La nostra (probabile) versione del MAP

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Gio 25 Maggio 2000 01:53:05 CEST


> Griffini Giorgio:
>
> > 1) Aggiungere una postilla specifica riferita a nomi-cognomi e' francamente
> > irrilevante (superfluo) perche' il caso ricade ampiamente nei principi della
> > registrazione in malafede.
>
> Mi meraviglio che un simile commento arrivi da te.
> Sai meglio di me che la MAP si dilunga nell'indicare *cosa* e`
> registrazione in malafede, in modo da rendere le cose piu` semplici
> all'arbitro. Quindi non vedo perche` non scrivere esplicitamente
> quello che per l'Italia, volenti o nolenti, e` una fonte di casini.
> D'altra parte, seguendo la tua linea, non si vedrebbe nemmeno perche`
> elencare tutti gli altri casi: e` un po' difficile che Grauso possa
> dimostrare di "avere diritto all'uso del nome mauriziocodogno.it", come
> ha firmato nella LAR. O no?
>

Attenzone... la forza della MAP e' proprio lo specificare solo cio' che e'
sicuramente evidenza di malafede. Tra le possibili evidenze c'e' l'intento
potenzialmente classificabile come ricattatorio di registrazioni effettuate per
cederli ad eventuali legittimi titolari (e questo mi pare sia pure stato
espressamente enunciato pubblicamente come motivazione del "business"
dei nomi)
La registrazione di nome-cognome in se' non e' illegittima (per il momento)
ma lo puo' diventare sicuramente l'uso o il non uso per danneggiare
esplicitamente un terzo. Se uno registra un nome-cognome e nessuno ne
richiede l'assegnazione non ci sono problemi. Se chi lo ha registrato va da
un possibile legittimo aspirante e lo propone c'e' malafede. Se uno registra
un nome-cognome e lo usa per diffamare c'e malafede (e diffamazione). Se
uno registra un nome-cognome e non lo utilizza (lo tiene in "parcheggio") ed
un legittimo aspira ad usare tale nome e cognome legittimamente attiva il
MAP e non e' cosi' semplice dimostrare la registrazione in buona fede di un
nome 'non-generico' e che non uso ( attenzione per nome 'non-generico'
intendo dire un nome per cui esiste almeno un soggetto che ha maggior
titolo per un legittimo uso).
Quello che voglio dire sostanzialmente e' che i criteri della "registrazione
abusiva" del MAP si applicano altrettanto efficacemente anche quando il
nome a dominio in questione e' riferito ad un nome-cognome.
Il voler esplicitare in maniera puntuale un caso specifico che puo' essere
trattato con gli stessi criteri del caso generale mi sembra semplicemente
superfluo e per certi versi potrebbe sembrare, alla solita lettura superficiale
del distratto medio, che si e' voluto mettere una regola ad hoc contro
Grauso. (e sopratutto dopo che i buoi sono scappati)
Tutto qua.
Se come CE preferite metterla comunque... pazienza... siccome non inficia
l'efficacia complessiva non mi scaldo piu' di tanto, certo e' che se la si mette
si da' un facile appiglio a Grauso per fare la "vittima"  oltre a fare la figura di
quelli che chiudono la stalla dopo che sono i buoi sono scappati... (che
magari e' anche vero ma di solito e' piu ragionevole evitare di rimarcarselo da
soli)

>
> > 2) In presenza di MAP utile alla risoluzione di registrazioni "abusive" il
> nostro
> > corrente arbitrato facoltativo si riduce di fatto ad un "last-resource" per
> > soggetti - tutti in buona fede - che non riescono a risolvere da soli (senza
> > voler andare per forza in giudizio) chi debba avere titolo ad un nome a
> > dominio. (Ad esempio 'bianchi.it' tra  un rivenditore di biciclette, un DJ di
> > Rho, una possibile Srl di Ancona e l'onnipresente casalinga di Voghera)
>
> Rimane quello che comunque e` gia` adesso, no? Non capisco esattamente
> il tuo punto. A me sembra che - anche se probabilmente non fa *troppo*
> bene - l'arbitrato male non faccia.
>

Non e' un appunto. E' solamente una considerazione su quella che potrebbe
diventare l'ultilita'  dell'arbitrato facoltativo in presenza di una MAP. Allo stato
attuale un terzo che si presume leso puo' attivare l'arbitrato se ha la fortuna
di trovare che il registrante ha aderito all'arbitrato facoltativo. In presenza di
MAP (che impone la procedura) l'arbitrato diventerebbe una eventuale scelta
delle parti qualora convengano di affidarsi a quello predispoto dalla NA per
decidere chi abbia piu' titolo tra soggetti che concordemente e in buona fede
non trovano un accordo di compromesso. C'e' da dire che per fare la stessa
cosa potrebbero anche rivolgersi a qualunque altro collegio arbitrale...
Non ho obiezioni particolari sul fatto che esista anche questo istituto,
l'appunto e' che, come nel caso del commento precedente, sarei
dell'opinione di cercare di mantenere le regole il piu' snelle possibili...

