Nomi a dominio: business o esigenza?

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Sab 27 Maggio 2000 23:37:27 CEST


Vorrei fare alcune considerazioni in merito al discorso "valore economico del
nome a dominio" e eventuali impatti e soluzioni che ritengo si possano
attuare.

Perdonatemi la modalita' e la "rinfusa" ma spero che in questo modo diventi
evidente il processo da cui scaturiscono le proposte finali.
Di seguito faccio alcune considerazioni che considero dei "capi saldi" e a tali
punti faccio poi riferimento nelle considerazioni finali.

1) Il nostro "mandato" come NA e' quello di prediporre regole che consentano
un uso efficace, coerente e razionale del "namespace"

2) Per uso del "namespace" si intende assegnare un nome ad un oggetto
per renderlo accessibile e visibile con maggiore facilita' rispetto al/ai
corrispondenti strumenti fisico (IP address e quant'altro)

3) Qualunque soggetto ha diritto alla visibilita' su internet per tramite di un
nome a dominio.

4) Un nome a dominio puo' assumere un valore economico perche'  tale
nome puo' assumere la caratteristica di segno distintivo e quando cio'
succede tale valore e' spesso paragonabile a quello di un segno distintivo
tradizionale (marchio).

5) Le esigenze di propria visibilita' di un soggetto sono ampie a piacere ma
comunque un numero finito.

6) L'allocazione di risorse del "namespace" oltre le reali esigenze di visibilta'
di un soggetto costituisce in se' un uso incoerente (spreco)  del namespace
se si considerano i punti 2 e 3

7) Nonostante il namespace di cui abbiamo la responsabilita' regolatoria sia
tecnicamente ampio,  per effetto del punto 2 (facilita' di identificazione) il
campo "efficacemente utile" si restringe ad un insieme comunque finito di
identificatori utili (ancorche' ampio ) e pertanto l'incoerenza citata nel punto 6
non puo' essere considerata solamente virtuosa ma di comunque misurabile
impatto reale (piccolo o grande a piacere) sul namespace.

8) Il mandato della NA non e' quello di sviluppare o deprimere il business
delle registrazioni.

9) Il business delle registrazioni e' possibile quando e' possibile acquisire
risorse del namespace oltre le proprie esigenze di visibilita'  in quanto tali
allocazioni hanno un potenziale valore economico (punto 4) per soggetti
terzi..

10) Il business delle registrazioni comprende inoltre la facolta' di assumere il
ruolo di raccolta, processo,attivazione delle richieste di assegnazione
(shared registrar)

11) Non e' compito della NA valutare le reali esigenze di visibilita' di un
soggetto.

12) E' un dovere morale per la NA predisporre le regole per l'allocazione delle
risorse del namespace in modo da rendere il piu' basso possibile il rischio di
abusi in merito alle entita' coinvolte ovvero il "namespace" stesso, i
registranti, i registrars e i maintainer.

Ok. (il primo malloppo e' digerito) seguono le proposte/considerazioni

Scusate la rinfusa ma i punti precedenti mi servono per suggerire alcune
soluzioni ad alcuni thread che sono apparsi in lista:

- Facilitare il business delle registrazioni.

Non sembrerebbe sia compito esplicito della NA sviluppare il business delle
registrazioni nondimeno le eventuali azioni della NA non devono comunque
reprimere qualora cio' diventi effettivamente un business. Nella situazione
corrente c'e sicuramente spazio per il business citato nel punto 8 ma non
per quello citato nel punto 10.  Dei due business (8 oppure 10) il secondo
non impatta sul "namespace" mentre il primo - che incide direttamente sul
namespace - comporta una serie di rischi (abusi,accaparramento) oltre a
costituire - in virtu' del punto 6 e 7 ad un rischio reale di uso incoerente.
Se comunque fosse il mio compito sviluppare il business delle registrazioni
tenderei in ogni caso a privilegiare i miei sforzi per ampliare le possibilita'
rispetto al 10 e non all' 8.

- Accaparramenti,abusi

Se considero vincolante il punto 1 allora e' sicuramente almeno doveroso il
punto 12 (e forse presto avremo il MAP) e dobbiamo pero' anche tenere in
considerazione il punto 7. Rispetto a tali considerazioni ed al punto 5 la
possibilita' attuale di ciascun soggetto di poter allocare una quantita' infinita
di risorse del namespace  e' in stridente contrasto con il mandato.
Dati per assodati i punti 3 e 11 ritengo si debba comunque giungere ad un
compromesso e introdurre un limite quantitativo (spostabile con facilita' in
funzione di mutate condizioni del "mercato") in modo da poter tutelare il
namespace senza ingessare le esigenze di visibilita' o di business.
Prima della completa liberalizzazione si era in una situazione in cui ad ogni
entita' veniva assegnato un solo nome a dominio mentre a soggetti a cui era
riconosciuto lo stato di 'business operator del settore TLC'  [gli autorizzati ai
sensi del DPR vattelapesca (scusate ma non mi ricordo il numerino)] era
concessa la possibilita' di rendersi visibili con limitate ulteriori allocazioni di
nomi che dovevano essere messe in rigida e stretta correlazione con servizi
forniti (il business di allora).
Tale regolamentazione (dal punto di vista degli eccessi) ha funzionato tutto
sommato abbastanza bene . Purtroppo tale regolamentazione aveva il vincolo
di essere "statica" e le progressive necessita'  anche di soggetti non
'operatori TLC' hano creato la spinta affinche' si facesse cadere il limite di un
solo nome (aziende con piu' prodotti e servizi da rendere visibili etc...) che
pero' e' stata rimosso senza tenere conto di eventuali effetti indesirati di
accaparramento o squatting.
In assenza di numeri certi o accertabili riferito alle esigenze di visibilita'
(punto 5)  mi sento di proporre di stabilire un limite al numero di
assegnazioni possibili per soggetto istituendo nel contempo un meccanismo
semi-automatico di revisione che ampli questo limite in presenza di
sofferenza diffusa.
Mi spiego meglio: se noi poniamo un limite iniziale di 20 nomi e istituiamo
una procedura per cui chi desidera un numero di nomi superiore a 20 effettua
una richiesta formale possiamo misurare efficacemente quanti sono i
soggetti che hanno tali necessita'  e si puo' stabilire una soglia percentuale
di richieste ricevute oltre la quale e' necessario rivedere i limiti di allocazione
ed eventualmente ampliare il limite di 20 in 40,150 o 5000 o quant'altro.
Operando in tal modo riusciamo a fare il tuning esatto sulle esigenze della
community che registra i nomi a dominio sia che queste registrazioni
vengano richieste per reali esigenze di visibilita'  sia che vengano richieste
per ragioni di business delle registrazioni.  In tal modo avremo uno strumento
che non ingessa l'usabilita' ed inoltre impedisce o almeno limita gli eccessi
di singoli che sono sicuramente a danno del namespace e degli altri
registranti.

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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