Sul trasferimento dei domini.

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Gio 25 Maggio 2000 12:40:27 CEST


At 09.31 25/05/00 +0200, Enzo Fogliani wrote:
>Salve!
>        Intervengo sulla questione del trasferimento dei nomi a dominio
> per far
>conoscere il mio pensiero e quella che e' stata la mia proposta al CE,
>la cui discussione e' stata rinviata alla scorsa riunione per mancanza
>di tempo.
>        Il principio da cui parte la proposta e' che in tutto il mondo il nome
>a dominio, che piaccia o meno, ha ormai acquisito un valore economico.
>Anche se in Italia non e' configurato come un diritto di proprieta' ma
>come un diritto d'uso, e' innegabile che il nome a dominio abbia un
>valore, se non altro perche' in genere esso identifica inscindibilmente
>il servizio cui si riferisce.
>        Anche se in passato si sarebbe potuto auspicare un diverso sviluppo
>della questione, non mi sembra sia saggio negare questa realta'; realta'
>che non ha niente di negativo se sviluppata correttamente. Cio' che si
>deve impedire, infatti, e' il domain grabbing, non il trasferimento
>lecito di chi, per esempio, ha istaurato un'attivita' sul web, l'ha
>identificata con un nome a dominio del tutto legittimo e decide quindi
>di cederla.
>        Non dobbiamo impedire alla gente di passeggiare per strada solo
> perche'
>puo' essere scippata. Dobbiamo invece colpire gli scippatori perche' la
>gente possa andare tranquilla per strada. Tutto qui.
>        L'idea e' colpire gli "scippatori" con la "administrative
> procedure" di
>ICANN; e al contempo rendere piu' semplice il trasferimento del diritto
>d'suo del nome a dominio a chi lo abbia legittimamente registrato e
>legittimamente lo detenga.
>        La "administrative procedure" dovrebbe essere sostanzialmente
> quella di
>ICANN, e quindi non mi dilungo; per il trasferimento, invece, ritengo
>necessaria una piccola modifica alle regole di naming per semplificare
>quelle che di fatto avviene oggi (ed e' sempre avvenuto) per trasferire
>il nome a dominio; ossia rinuncia del vecchio assegnatario e contestuale
>richiesta del nuovo.

Ho letto con attenzione il Tuo interessante post, ma devo obiettare che in
Italia quasi in tutti i casi si impedisce di passeggiare.
Hai mai provato ad essere fermato da qualche Autorita' in terra o in mare
per "semplici controlli". Cio' avviene solo nei Paesi sottosviluppati dove
la polizia agisce anche da Giudice e decide chi fermare e chi no. La scusa
e' quella che in questo modo arrestano i delinquenti invece la realta' e'
che violano i diritti delle persone per bene.
La premessa (o pistolotto) per dire che se la cessione dei nomi a dominio
e' una attivita' non consentita ma di fatto regolarmente svolta da tutti
(solo ieri mi hanno chiesto di vendere il dominio idea.it) non
necessariamente se ne deve prendere atto come una prassi regolare. Altri
piu' illustri Colleghi hanno detto che se tutti i giorni si spaccia droga
cio' non vuole dire che questo sia la legalita'.
Tuttavia credo che se un divieto viene sistematicamente aggirato, lasciando
quindi spazio anche ad alcuni azzeccagarbugli di muoversi impunemente,
allora tanto vale fare una norma chiara e semplice per evitare il perdurare
del caos.
In fondo pero' il nome a dominio non mi sembra diverso da una carta di
credito o da una targa di una auto o una barca. Certo mi piacerebbe avere
la carta di credito di Gianni Agnelli o la targa AL 000 NO ma non si puo'
comprare (certo si puo' avere la carta personalizzata o la targa
personalizzata basta pagare). Non mi risulta neppure si possano comprare i
numeri di telefono eppure sarebbe bello poter avere il numero di telefono
che fino a ieri era di Inet  :)) sai quanti nuovi clienti si otterrebbero.
Certo alcuni piu' fortunati e ricchi possono scegliere il numero di
telefono ma tutto qui. Perche' allora il nome a dominio dovrebbe essere
ceduto.
Provate a pensare se venisse ceduto il nome a dominio virgilio.it e poi il
contenuto del sito web venisse inserito nel nuovo dominio
virgilio.nosenzo.it credete che il nuovo proprietario di virgilio.it faccia
un affare? Sia chiaro non mi interessa affatto entrare nel merito di cio'
ma solo evidenziare che in realta' forse stiamo parlando di un falso
problema. Intanto il dominio non e' solo web, ma tante altre belle cose che
non possono essere vendute. Sebbene ci sia l'idea che tutto si possa
comprare questo non e' affatto vero.
Se un sito web e' interessante ed ha successo non vedo come cio' possa
essere messo in correlazione con il nome a dominio.
Da bravi Italiani ci piace fare regole e regoline ma in fondo avete fatto
una rilessione: se il nome a dominio e' di una azienda basta vendere
l'azienda per cedere il dominio e visto che la cessione di una azienda non
e' vietata non vedo dove stia il problema.
Certo se la vendita dei dominii forse legale allora assisteremmo al
commercio dei dominii a 50.000 l'uno mentre cedere un'azienda costa
qualcosina in piu' e taglierebbe fuori da questo ridicolo commercio proprio
le persone che il regolamento voleva bloccare.
Pensate alle concessioni demaniali, non mi riuslta che siano vendibili
eppure su tali concessioni si costruiscono palazzi, porti e strutture che
valgono centinaia di miliardi.
Vi ricordate il commercio piu' o meno clandestino delle licenze degli
esercizi commerciali? Aveva un senso pagare qualche centinaio di milioni (o
piu') quasi sempre in nero per avere una licenza che invece era stata
consegnata a poche lire dal Comune?
Perche' vogliamo fare questo passo indietro.
Se un tizio vuole il dominio idea.it viene e si compra la Business Idea.it
Srl (se i soci vendono) altrimenti si registra idea1.it ed il gioco e' fatto.
Inoltre io propongo che il nome a dominio dopo che e' stato restituito alla
RA in seguito a rinuncia non possa essere riutilizzato per altri 12 mesi e
sia fatto obbligo alla richiesta di tale dominio (web, posta o altro) di
una risposta del tipo: il dominio e' cambiato il nuovo dominio e' XXXXX.it
oppure il dominio e' inesistente ecc. esattamente come avviene ai telefoni
quando li disdettate.
In questo modo quindi metteremo fine al patetico commercio di dominii con
rinuncia di uno e casuale richiesta contestuale di un altro soggetto.
Lo scopo e' solo evitare che alcuni speculatori si arricchiscano
illegalmente evitando di pagare le tasse commerciando con una risorsa di
tutti come i nomi a dominio. Non si tratta di invidia perche' preferisco
che certa gente faccia qualche spicciolo in questo modo piuttosto che
truffare altrimenti il prossimo ma solo di sano realismo: non tutto cio'
esiste sulla terra e' comprabile o vendibile.
Saluti.



Alessandro Nosenzo - Business Idea.it Srl
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