>
> > 3) Il problema che permane, non affrontato(*), e' la eventuale o meno
> efficacia
> > del MAP sulle registrazioni effettuate prima della sua introduzione.
>
> La mia posizione e` che il MAP verifica semplicemente quanto
> scritto nella LAR. In pratica, percio`, la Procedura verifica
> semplicemente che tu hai detto il falso quando hai chiesto il
> dominio in uso, e quindi la tua registrazione *di allora* non e`
> valida. D'altra parte e` quello che fanno anche nei gTLD.
>

Per i casi di falso non serve un MAP. La RA su sua spontanea iniziativa,
eventualmente a fronte di segnalazione, puo'  gia' avviare autonomamente i
controlli di veridicita' e revocare l'assegnazione in caso di false dichiarazioni
o perdita di requisiti.  Il MAP entra nel merito di stabilire quando e' possibile
avviare una procedura di contestazione relativa all'uso che viene fatto del
nome assegnato. Nella LAR il dichiarante dichiara - sotto la sua
responsabilita' - di avere titolo all'uso del nome richiesto - e cio' e'
difficilmente confutabile per marchi propri ed anche per nomi generici non di
interesse comune... lo e' sicuramente meno per nomi di marchi o servizi o
quant'altro per cui puo' esistere un terzo con maggiori diritti. Il MAP serve a
dirimere questa questione (e cita i criteri per cui considerare una
registrazione sicuramente in malafede).
Il problema della retroattivita' e' riferito al fatto che all'atto della registrazione
del nome non stati esplicitati obblighi di sottomissione a MAP ed una
eventuale revoca del nome a dominio ancorche' supportata dai riscontri
effettuati in base al MAP credo possa essere evidenziato come atto arbitrario
e discriminatorio e quindi uno potrebbe anche agire nei confronti della RA.
Se si considera che non e' previsto che la RA possa revocare
unilateralmente un nome in presenza di morosita'......

> > Questo tra l'altro
> > impedisce di revocare d'ufficio nomi gia' assegnati nel caso questi
> > diventassero di riconosciuto interesse comune (nomi di regioni, nomi di
> > gTLD, protocolli internet).
>
> Infatti. Ma qui la Procedura non potrebbe certo fare nulla, visto
> che manca il presupposto di base che e` la malafede. Pensiamo
> a lucania.it: quando e` stato chiesto, la Lucania si chiamava
> ancora Basilicata...
>

Certo, infatti l'appunto non e' sul MAP ma in senso piu' ampio.
Credo sia necessario aggiungere tra le varie regole anche quella di, all'atto di
richiedere una registrazione, di accettare anche di sottostare alle successive
modifiche che le regole possono avere nel corso del tempo.
La situazione attuale e' che se io registro un nome in un dato momento  il
nome rimane "valido" fino alla sua revoca.spontanea da parte
dell'assegnatario.
Il caso lucania - purtroppo anche se in buona fede - ritengo sia sicuramente
uno dei casi in cui sarebbe ragionevole il caso di pensare ad una revoca per
ragioni di interesse comune (nome geografico)
Potrei citare l'esempio delle regole 3.1 in cui e' stato pubblicato in anticipo
sulla applicazione un elenco dei nomi riservati. Non so se e' poi successo
ma se qualcuno , fintanto che le regole non erano attive, avesse richiesto alla
RA un nome di nuova introduzione dell'elenco dei riservati la RA non avrebbe
ne potuto opporsi alla assegnazione ne poi recuperare la situazione.
(ero tentato ai tempi di aprire anche questo argomento ma ho desistito prima
che l'argomento solleticasse qualche buontempone che registrando davvero
'namingauthority.it'  avrebbe fiondato il tutto nel ridicolo)

> Questo e` un problema, ma sicuramente e` scollegato da quello che
> cerchiamo di affrontare in questo momento.

E' collegato nel momento in cui si vuole attribuire un effetto "retroattivo" ad
una regola di nuova introduzione cosa che attualmente non e'  tant'e vero che
viene mantenuta la storia delle regole proprio per poter giustificare l'esistenza
di nomi che adesso non sarebbe possibile assegnare ( il mitico caso 'q8' per
tutti). Non e' un problema di facile soluzione e se si vuole introdurre il
principio della "aderenza" alle regole "correnti" bisognera' fare probabilmente
una sanatoria a partire da una certa data.
(che potrebbe forse ragionevolmente essere anche quella della apertura a
registrazioni multiple per entita')



> Io (senza cappellino da Diretur) faccio comunque notare che
> questo sarebbe un esproprio, e generalmente per la legge italiana
> deve esserci anche un equo compenso...
>

Eh.eh... beccato...!  :)) (imprecisione comprensibilissima)

Se parli di "ESPROPRIO" riconosci un diritto di "PROPRIETA''" :))
Io parlo di "REVOCA" e se il nome ricade in un tempo successivo nei criteri
di quelli di riconosciuto interesse comune la revoca diventerebbe possibile
anche unilateralmente (se si vuole si puo' anche introdurre qualche
ammortizzatore per presunzione di buona fede)..

> > Fatte queste osservazioni sono assolutamente d'accordo nella introduzione
> > del MAP. Spero solo che non venga pasticciata troppo la versione originale
> > ICANN
>
> Lo spero anch'io :-)
>

Ok. Tieni conto che una tua eventuale opposizione ad un MAP pasticciato in
seno al CE vale direttamente e da subito almeno il 12.5%
Il mio eventuale dissenso ad un pasticcio ha valore invece solo se ne trovo
almeno altri 30 (meglio 40) che rumorosamente o meno dissentono con me
sulla lista.
(per i neofiti,distratti o altro: i valori non sono numeri a caso...questo e' il
numero di opinioni dissenzienti per cui il Presidente ritiene sia sicuramente
opportuno applicare il veto)

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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