Sul MAP (dintorni e traduzioni)

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Ven 26 Maggio 2000 00:37:59 CEST


Risposta ad Enzo Fogliani

>
> Caro Giorgio,
>         so che per default tutto quello che decide il CE non ti va bene  ;-))
> ma un'accusa che e' stata mossa (mi pare anche da te) all'arbitrato
> attuale, e' che non era abbastanza specifico nell'indicare le diverse
> ipotesi...

L'accusa era riferita al fatto che si voleva imporlo come obbligatorio senza
una lista dei criteri di applicabilita'  e non il fatto che mancassero soltanto i
criteri.

> A mio avviso, l'introduzione del caso nomi-cognomi non e' affatto
> ultronea, laddove ICANN specifica esplicitamente il riferimento ai
> marchi registrati. Quindi, se non mettiamo anche i nomi e i cognomi,
> essi restano esclusi. D'altra parte, se non mettiamo ne' l'uno ne'
> l'altro ci allontaniamo dalla procedura ICANN, e tanto varrebbe quindi
> non introdurla e lasciare solo il nostro arbitrato.

Come ho gia' spiegato se uno registra un nome-cognome e nessuno si
lamenta problemi non ce ne sono proprio. Se invece qualcuno,
presumibilmente uno dei corrispondenti al nome-cognome, ha la necessita'
di voler vedersi assegnato il nome che ha gia' registrato un altro, puo' attivare
il MAP se ritiene che l'altro non lo abbia registrato in buona fede e tocca poi
all'altro dimostrare la buona fede. Se questa buona fede c'e' allora per il
principio "primo arrivato primo servito" che regola le assegnazioni l'opponente
non puo' accampare ulteriori diritti. Faccio un esempio (perdonate la
pubblicita') se a registrare 'sergiotacchini.it' e'un signore che si chiama
Sergio Tacchini e lo adopera per mettere su web il suo curriculum non ci
sono possibilita' che la "Sergio Tacchini S.p.a"  anche attivando il MAP
possa accampare diritti superiori perche' esiste la buona fede e quel signore
lo ha richiesto e ottenuto prima che lo richiedesse la "corporation". Se invece
a registrare il nome e' un "maintainer" magari della Sardegna (o della
Lombardia poco importa) se la "Sergio Tacchini s.p.a" (o il signor Sergio
Tacchini) attiva il MAP diventa difficile per quel maintainer dimostrare la
buona fede quando magari il signor "Sergio Tacchini" o la Spa chiedendo
informazioni si sentono rivolgere una proposta di "acquisto"....

Il caso della registrazione che viene considerata "abusiva" in presenza
dell'elemento "ricattatorio" e' gia' presente nei criteri del MAP.
Se si vuole si puo' anche aggiungere "en-passant" per ribadire che il nome-
cognome e' un segno distintivo ma mi sembrerebbe superfluo visto che il
nome-cognome e' in ogni caso e' un segno distintivo ed e' gia'  protetto dalla
legge mentre un nome qualunque diventa un segno distintivo solo se lo
registro come marchio (diventando quindi altrettanto protetto dalla legge)

>
> Anche ICANN allora ha chiuso la stalla dopo che i buoi erano scappati.
> In ogni caso, la procedura consente di riprenderseli, questi benedetti
> buoi. Con la procedura ICANN si stanno revocando domini registrati anche
> nel 1995, quando la procedura ovviamente non esisteva...
>

NSI aveva gia' introdotto (prima del MAP) delle clausole specifiche nelle
regole per il problema dei marchi registrati. Il problema era che tale
protezione era utile solo ai detentori di marchi mentre su Internet ogni
soggetto ha diritto a pari opportunita' rispetto alla possibilita' di essere
identificato con un nome cosa che ai tempi si poteva solo avere effettuando
per primi la registrazione (in base al principio del primo arrivato primo servito)
A fronte della escalation di richieste di assegnazione di nomi, del fenomeno
del reverse domain name hijacking e del cybersquatting che comiciava
diventare meno marginale e' stato introdotto il MAP come risultato dello
studio commisionato dal governo USA a WIPO sui nomi  a dominio (il
famoso Final Report WIPO). L'approccio seguito e' stato quello di chiarire
cosa non fosse lecito invece che elencare tutti i possibili usi leciti e la base
di consenso a livello mondiale che ha ricevuto sta proprio nel fatto che i
criteri di "malafede" sono il minimo comune multiplo di tutti gli elementi che
ciascuna comunita' (governi, associazioni non profit, organizzazioni
commerciali) affacciata su Internet considera come pratiche che vanno a
danno della globalita' dei soggetti coinvolti e che quindi devono essere
scoraggiate e impedite.
Tra i due approcci (dire cio' che non si deve fare oppure elencare gli usi leciti)
sicuramente quello scelto per il MAP e' quello vincente perche' se le pratiche
poco lecite sono sempre, bene o male, riconducibili ai conosciuti difetti della
razza umana ( i sette peccati capitali per intenderci) elencare in maniera
rigida i soli possibili usi diventava sicuramente limitante (e oltretutto piu'
oneroso da mantenere aggiornato viste le curve di crescita) .

