrativa accerta la caratteristica di "registrazione
> abusiva" del nome contestato viene eseguita d'ufficio la revoca della
> assegnazione del nome a dominio in favore del contestante se quest'ultimo
> possiede i requisiti necessari per l'assegnazione di tale nome."

questo e` in pratica il punto aggiunto all'articolo 14.5 .
La procedura puo` solo trasferire il dominio al contestante.

> Al punto 16.5 si parla di liberta' delle procedure di attuazione delle
> organizzazioni che conducono le procedure amministrative. Credo che
> questo possa comportare il rischio del cosiddetto "forum-shopping" ovvero
> che si vengano a creare di fatto disparita' di conduzione,trattamento e
> giudizio tale che ad esempio si preferisca rivolgersi ad una organizzazione
> (piuttosto che ad un altra) che magari e' meno ligia ad effettuare qualche
> verifica o passo procedurale a vantaggio improprio del contestante.

Sono "disposizioni", non "procedure" di attuazione (abbiamo perso
tanto tempo per trovare la parola giusta :-) )
Il CE e` d'accordo sui rischi possibili. Le linee che si possono
portare avanti sono
- specificare che i passi nelle procedure non sono modificabili
- specificare qual e` il campo delle disposizioni attuative
- utilizzare il controllo di cui al terzo comma dell'articolo 16.5

ciao, .mau.



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