Osservazioni sul 'non uso'

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Gio 4 Maggio 2000 02:33:46 CEST


Ho seguito il thread sul 'non uso' e vorrei aggiungere alcune
osservazioni che spero possano chiarire meglio alcuni punti:

(mi si perdoni il tono forse troppo da "teorico" ma tento di astrarre
il problema)

Un nome a dominio identifica un oggetto sulla rete.
Per uso del nome a dominio si intende la possibilita' tecnica di
identificare il particolare "end-point" mediante l'utilizzo di un nome
simbolico invece che un riferimento tecnico fisico (quale l'indirizzo
IP/porta)

Il valore "semantico" che poi "noi" (del mondo reale) attribuiamo al
nome simbolico in questione non e' correlato alla validita tecnica o
meno del nome in questione perche' sono due "mondi"
assolutamente separati.

Il "non uso" di cui si parla nel thread e' quello di tipo "semantico"
ovvero "per quale scopo adopero tale nome simbolico nel mondo
reale".
In quest'ottica sicuramente anche il "non uso" (in senso semantico)
di un nome e' di per se' un "uso" altrettanto efficace del nome a
dominio.

Oggetto del contendere del thread e' stabilire se il "non uso"
semantico di un nome sia "appropriato".
Questo caso specifico ("non uso"="uso efficace") e le perplessita'
che genera, rientra in senso piu' ampio nello stabilire se e quando l'
"uso semantico" di un nome sia lecito o meno.
L'approccio fatto nelle raccomandazioni WIPO (e recepite da ICANN
nella UDRP) invece che stabilire tutti i possibili "usi leciti" affronta
l'argomento dall'altro lato ovvero specifica quali sono gli elementi che
fanno si che il nome sia evidentemente qualificabile come "usato
impropriamente" (abusive registration)
Visto il discorso di poco fa ("non uso"="uso altrettanto efficace")
credo che si possa tranquillamente affermare che il caso specifico si
possa agevolmente trattare con gli stessi principi.
In pratica se il "non uso" (semantico) di un nome comporta gli effetti
descritti nella UDRP allora e' da considerare improprio e quindi
soggetto a possibile procedura amministrativa.

Nel ddl Passigli si puo' rilevare sicuramente due cose:

1) Si riconosce (implicitamente) che il nome a dominio su Internet ha
ambiti di applicazione diversi (per la globailita' e tipologie di soggetti
interessati ) da quelli dei "marchi" (altrimenti sarebbe bastato
estendere "direttamente" l'applicabilita delle leggi sulla tutela dei
marchi)
2) Si sente la necessita' di stabilire cosa si intende per uso
"appropriato"  (lecito) di un nome a dominio con riferimenti anche ai
casi di "non uso"

Quello che manca (comprensibilmente, vista la genesi di tale ddl) e'
una analisi e definizione chiara di cio' che in altri ambiti e' stato
possibile sintetizzare in "comune senso del pudore" (ovviamente
riferito alla "appropriatezza delle registrazioni" :)

Quello che si puo' sicuramente dire e' che le raccomandazioni WIPO
formalizzate poi da ICANN nella UDRP hanno ricevuto ampi consensi
su base mondiale e proprio riguardo alle problematiche sui nomi a
dominio Internet (oggetto del ddl in questione)
Se venissero usati i criteri della UDRP di ICANN come base ritengo
personalmente che non sarebbe male...anzi...

Vabbe' chiudo... perche' (come mio solito) mi sto appassionando
troppo.

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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