Re: Presunta illegalitÓ dei cookies

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Lun 19 Giu 2000 22:59:27 CEST


Commento brevemente il messaggio di A.Ussoli:

> Il quotidiano "ItaliaOggi" (www.italiaoggi.it)  del 14 giugno 2000 ,
> pubblicava un articolo ben dettagliato che dimostra chiaramente la non
> competenza di chi stÓ cercando di applicare "regole italiane" ad una rete
> tutta internazionale. L'articolo infatti descrive con chiarezza le
> motivazioni che portano l'AutoritÓ garante a pensare all'uso dei cookies
> come illegale. Promette nuove regole per garantire la privacy. Ma cosa sono
> i cookeies ? Sono dei piccoli file di testo che si posizionano in
> un'apposita cartella del vostro computer e che contengono informazioni che
> il server internet al quale vi siete collegati vi invia . Spesso queste
> informazioni sono numeriche e servono solamente per "siglare" il vostro
> computer e riconoscerlo durante le successive visite. Chi gestisce un sito
> li usa per cercare di migliorare il servizio offerto attraverso la
> possibilitÓ di monitorare gli utenti ed i loro spostamenti . Ogni utente li
> pu˛ cancellare in qualsiasi momento C'e' anche un rovescio della medaglia ,
> alcune aziende costruiscono un valore immenso sull'accurata conoscenza del
> proprio target . I cookies consentono di avere siti intelligenti e servizi
> pi¨ accurati . Una cosa che invece viola la privacy e' il database del RIPE
> (www.ripe.net) dove sono pubblicamente inseriti i nomi delle aziende alle
> quali i provider affidano un IP fisso; navigando nei vari siti , i gestori
> possono sapere che noi , solo e soltanto noi, abbiamo effettuato quella
> visita e monitorare tutti i nostri spostamenti ! Questa Ŕ violazione della
> Privacy .Vietare i cookies significa rendere le aziende estere pi¨
> competitive di quelle nazionali. Ho capito bene ? E' questo che che vogliamo
> raggiungere ???
>
> Datemi il vostro parere .
>

Personalmente, quando e' stata approvata la 675 ero contento che si
facesse qualcosa per tutelare la privacy poi ho letto l'impianto (e rimandi a
regolamenti di attuazione) e ho scosso il capo... Sarebbe stato sufficiente
stabilire che l'uso del dato per fini diversi da quelli per cui e' stato raccolto e'
punibile per legge e che la raccolta dei dati/informazioni deve sempre
avvenire con il consenso informato dell'interessato sull'utilizzo che ne viene
fatto.
Invece si sono fatti tutti i 'distinguo' possibile e purtroppo bisognera'
continuare a farli....dal nome sul bidone dei rifiuti alla dichiarata (con tutte le
precauzioni del caso) e consensuale "tracciatura a livello di dial-up IP" del
contratto "libero" di Infostrada al processor ID di Pentium 3 e via discorrendo.
I cookies onestamente mi sembrano il meno dei problemi primo perche' un
utente puo' istruire il suo browser a non accettarli e secondo perche possono
essere usati come strumenti di profilazione della sola propria clientela cosa
che per il momento non e' illegale. (nel caso dei portali ovvero dove un utente
salta partendo dal mio sito). In altri settori la profilazione viene fatta
analizzando gli scontrini di acquisto, i consumi (acqua/gas/luce/telefono), l'
auditel.

Il discorso del database RIPE e' sostanzialmente diverso ed l'uso improprio
citato sarebbe direttamente gia' punibile se la legge sulla privacy fosse nei
termini che ho gia' accennato.
Invece bisognera' attendere il caso eclatante e il "classico" intervento a
"tamponare" dell'autority. (come con alcune banche agli inizi ad esempio)

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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