Risposta a F.Cross su vendita nomi a dominio

Griffini Giorgio grigio a MEDIAPOINT.IT
Dom 28 Maggio 2000 02:31:53 CEST


Il tono del suo messaggio sembra fortemente orientato alla associazione
diretta "nome a dominio"-->"business" e le mando questa risposta con la
premessa di non avere alcuna intenzione di convincerla diversamente ma di
poterle eventualmente dare qualche spunto di riflessione su quale riverificare
(a sua discrezione, qualora volesse farlo)  l'effettiva corrsipondenza delle
affermazioni che ha fatto.

> 481229803398374426442198455156736
> Questo dovrebbe essere il numero di domini possibili .it . Qualcuno ha
> paura che finiscano?

Senza polemica (e per eventuale sua curiosita' se non lo ha mai fatto), provi
a pensare ad una parola inglese associabile ad un possibile business e a
fare la verifica se e' ancora disponibile il corrispondente nome a dominio nel
tld '.com'...

> Internet e` solo un mezzo di comunicazione? E il NASDAQ cos'e`, una fiera
> di paese? Il web e` uno spazio da burocratizzare? Si per coerenza con le nostre
> tradizioni!
> Consideriamo il profitto, la speculazione, il commercio come un male o come
> delle molle inevitabili? Allora chiudiamo anche le borse.
> Chi registra troppi nomi va punito? E` necessario obbligare a comunicare
> perche` si registra un dominio? In tutti i campi dalle medicine alle auto
> sono stati accaparrati nomi per i prodotti dei prossimi 100 anni, i marchi
> piu` svariati sono registrati in tutto il mondo senza un utilizzo immediato.
> Un dominio non e` un numero IP, e` un oggetto virtuale unico e` quindi di
> valore unico.

In internet la visibilita' deve essere garantita anche a chi non ha un marchio o
un prodotto da commercializzare ma anche a chi ha solo una idea da
difendere o una proposta da fare.
Pensi che e' della stessa opinione sopratutto WIPO che e'  il "covo" dei
possessori di marchi registrati...

>
> Esistono due filosofie:
> 1) rifiutare il mercato, mettere il nostro contesto in una condizione
> penalizzata rispetto agli altri, burocratizzare, rendere poco trasparente e
> venire in ogni caso raggirati dal mercato, avendo pero` creato poca
> giustizia e molte distorsioni
> 2) assecondare il mercato anticipandone le esigenze, creando le condizioni
> per competere al meglio, liberalizzando e portando tutto alla luce del
> sole, definendo poche ma semplicissime regole che intervengano soprattutto
> all'atto della registrazione, definendo regole non piu` castranti degli
> altri pena una nuova ondata di emigrazione (virtuale?).

Per il semplice fatto che Internet non e' una cosa solo "commerciale" ma
nemmeno solo "accademica" o "idealista" i modelli estremi (in un verso o
nell'altro) non hanno nessuna possibilita' di funzionare.

Se una organizzazione commerciale preferisce non addentrarsi in un
segmento di mercato in cui non ha mano sufficientemente libera per proporre
un prodotto qualitativamente o quantitativamente appetibile altrettante
organizzazioni commerciali stanno lontane da segmenti di mercato senza
regulation in cui non e' possibile fare adeguate politiche di protezione degli
investimenti.
Come di consueto la strada giusta e' nel mezzo, non negli estremi.

> Basterebbe un controllo sui marchi gia` registrati al momento della
> registrazione di un dominio.

Le pare semplice? Nell'ambito dei marchi e' possibile la registrazione di
marchio anche in presenza di uno identico o simile se le due registrazioni
fanno riferimento a classi merceologiche distinte e non confondibili.
Con i nomi a dominio non e' possibile registrare piu' volte lo stesso nome e
difficilmente e' pensabile (come lei stesso disapprova) dover allegare un
"temino" a cui fare riferimento e che spiega l'uso che viene fatto, per poterne
classificare la classe di utilizzo e quindi verificare se infrange un marchio
esistente o meno per quella classe...( a maggior ragione non sarebbe
altrettanto corrispondentemente equo rifiutare una registrazione per una
classe d'uso in presenza di analogo marchio in tutt'altra classe merceologica)

> Non c'e` nulla da fare gli italiani sono pervasi da smania legiferatrice e
> regolamentatrice, non credibile. In questo paese facciamo le leggi per non
> rispettarle, investiamo energie per aumentare la burocrazia.
> Tra poco dovremo scrivere ogni mese un piccolo temino su ogni dominio da
> noi registrato e inviarlo all'authority e a Passigli; i migliori verranno
> premiati pubblicamente con il titolo di CAVALIERE!!

Sulla smania legiferatrice posso anche darle ragione, ma onestamente non
mi scandalizzo sul fatto che molti possano anche preferire, tra una
situazione di "assenza di regole" e una di "ingessamento da sovra-
regolamentazione"  la seconda perche' ingessa si' lo sviluppo ma anche
l'abuso...E' solo una questione di obiettivi o priorita'...

>
> E` questo il fantastico segreto della nostra italianita`, della nostra
> unicita`, anche nei domini, che tutto il mondo ci invidia!
>
Credo che molti nel mondo ci invidino le capacita' enunciate da quel "Italians
do it better..." che ha assunto quel valore proprio perche' non sono state le
italiane a dirlo...:)) (pizza e mandolino vengono molto dopo nella scala delle
invidie...)

Cordiali Saluti
Griffini Giorgio



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