La nostra (probabile) versione del MAP

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Mar 23 Maggio 2000 23:22:51 CEST


Esprimo alcuni commenti sulla (probabile) nostra versione del Mandatory
Administrative Proceeding.

1) Aggiungere una postilla specifica riferita a nomi-cognomi e' francamente
irrilevante (superfluo) perche' il caso ricade ampiamente nei principi della
registrazione in malafede.
[ Capisco che si voglia dare - pur di continuare ad esistere - un segnale di
"ossequioso assenso" alle veline che arrivano dalla Presidenza del Consiglio
ma e' necessario e sufficiente il MAP cosi' come e' formulato (e che avrebbe
ad esempio impedito l'affaire Grauso) ]

2) In presenza di MAP utile alla risoluzione di registrazioni "abusive" il nostro
corrente arbitrato facoltativo si riduce di fatto ad un "last-resource" per
soggetti - tutti in buona fede - che non riescono a risolvere da soli (senza
voler andare per forza in giudizio) chi debba avere titolo ad un nome a
dominio. (Ad esempio 'bianchi.it' tra  un rivenditore di biciclette, un DJ di
Rho, una possibile Srl di Ancona e l'onnipresente casalinga di Voghera)

3) Il problema che permane, non affrontato(*), e' la eventuale o meno efficacia
del MAP sulle registrazioni effettuate prima della sua introduzione.

(*) In linea generale mancano nelle regole e procedure attuali
clausole/concetti di accettazione implicita (rinunciabile tramite richiesta di
revoca dell'assegnazione del nome) di eventuali variazioni alle regole di
naming che dovessero intervenire nel corso del tempo. Questo tra l'altro
impedisce di revocare d'ufficio nomi gia' assegnati nel caso questi
diventassero di riconosciuto interesse comune (nomi di regioni, nomi di
gTLD, protocolli internet).

Fatte queste osservazioni sono assolutamente d'accordo nella introduzione
del MAP. Spero solo che non venga pasticciata troppo la versione originale
ICANN che, mi ripeto, trovo di notevole equilibrio,formulazione ed efficacia.

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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