Commenti sui punti espressi da M.Codogno

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Mer 3 Maggio 2000 04:04:21 CEST


> Per la gioia di Griffini, mi sono ripreso in mano il Final Report WIPO
> dell'anno scorso e ho cercato di vedere cosa si puņ tirare fuori di
> pratico. Ecco i risultati.

Non e' questione di gioia, ho sempre ritenuto il report WIPO come un
documento da cui non si potesse prescindere... tutto li'  (e visto che
ormai ha compiuto un anno esatto...ben venga...)

Proseguo commentando i punti (usando solo i numeri senza riportare
il testo del msg originale)

(1) [well-known marks]

Il ccTLD '.it' non e' un gTLD ma ha un potenziale di registranti di
almeno 200 milioni di soggetti e nessuna rigido limite o restrizione.
Credo che possa essere tranquillamente classificato come un "open"
ccTLD e visto che l'ambito e' espressamente sovranazionale (Europa)
riproduce - di fatto -  un gTLD in scala minore (per estensione) e
comunque ne soffre degli stessi problemi.
In merito ai "well know marks" c'e' da dire che ICANN ha un working
group aperto sulla questione (in funzione della introduzione dei nuovi
gTLD) e alcuni interessanti spunti si possono trovare alla Url relativa:
  http://www.icann.org/dnso/wgb-report-17apr00.htm
Se vi leggete il documento ci sono pochi punti di consenso e viene
anche commentato che gia' esiste sufficiente protezione (negli stati
uniti almeno ) e che il capitolo 4 del report WIPO e' stato scritto
prima che fosse in essere la UDRP corrente e del Trademark
CyberPiracy Act.
Purtroppo le considerazioni che vengono fatte nel report sono relative
a "nuovi" TLD e probabilmente si parlera' di come estendere la cosa
ai ccTLD nel prossimo meeting ICANN a Yokohama (15-17 luglio).

(2) [nomi e cognomi]

Concordo che la materia dei nomi e cognomi e' sicuramente
scivolosa e sarei propenso a lasciare alle norme generali la
protezione da una registrazione a scopo diffamatorio e a norme
nostre anti cybersquatting (ovvero la revoca se si tenta di ricattare
l'eventuale legittimo registrante).
In ogni caso nessuna procedura preventiva o negazione d'ufficio ma
si agisce solo su espressa contestazione. (Il discorso 'id.it'  lo trovo
poco utile a tali fini  perche' non essendo facile distinguere, come
dicevi tu, cosa si intenda per nome e cognome, ed e' quindi anche
difficile ipotizzare delle regole "precise" per impedirne la registrazione
al secondo livello)

(3) [nomi geografici]

Nel final report al #167 viene detto che i confilitti su nomi geografici
non vengono considerati (ai fini della Administrative Proceeding)
come registrazioni abusive. Inoltre dice che non se' stato preso in
cinsiderazione per due ragioni: la prima di numero (la maggior parte
dei confilitti e' su nomi di marchi o servizi) la seconda e' che non c'e'
una comune globale sensibilita' al problema.
Nel nostro caso non credo ci possano essere dispute sull'albero
geografico
al piu' nel caso di nome che corrisponde a localita' geografica.
Credo che si possa "aprire" la strada per un eventuale alternativa
"portofino.com.it" in quanto al secondo livello ".com.it" sarebbe
caratterizzato dalla carattestica di "nome destinato ad uso
commerciale". (Sempre come opzione of course...non come obbligo)
D'altronde questa strada e' stata seguita da diversi ccTLD nel mondo
anche
se in alcuni casi con modalita' a mio parere troppo restrittive.

(4) [procedure di disputa]

Qui parliamo di tutto quello per cui ho probabilmente esasperato la
lista...
e noto che finalmente qualcuno lassu'  :) conferma che il nostro
arbitrato
non corrisponde alla "procedure" ma alla "arbitration" (che WIPO
raccomanda ad adesione volontaria come il nostro arbitrato).

Il punto #140 non si riferisce alla sola "procedure" ma stabilisce il
principio per cui se esiste un sistema alternativo di risoluzione a cui i
registranti sono obbligati a sottomettersi esso non deve precludere la
possibilita' di rivolgersi al tribunale.
(che quindi implica che l'"arbitration" non deve essere resa
obbligatoria in quanto escluderebbe il ricorso al giudice).

Sinceramente si possa mettere la "procedure" nelle nostre regole a
patti di evidenziare i limiti di applicazione (come ICANN) o citare
eventuali norme di legge (future) per le registrazioni abusive... il punto
di forza della procedure e' proprio che e' una procedura
amministrativa interna e che quindi e' di piu' agile applicazione
rispetto ad una norma di legge che presuppone comunque una
disputa in sede giudiziale.
Sui limiti di applicazione ne parlo al prossimo punto.