> > Il problema della retroattivita' e' riferito al fatto che all'atto della registrazione
> > del nome non stati esplicitati obblighi di sottomissione a MAP ed una
> > eventuale revoca del nome a dominio ancorche' supportata dai riscontri
> > effettuati in base al MAP credo possa essere evidenziato come atto arbitrario
> > e discriminatorio e quindi uno potrebbe anche agire nei confronti della RA.
>
> No. Con la lettera di AR chi registra si sottopone alle regole di
> naming. Basta cambiare le regole di naming sulla procedura ed esse
> automaticamente vincolano chi ha registrato il dominio. (E' esattamente
> il meccanismo sulla base del quale anche la MAP ICANN si applica ai
> domini registrati prima del 24 ottobre 1999).
>

Finora non ' e' stato cosi'  perche'  altrimenti la RA dovrebbe revocare
istantaneamente  (per mancanza di requisiti oggettivi)  i nomi che non sono
assegnabili con le regole correnti (chi glielo va a dire alla Kuwait Petroleum
S.p.a? (nome a dominio 'q8.it' )).
Il principio del mantenimento del nome assegnato indipendentemente dalla
successiva invalidazione introdotta da nuove regole e' stato sinora applicato
"rigorosamente" e "indistintamente"  dalla RA  (a cui spetta un plauso
almeno per questo) e che mantiene all'uopo la versione di tutte le regole che
si sono succedute per poter dimostrare che ogni nome assegnato esistente
ha la sua base di validita'.
Se si vuole scardinare questo assunto (un nome puo' essere invalidato da
una regola successiva e quindi revocato)  mi puo' anche stare bene ma e'
almeno necessario salvaguardare i diritti acquisiti al limite introducendo
concetti analoghi alla "usucapione".
Di primo acchito non mi sembra un argomento cosi' facile da proporre...

> > Se si considera che non e' previsto che la RA possa revocare
> > unilateralmente un nome in presenza di morosita'......
>
> La revoca per morosita' e' prevista dalla legge (inadimplenti non est
> adimplendum...)
>

Non ho titoli per dissentire o assentire sulla cosa pero'  devo rilevare che
l'approccio della RA e' finora stato quello di mantenere comunqe il nome
attivo senza pero' consentire interventi di variazione e la struttura a due livelli
(registrante/maintainer) pone la RA nel dilemma se rimuovere una
assegnazione quando e' il Maintainer a non fornire il corrispettivo e non il
registrante (che non ha nessun rapporto economico con la RA stessa) (Salvo
i rari casi di registrazione in proprio a costi astronomici)
   .
> > E' collegato nel momento in cui si vuole attribuire un effetto "retroattivo" ad
> > una regola di nuova introduzione cosa che attualmente non e'  tant'e vero che
> > viene mantenuta la storia delle regole proprio per poter giustificare l'esistenza
> > di nomi che adesso non sarebbe possibile assegnare (il mitico caso 'q8' per
> > tutti). Non e' un problema di facile soluzione e se si vuole introdurre il
> > principio della "aderenza" alle regole "correnti" bisognera' fare probabilmente
> > una sanatoria a partire da una certa data.
>
> I casi sono diversi. La norma procedurale (quale e' la MAP) si applica
> adesso anche ai domini registrati precedentemente perche' e' una norma
> di carattere procedurale, per lo stesso principio per il quale, se oggi
> inizi un giudizio per una causa del valore di 4 milioni, vai dal giudice
> di pace con il procedimento del giudice di pace, anche se quando il
> rapporto controverso e' sorto saresti dovuto andare dal pretore e
> seguire norme processuali diverse.
>
> Mentre per un atto (in questo caso l'assegnazione del nome a dominio)
> vale la norma vigente al momento (tempus regit actum...), per il diritto
> processuale vale il principio che la norma che si applica e' quella
> esistente al momento del processo.
>

Anche in questo caso non ho titoli per entrare nel merito giuridico pero' credo
che se poi la norma procedurale alla fine si concretizza in un atto come la
revoca che sconfessa l'atto originante (affermando cioe' che l'assegnazione
non era appropriata) credo si crei un circolo virtuoso e che contraddice se
stesso.

> > Se parli di "ESPROPRIO" riconosci un diritto di "PROPRIETA''" :))
>
> Per esproprio si puo' intendere anche la privazione di un diritto non di
> proprieta'
>

Ok. La lingua italiana e' ricca di sfumature  per affinare in maniera puntuale
un concetto. Probabilmente "esproprio" e' tra i termini meno appropriati
(rispetto a revoca etc..)  per esprimere  il concetto di privazione di un diritto.
(In sintesi: OK ma era forse piu' appropriato dire revoca parlando di
assegnazione in uso)

> Giorgio, visto che, sempre per default, noi del CE (ed in particolare io
> come avvocato) non facciamo altro che combinare pasticci e manovre
> oscure, perche' non sei tanto cortese da mandarci tu quella che ritiene
> la tua versione "non pasticciata" delle regole ICANN? Cosi' almeno mi
> posso divertire io a criticare qualcuno :-)

Ho spesso asserito che il CE, in taluni casi, ha posto in essere soluzioni
pasticciate e poco "professionali" ma, a mia memoria, non ricordo di aver
particolarmente insistito su manovre "oscure"  o  "trame di palazzo" :-)

Credo che "divertirsi" criticando qualcuno che si trova in diversa posizione dal
punto di vista del potere decisionale su questioni che lo coinvolgono sia in
linea generale almeno "poco elegante". (Poi ognuno e' ovviamente libero di
fare le scelte che vuole...)

Ad ogni modo, su questo specifico argomento (il MAP di ICANN), ho gia'
postato in passato una traduzione commentata e che tu hai gia' avuto modo
di criticare. (evito, in questa sede, di ritornare sulla onestamente poco
edificante polemica di allora)

Se serve lo rimando altrimenti lo si puo' tranquillamente ripescare andando
all'indietro sull'archivio della lista.

> Non e' giusto che tu abbia il monopolio della critica (seppur,
> riconosco, costruttiva!)
>

Scambiamo i ruoli ?

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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