Commenti sui punti espressi da M.Codogno

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Mer 3 Maggio 2000 16:03:54 CEST


[nota: per chi se lo fosse perso, il Final Report si trova a
http://ecommerce.wipo.int/domains/process/eng/processhome.html ]

[nota2: ma e` arrivato l'altro mio messaggione a ip-nsp-ita? non
ho visto commenti...]

> From: Griffini Giorgio <grigio a mediapoint.it>

> (1) [well-known marks]
>
> Il ccTLD '.it' non e' un gTLD ma ha un potenziale di registranti di
> almeno 200 milioni di soggetti e nessuna rigido limite o restrizione.
> Credo che possa essere tranquillamente classificato come un "open"
> ccTLD e visto che l'ambito e' espressamente sovranazionale (Europa)
> riproduce - di fatto -  un gTLD in scala minore (per estensione) e
> comunque ne soffre degli stessi problemi.

Se vogliamo essere pignoli, potremmo dire che il fatto che un americano
non possa registrare direttamente sotto .it basta per non definirlo
come "open" per il #38. Pero` sono d'accordo che molti punti per gli
open TLD si possono applicare da noi.


> In merito ai "well know marks" c'e' da dire che ICANN ha un working
> group aperto sulla questione (in funzione della introduzione dei nuovi
> gTLD) e alcuni interessanti spunti si possono trovare alla Url relativa:
>   http://www.icann.org/dnso/wgb-report-17apr00.htm

Tra l'altro anche Stefano Trumpy, se non ho capito male, ha dei dubbi
sulla sostemibilita` della mia posizione sui well-known marks.
E` chiaro che qui di soldi ne girano *molti*, e quindi questi vogliono
bloccare tutto. E` anche chiaro che le resistenze sono forti e sensate.
Quindi non so quanto e quando si trovera` qualcosa. Ho dato una scorsa
a quel documento, e confermo che comunque si lancia piu` sui "nuovi" TLD
e quindi rimane un po' fuori dalla nostra giurisdizione.

Una delle mie proposte e` sempre stata quella di avere .tm.it dove
possano registrarsi solo i trademark (pur senza lasciare loro
l'obbligo)


> (2) [nomi e cognomi]

> In ogni caso nessuna procedura preventiva o negazione d'ufficio ma
> si agisce solo su espressa contestazione.

a me la cosa sta bene, ma c'e` una forte componente che vorrebbe
specificare meglio il diritto all'uso: se poi uno trova un
Massimo Dalema che fa da prestanome, ovviamente la RA non puo`
fare altro che assegnare il dominio.

> (Il discorso 'id.it'  lo trovo
> poco utile a tali fini  perche' non essendo facile distinguere, come
> dicevi tu, cosa si intenda per nome e cognome, ed e' quindi anche
> difficile ipotizzare delle regole "precise" per impedirne la registrazione
> al secondo livello)

Io vedo le cose in maniera un po' diversa. id.it, come tm.it, o .com.it,
servono ad aumentare lo spazio dei nomi a disposizione. Ho rinunciato da
un pezzo a rendere obbligatorie certi posizionamenti... lascio che
sia il mercato a fare la differenza. Pero` se apriamo a questi
"secondi livelli doc" voglio che le regole di accettazione siano
davvero stringenti: ad esempio su org.it non ci potrebbero essere
imprese commerciali.

(rispondo a Cotroneo mentre sono qui: se vuoi e` l'equivalente dell'avere
le celle per i GSM ... e ad ogni modo se .com ha svariati milioni di
dominii e .de ne ha quasi due milioni, direi che c'e` ancora molto
spazio disponibile anche senza andare a usare
a89hytttwmmbzalluisdkkjygbbnyr889o0036t.it )


> Il punto #140  [...] implica che l'"arbitration" non deve essere resa
> obbligatoria in quanto escluderebbe il ricorso al giudice.

ma permette che la Procedure sia obbligatoria, visto che appunto
non ti preclude la via legale (o l'arbitrato, a questo punto, se
e` facoltativo)

> (5) [limiti della Procedura]
>
> Qui credo che Maurizio abbia preso un comprensibile abbaglio...(il
> report WIPO e' sicuramente impegnativo.. e apprezzo davvero
> sinceramente lo sforzo...)
> Il #135 spiega in due paragrafi che cosa e' cambiato dall'Interim
> Report al Final mentre al #171 c'e propio lo "shall" di cui Maurizio
> esprimeva la necessita'.

Si`, pero` l'inizio del #171 dice
"The definition of abusive registration that we *recommend* be applied
in the administrative procedure..."
Era in quel senso che intendevo che non c'e` un obbligo (come del
resto e` chiaro visto che WIPO non puo` obbligare nulla)


> Nella formulazione completa della UDRP  adottata da ICANN (udrp-
> policy-24oct99.htm) e' inoltre esplicitato quali siano i criteri che
> identificano inequivocabilmente come legittimo uso e la buona fede
> Punto 4(c) e che sono stati messi li' proprio a tutela della libera
> circolazione di idee e di presenza su internet.

Che mi stanno bene.

> Sul #226 sono d'accordo con Trumpy... Inoltre chi intenta la
> procedura (secondo tale punto) e' costretto a pagare le spese di
> avviamento e ad esito raggiunto le spese inerenti la sola procedura
> stessa vengono addebitate alla parte soccombente (esclusi quindi
> eventuali strumenti di supporto privato delle parti, come avvocati o
> periti,ricerche etc). Questo significa che significa che il grosso puo'
> anche schierare un esercito di avvocati e vincere ... ma se li paga
> lui....

Mi chiedo quanto siano care le spese per il "buono" per pararsi dalla
sfilza di avvocati, tutto qui.

> Sarebbe interessante introdurre una estensione al modello per
> prevedere anche una eventuale possibilita' , per chi e'  titolare di un
> nome a dominio che gli viene contestato in sede giudiziaria, di
> chiedere un parere "peritale" allo stesso panel al fine di produrre tale
> parere in sede giudiziale (e se il "panel" e' autorevole cio' ha
> sicuramente un certo peso).

Direi che e` una buona idea: intendi quindi dire che la procedura puo`
essere chiesta anche da chi e` citato in giudizio? Un interessante
twist.

> (8) [ricerca sui marchi]
>
> Il #105 suggerisce di fare quello che noi invece chiediamo come
> dichiarazione esplicita nella LAR.

beh, ma noi lo diciamo con una formula abbastanza ambigua.


> Inoltre una connessione (anche "lasca") con le camere di commercio
> faciliterebbe i controlli da parte della RA sulle registrazioni di soggetti
> "commerciali".

Il mio punto e` che sono le societa` titolari di marchi ad essere
interessate che la gente non registri inconsapevolmente nomi corrispondenti
a marchi, no? E quindi ci pensino loro a fornire alla RA (o alla
comunita` in genere) il servizio.

.
> In caso contrario, ad esempio, adesso che tra poco cambieremo
> (ancora) la numerazione telefonica
No, hanno deciso di non spostare lo 0xx in 4xx per i numeri fissi.
Ma queste sono modifiche che si possono fare autonomamente alla
base dati: i numeri 03* diventano 3* e fine della storia.

ciao, .mau.



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