Di minacce, ingiurie e norme tecniche

Paolo Zangheri paolo.zangheri a ALTAIR.IT
Mar 23 Maggio 2000 18:16:09 CEST


Esimio Avvocato Riccaro Roversi,

mi dolgo del fatto che Ella abbia interpretato come insultanti per Lei o
il suo Studio le mie parole. Me ne dolgo, nei limiti delle mie
responsabilità.
Da parte mia ritengo che essere definito "il primo che passa" non sia
esattamente una bella cosa, dopo tutto scrivo su questa lista da molto
tempo, il primo dominio da me registrato presso la RA italiana, nel
campo "created", porta la dicitura "before 960129" ovvero prima che
fosse creato l'attuale database whois, ed equivale alla preistoria del
ccTLD .it. Se fossi permaloso, tra il "maleducato" e "il primo che
passa" potrei sospettare che qualcuno abbia teso a ledere la mia
immagine. Non sono molto avvezzo alle questioni legali, come si chiama
l'atto commesso nel comunicare con più persone,di offendere l'altrui
reputazione ? E quello di offendere l'onore o il decoro di una persona
mediante comunicazione telegrafica o telefonica ? Purtroppo non avendo
sufficiente, anzi alcuna, educazione non posso dare un nome ai
comportamenti sopra illustrati.... peccato, magari la continua lettura
di messaggi di persone così importanti e sapienti mi farà ricordare le
due parole mancanti...

Lei ha affermato che il suo studio, quotidianamente riceve incarichi
"per negoziare accordi di cessione della titolarità di domini .it."

La maggioranza dei lettori di questa lista ha un'idea chiara di cosa
questo significhi, e ritengo, giudica la cosa non proprio ortodossa.

Ritiene che uno o più degli esempi da me sgrammaticamente illustrato (e
si badi bene che non era mia intenzione assimilare le attività del suo
Studio a nulla, nel caso del Punto 1 era mia intenzione manifestare
come, a volte, affermare che il fatto di intraprendere quotidianamente
un'attività non la legittimi) abbia un minimo di attinenza alle attività
da lei intraprese ?
La cosa non è di mia pertinenza.

Sono ben felice di sapere che un componente di uno degli studi più
importanti di Italia abbia a dedicare il suo tempo a contribuire,
indieme a noi beceri operatori, alla definizione delle norme di naming,
sono ben felice di poter ricevere gratuitamente lezioni di stile e di
vita impagabili.

Quanto alle sua domanda, la risposta è no.
Il sistema DNS e quindi i domini, è costituito da una serie di norme di
traduzione tra indirizzi IP e stringhe di caratteri alfanumerici. Il
sistema DNS nasce nel mondo tecnologico per ovviare alle limitate
capacità di memoria dei sistemi di computazione e comunicazione a base
carbonio.

Se non interpreto in maniera scorretta il suo ragionamento, sarebbe
allora possibile la commercializzazione (o il trasferimento di
titolarità) anche degli indirizzi IP ?

Un'altra domanda, dato che i nomi a dominio del ccTLD .it no
appartengono a coloro che li registrano, chi è il proprietario ? E' poi
cosi' lontana la loro situazione da qualla dei beni indisponibili dello
stato, o a beni demaniali vincolati ?

Ad ogni buon conto, dato che Ella ha espresso la possibilità di derimere
la questione ad altra sede, lo faccia, se lo ritiene, ma risparmi alla
lista le sue minacce.

Tali annunci, oltre ad essere poco eleganti, non hanno il potere di
spaventarmi, ho il diritto di esprimere le mie opinioni all'interno di
una lista di discussione di un'ente di cui faccio parte, come lei, a
pieno titolo.

La mia formazione tecnica mi impone di ritenere che le mie parole o sono
diffamatorie o non lo sono, 0 o 1, non credo, anche se non è questo il
mio campo, che esista la quasi diffamazione.

Ad ogni buon conto, sarò lieto di leggere le sue argomentazioni circa
l'utilità, in sede normativa, di stabilire il diritto alla
commercializzazione dei nomi a dominio (e dato che questa è già
un'attività che la impegna quotidianamente, perchè perdere tempo a
inserirlo nelle regole ?).

Paolo Zangheri



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