una nuova procedura di arbitrazione?

Tullio Andreatta tullio a LOGICOM.IT
Mer 3 Maggio 2000 11:21:59 CEST


In 09.20 03/05/00 +0000, Gianfranco Damasio <dama a altrimedia.it> ha scritto:
>At 14.59 02/05/2000 +0200, Maurizio Codogno wrote:
>
>>Nella versione 2.x delle regole di naming infatti c'era, proprio per
>>dire "non si sa mai, in caso di disputa legale si puo` dire qualcosa..."
>
>e' qui che non sono allineato.
>quella informazione [comunque sia] e' una informazione legalmente utile
>Nel fascicolo di una eventuale causa ci potra' essere *anche* quel dato.
>Perche' negarlo...

Proprio perche' "legalmente" utile, nessuno che ne voglia fare un uso
diverso da "per la mia casella postale" o "per la mia home page" si
esporra' mettendo una descrizione di quello che fara' nei prossimi dieci
anni di quel dominio.

>>Il risultato pratico e` che uno scriveva "per fare un sito web" o
>>"per gli usi consentiti dalla legge",
>
>se non sbaglio un nome a dominio lo si registra perche e' maggiormente
>memorizzabile e accessibile rispetto ad un numero [giusto ?]. Se cosi' e'
>non vedo perche' un utente debba lesinare sulla descrizione anche
>dettagliata [se richiesta] dell'uso che ne fa. Se vuole nascondersi meglio
>puo' sempre utilizzare un indirizzo numerico, non pensi ?

Si'. Ma se chi lo registra lo vuole usare, ma non sa ancora fino a che punto?
O se lo vuole usare ma non vuole far sapere al mondo i suoi progetti per il
futuro, prima di essere pronto? che so, lo vuole usare per la nuova campagna
pubblicitaria della Nike, ma non puo' scrivere "per la prossima campagna
pubblicitaria della Nike, ma mi raccomando non ditelo a nessuno perche' il
marchio non e' ancora stato registrato e se lo scopre l'Adidas ci frega l'idea"?

>Comunque se nel modulo non vuole dichiarare l'uso che ne fa o se alla
>richiesta di descrizione specifica dell'uso risponde in modo generico
>[libero di fare come crede] esso rappresenta cmq un tassello di informazione
>per i motivi sopra esposti .

Per i motivi sopra esposti, chi scrivesse una frase generica sarebbe
maggiormente tutelato perche' potrebbe dire davanti al giudice "intendevo
usarlo per questo motivo, ma non potevo rendere pubblico l'uso per evidenti
ragioni di riservatezza" rispetto a chi scrivesse "sito web" e poi ci
facesse un sito wap ...

>>Dammi una definizione utilizzabile di "solo occupato" e ne riparliamo.
>
>se valido quello che ho scritto prima [non saprei] non serve questa
>definizione.
>Servira' a posteriori capire [nella solita sede legale e su denuncia] se
>l'uso e' in contrasto con l'uso specificato nella dichiarazione o se per
>tot. tempo non e' stato specificato.

c.v.d.

>>Ripeto, se avessi voluto chiedere codogno.it semplicemente per avere
>>l'indirizzo email "scrivi a maurizio.codogno.it" da dare unicamente
>>alla mia amica del cuore, non vedo perche` qualcuno possa accamparci
>>diritti sopra.
>
>il tuo omonimo, che se valido quanto scritto sopra e se fortemente
>interssato anch'egli all'uso di quel nome a dominio sara' il miglior
>controllore del "suo" nome a dominio.

Perche', quali criteri dovrebbe adottare chi dovesse decidere se e' piu'
importante la casella scrivi a maurizio.codogno.it o il sito di e-commerce
supermercati.codogno.it ?
Magari, se decido io, darei priorita' alla casella di Maurizio (che mi
e' simpatico" rispetto che al supermercato (che ha i prezzi troppo cari,
o che vende i prodotti che boicotto).
[ Per inciso, anche se decide l'amica del cuore di Maurizio presumo che
la risposta sia scontata ;-) ]

Oppure, definiamo un criterio a punti? casella postale = 2, piu' caselle
postali = 5, sito web istituzionale = 10, sito e-commerce = 14, sito web
porno = 9 o 11 o 15 (a seconda della qualita' del contenuto) ...



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