R: R: R: Meglio tardi che mai (con precisazioni sulle date)

Roberto D'Angelo rdangelo a NOL.IT
Mar 23 Maggio 2000 18:22:49 CEST


Gent.mo
Avv. Riccardo Roversi,
volevo conferma di eventuali trattative di vendita o cessione di domini, in
quanto mi interessava capire se la procedura di cessione, la quale avviene
tramite lettera al NIC,  permetta di poter liberare il dominio e renderlo
acquisibile a chiunque ne faccia richiesta attraverso la solita procedura,
senza offrire eventuale possibilità di cessione " controllata" tra le parti
.
Praticamente la cessione concordata  avviene solo per anticipo sulla
richiesta al NIC o esistono altre possibilità?
Tuttavia credo che un mantainer che abbia acquisito la registrazione di un
dominio  in modo del tutto regolare, debba essere libero di poterlo cedere a
chiunque secondo valutazione economica  stabilita tra le parti.
Credo che chi si esprima in maniera opposta molto probabilmente sta
scaricando" tossine epatiche" per non aver partecipato alla gara del fax più
veloce nella notte del 15 dicembre 1999.
D'altronde gli oppositori vengono colpiti da una sfiga pazzesca, basti
chiedere   a D'Alema e ai suoi vice Passigli e Vita.
Sa, noi a Napoli siamo un po' superstiziosi.
Saluti
Roberto D'Angelo




----- Original Message -----
From: Riccardo Roversi <rroversi a sla.it>
To: Paolo Zangheri <paolo.zangheri a altair.it>
Cc: <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, May 23, 2000 5:04 PM
Subject: R: R: R: Meglio tardi che mai (con precisazioni sulle date)


Egregio Signore,

se lo scambio di opinioni si mantiene entro i limiti della correttezza,
dell'educazione (non dico della buona educazione, ma quanto meno
dell'educazione) e delle civiltà, allora io mi diverto a parteciparvi.

Se si esagera, io mi diverto molto meno.

Il contenuto del suo ultimo mail è maleducato e mi pare che a tratti
sconfini nella diffamazione.

Stia molto attento.  Io ho deciso di investire un po' del mio tempo per
discutere questioni che mi interessano sulla lista della Authority e lo
faccio con assoluta franchezza, assumendomi tutte le responsabilità che le
mie affermazioni implicano.  Non sono affatto disponibile a farmi insultare
dal primo che passa.

Se lei dovesse proseguire in questo comportamento, io assumerò alcune
iniziative che potrebbero risultare sgradevoli per lei.

Io sto parlando di contratti validi, conclusi tra soggetti affidabili ed
abituati a comportarsi secondo i più elevati standard della correttezza
commerciale e professionale.  Lo Studio legale di cui sono socio è uno dei
più importanti di Italia e non siamo abituati ad assistere i frodatori, ma
soltanto società conosciute che svolgono legalmente la propria attività.

Le attuali regole vietano la cessione diretta.  Ma chiunque è libero di
prendersi il rischio di rinunciare ad una registrazione per consentire a
qualcun altro di chiedere una nuova registrazione del medesimo dominio.  Il
pagamento del prezzo avviene solo dopo che la seconda registrazione si è
perfezionata.

Le pare che questo possa essere comparabile a vendere la droga !!??  Oppure
le pare una banale struttura contrattuale, assolutamente valida e vincolante
per le parti che l'abbiano liberamente accettata ?

A me pare che lei sia parecchio superficiale, anche se dotato di un
fantastico senso dell'umorismo (e quale originalità aver scelto la Fontana
di Trevi per il suo brillante esempio sull'IVA !!!).

Comunque, nella sua approssimazione, lei ha utilizzato per dimostrare la sua
sconclusionata tesi due esempi che non dimostrano nulla !!!!  Infatti,
esistono delle leggi dello Stato che impediscono di cedere la propria
identità ed i beni demaniali assoggettati a vincolo.

Non esiste, al contrario, alcuna legge che vieti la vendita dei domini
internet.  Se si vuole divertire a fare un parallelo con leggi vigenti,
provi a verificare se un marchio può essere venduto o no.  Vuole che le
anticipi la risposta (così si risparmia l'immane sforzo di reperire la legge
in questione) ?  La risposta è certamente !!!!!  In Italia, come in tutto il
resto del mondo, i segni distintivi sono liberamente commerciabili.

Vuole un'altra domanda difficile (ma questa volta non le fornirò la
risposta) ?  Secondo lei i nomi di dominio internet sono assimilabili ai
segni distintivi ?

Ma allora di cosa stiamo parlando ? A cosa serve la sua indignazione ? A
coprire un atteggiamento scollegato dalla realtà e velleitario, che vorrebbe
che internet rimanesse un fenomeno molto elegante ed intellettuale,
riservato alle brave persone, che vi operano correttamente ed in grande
armonia.

Che bello !!! Come è bravo ed intelligente lei !!! E come sono bieco e
scorretto io !!!


Grazie della lezione, è una fortuna averla incontrata.








----- Original Message -----
From: Paolo Zangheri <paolo.zangheri a altair.it>
To: ITA-PE <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, May 23, 2000 4:09 PM
Subject: Re: R: R: Meglio tardi che mai (con precisazioni sulle date)


> Riccardo Roversi wrote:
> >
> > Se intende dire che lei rifiuta radicalmente l'idea che la registrazione
di
> > domini internet possa diventare una attività economica e, al limite, una
> > attività imprenditoriale, allora si chieda come mai il mio Studio legale
> > (come tanti altri) riceve tutti i giorni incarichi da clienti (sia
italiani
> > che stranieri) per negoziare accordi di cessione della titolarità di
domini
> > .it.
>
> Punto 1
>
> Nella piazza davanti al mio ufficio si danno convegno quotidianamente
> decine di persone per attività di compravendita di sostanze
> stupefacenti. Tutti i giorni!
> Questo rende lo spaccio di tali sostanze legittimo e legale ?
>
> Punto 2
>
> Voglio vendere la mia carta di identità e la mia patente.
> Puo' il suo studio legale assistermi nella trattativa ?
>
> Punto 3
>
> Vorrei vendere la fontana di Trevi ad un conoscente di Cleveland (Ohio).
> Quale aliquota IVA devo imputare ?
>
> Credo che la maggior parte dei dembri della NA sia d'accordo con me nel
> ritenere che è si possibile "vendere" un dominio, che ci sia chi lo fa
> (violando le attuali norme e quindi ponendosi in una situazione almeno
> eticamente censurabile), e che questo fatto nasca da una situazione di
> ignoranza diffusa (il concetto di proprietà di un dominio).
>
>
> Paolo Zangheri
>



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