(5) [limiti della Procedura]

Qui credo che Maurizio abbia preso un comprensibile abbaglio...(il
report WIPO e' sicuramente impegnativo.. e apprezzo davvero
sinceramente lo sforzo...)
Il #135 spiega in due paragrafi che cosa e' cambiato dall'Interim
Report al Final mentre al #171 c'e propio lo "shall" di cui Maurizio
esprimeva la necessita'.

Posso capire i dubbi sulla #171-(1)-(ii) ma proprio perche' le tre
condizioni sono in AND che questo caratterizza in maniera precisa
quando una registrazione e' da considerarsi sicuramente "abusiva".
Nella formulazione completa della UDRP  adottata da ICANN (udrp-
policy-24oct99.htm) e' inoltre esplicitato quali siano i criteri che
identificano inequivocabilmente come legittimo uso e la buona fede
Punto 4(c) e che sono stati messi li' proprio a tutela della libera
circolazione di idee e di presenza su internet.

Per intenderci WIPO ha dato delle racoomandazioni e ICANN ha
aggiunto e specificato meglio proprio il punto su cui Maurizio ha
espresso dubbi.
In un mio messaggio di qualche tempo fa ho tradotto (no comments,
please :) e commentato punto per punto la policy ICANN compreso il
punto 4c ....

Sul #226 sono d'accordo con Trumpy... Inoltre chi intenta la
procedura (secondo tale punto) e' costretto a pagare le spese di
avviamento e ad esito raggiunto le spese inerenti la sola procedura
stessa vengono addebitate alla parte soccombente (esclusi quindi
eventuali strumenti di supporto privato delle parti, come avvocati o
periti,ricerche etc). Questo significa che significa che il grosso puo'
anche schierare un esercito di avvocati e vincere ... ma se li paga
lui....
Sarebbe interessante introdurre una estensione al modello per
prevedere anche una eventuale possibilita' , per chi e'  titolare di un
nome a dominio che gli viene contestato in sede giudiziaria, di
chiedere un parere "peritale" allo stesso panel al fine di produrre tale
parere in sede giudiziale (e se il "panel" e' autorevole cio' ha
sicuramente un certo peso). Per chi e' in buona fede questo
costituirebbe una "arma di difesa" in piu' contro il "reverse domain
name hijacking" che e' una condotta altrettanto esecrabile quanto il
"cybersquatting".

(6) [pagamenti]

Questo e' uno dei punti che ho citato ma che l'unica che puo'
risolverlo e' la RA.
Credo che dovrebbe decidersi ad adottare (finalmente) un sistema di
billing che supporti i registranti direttamente.  Capisco che possa
sembrare un numero elevato ma forse avendo presente da vicino
l'esempio ENEL con 28 milioni di fatture tendo a farla forse troppo
facile (se serve posso eventualemente attivarmi per vedere di
suggerire qualche soluzione tecnica alla RA)
Temo che il billing diretto si aosteggiato anche in lista perche'
toglierebbe
il vantaggio commerciale di posizione dei Maintainers....pero'  mi
auguro che prima o poi ci si arrivi....

(7) [uso del dominio]

Concordo in pieno.

(8) [ricerca sui marchi]

Il #105 suggerisce di fare quello che noi invece chiediamo come
dichiarazione esplicita nella LAR.
Per quanto riguarda la ricerca preventiva.... beh... lo stesso vale
quando vai a registrare un marchio.... e' a tuo carico farla o meno....
Sarebbe interessante sicuramente valutare un serviizio in linea...
(questo servizio, se non mi sbaglio lo fanno le Camere di Commercio
(la ricerca di esistenza sui "registrati" mi sembra che sia  free (non
sui "pending" forse)).
Inoltre una connessione (anche "lasca") con le camere di commercio
faciliterebbe i controlli da parte della RA sulle registrazioni di soggetti
"commerciali".

(9) [altro]

Concordo, anche se gia' abbiamo qualcosa nelle nostre regole...
L'importante e' che sia applicata con buon senso...e nella misura in
cui il mancato aggiornamento impedisce di raggiungere ed
identificare il registrante.
In caso contrario, ad esempio, adesso che tra poco cambieremo
(ancora) la numerazione telefonica se applicassimo brutalmente la
regola verrebbero revocati una miriade di nomi perche' non si e'
porvveduto a mettere nei record person il 4 (o il 3 non mi ricordo) al
posto dello 0 del prefisso... :) ....in tempo...

> Ho finito, almeno per il momento. Prima di tradurre il tutto in un testo
> compatto, aspetto commenti da tutti voi.
>

Ringrazio sinceramente Maurizio Codogno per lo sforzo prodigato ...
e chi ha letto fino in fondo questa mail... per la pazienza dimostrata...

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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