una nuova procedura di arbitrazione?

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Mer 3 Maggio 2000 10:01:04 CEST


> From: Gianfranco Damasio <dama a altrimedia.it>

> Tu hai la liberta' di fare cio' che vuoi con il tuo dominio, e' normale direi.
> Il tuo omonimo ha la liberta' di sindacare come vuole sul "suo/tuo" nome a
> dominio.
> >E cosa controlla?
>
> quello che gia' puo' controllare RA o NA ma in modo presumibilmente piu'
> frequente, insomma ti marcherebbe stretto, SOLO PERO' se puo' fare
> riferimento ad un regolamento o legge che contempla i "paletti" sull'uso,
> altrimenti sarebbe solo tempo perso.
> ripeto anch'io :-), il tuo omonimo ha il diritto e la liberta' di sindacare.
>
> PERO' se si vuole dare forza alla regola stile vecchio west dell' *arrivato
> prima* [e a me "personalmente" potrebbe andare anche bene] il tuo omonimo
> non ha speranze e questo non e' giusto perche' nel momento in cui tu non
> rendi piu' accessibile il nome a dominio [email, ftp, http e tutto quello
> che vuoi] *occupi* un bene che e' anche suo.

E` ora di ripartire da capo, visto che la discussione si sta avvitando...

Cominciamo con un punto spero fisso: io arrivo, scopro che acme.it non
e` registrato da nessuno, e quindi ho il diritto di prendermelo.
(nota che non e` detto che ci sia consenso su questo punto: uno potrebbe
immaginare che esista un periodo di tempo in cui la registrazione
possa essere tolta prima che venga assegnata in maniera ufficiale.
Se qualcuno e` di questa idea lo dica adesso o mai piu`).

Partendo da qui, la mia posizione e`

[P1] posso usare acme.it fino a che voglio, ammesso che non leda i
diritti di una societa` che ha registrato il marchio ACME. Se il marchio
ACME corrisponde a uno specifico campo di attivita`, come la costruzione
di macchinari per catturare Roadrunner, e io faccio un sito che parla di
gelati, non ledo i diritti: se la Acme SpA marchia genericamente prodotti,
come fa ad esempio Luis Vuitton, allora ledo i diritti. Insomma, chi primo
arriva meglio alloggia, a meno di concorrenza sleale.

Il tuo insistere sul fatto che un altro signor Gino, che abbia di per
se` titolo al nome acme, possa controllare "che io non sgarri",
mi fa pensare che tu abbia un'altra posizione. Provo ad elencare
quello che mi viene in mente:

[P2] Se c'e` qualcuno piu` forte di me, arriva, schiocca le dita, e
acme.it diventa suo illico et immediate.

[P3] Non appena qualcuno dimostra di avere diritto anche lui ad acme.it,
si apre un'asta in favore della Fondazione Stefano Cecconi. Chi fa l'offerta
piu` alta si piglia il dominio, magari dando un po' di soldi anche a me
che in fin dei conti perdo il diritto all'uso del mio bel dominio. Viceversa,
se vinco io pago comunque un po' di soldi a Gino.

[P4] Sentiamo cosa dice la gggente: un bel televoto, 0878-MAU per chi
e` d'accordo con me e 0878-GINO per chi preferisce lui. Se non si raggiunge
il quorum, tutto resta come prima.

[P5] Una volta stabilito che di per se` sia io che Gino avremmo diritto
a usare acme.it, viene lanciata una moneta (se necessario truccata, non
per barare ma per esprimere correttamente il "diritto" di ciascuno)
per decidere a chi va il dominio .

[P6] Qualcuno prepara il "Portale ACME" dove viene garantita la par condicio
per tutti coloro che hanno un qualsivoglia diritto di utilizzare il
nome acme.it. Esiste un'agenzia super partes che gestisce questi portali.
(non ridete. Ci sono state proposte all'IETF in tal senso)

La tua posizione (e quella degli altri che hanno ancora la forza
di scrivere) si rispecchia fondamentalmente in una di queste posizioni?
O vuoi aggiungere la tua? Non stare a guardare la forma con cui le ho
scritte, ovviamente. Non stiamo scrivendo una legge, quindi possiamo
divagare nella forma.

ciao ,.mau.



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