Nomi a dominio: business o esigenza?

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Mer 31 Maggio 2000 18:52:07 CEST


> From: Griffini Giorgio <grigio a mediapoint.it>

> Di seguito faccio alcune considerazioni che considero dei "capi saldi"

Commento senza cappellino i punti:



> 1) Il nostro "mandato" come NA e' quello di prediporre regole che consentano
> un uso efficace, coerente e razionale del "namespace"

OK.

>
> 2) Per uso del "namespace" si intende assegnare un nome ad un oggetto
> per renderlo accessibile e visibile con maggiore facilita' rispetto al/ai
> corrispondenti strumenti fisico (IP address e quant'altro)

OK.


> 3) Qualunque soggetto ha diritto alla visibilita' su internet
> per tramite di un nome a dominio.

Ho dei dubbi su questo punto, anche perche` non e` detto che debba
essere un dominio di secondo livello, che abbia il diritto di
scegliersi il nome, ecc. (non sto proponendo nulla del genere..)


> 4) Un nome a dominio puo' assumere un valore economico perche'  tale
> nome puo' assumere la caratteristica di segno distintivo e quando cio'
> succede tale valore e' spesso paragonabile a quello di un segno distintivo
> tradizionale (marchio).

OK.


> 5) Le esigenze di propria visibilita' di un soggetto sono ampie a piacere ma
> comunque un numero finito.

E` difficile valutare quant'e` questo numero. Io sono un matematico,
e trovo che gli unici numeri "sensibili" sono 0, 1 e infinito...


> 6) L'allocazione di risorse del "namespace" oltre le reali esigenze
> di visibilta'
> di un soggetto costituisce in se' un uso incoerente (spreco)  del namespace
> se si considerano i punti 2 e 3

Non necessariamente. Saro` un bieco consumista, ma parlo di spreco
se si perde qualcosa....

> 7) Nonostante il namespace di cui abbiamo la responsabilita' regolatoria sia
> tecnicamente ampio,  per effetto del punto 2 (facilita' di identificazione) il
> campo "efficacemente utile" si restringe ad un insieme comunque finito di
> identificatori utili (ancorche' ampio ) e pertanto l'incoerenza
> citata nel punto 6
> non puo' essere considerata solamente virtuosa ma di comunque misurabile
> impatto reale (piccolo o grande a piacere) sul namespace.

Anche il battere d'ali di una farfalla ha un impatto reale per fare
gli uragani... Occorre fare il conto su *quanto* sia l'impatto. A mia
stima spannometrica, si puo` ottenere almeno un miliardo di nomi "sensati".


> 8) Il mandato della NA non e' quello di sviluppare o deprimere il business
> delle registrazioni.

OK.

>
> 9) Il business delle registrazioni e' possibile quando e' possibile acquisire
> risorse del namespace oltre le proprie esigenze di visibilita' in quanto tali
> allocazioni hanno un potenziale valore economico (punto 4) per soggetti
> terzi..

No. Il famoso esempio di Virgilio by Matrix fondamentalmente e` stata
l'acquisizione di una risorsa e la sua valorizzazione successiva.
C'era l'esigenza di visibilita` diversa da quella di Matrix.


> 10) Il business delle registrazioni comprende inoltre la facolta'
> di assumere il
> ruolo di raccolta, processo,attivazione delle richieste di assegnazione
> (shared registrar)

Maybe.


> 11) Non e' compito della NA valutare le reali esigenze di visibilita' di un
> soggetto.

OK.


> 12) E' un dovere morale per la NA predisporre le regole
> per l'allocazione delle risorse del namespace in modo da rendere
> il piu' basso possibile il rischio di
> abusi in merito alle entita' coinvolte ovvero il "namespace" stesso, i
> registranti, i registrars e i maintainer.

... compatibilmente con la semplicita` di registrazione "non abusiva".
Preferisco un po' di abusi a un peggioramento della registrazione tipo
perche` occorre andare a farsi lo scan della retina :-)


> Se comunque fosse il mio compito sviluppare il business delle registrazioni
> tenderei in ogni caso a privilegiare i miei sforzi per ampliare
> le possibilita' rispetto al 10 e non all' 8.

Personalmente sono d'accordissimo...


> Se considero vincolante il punto 1 allora e' sicuramente almeno doveroso il
> punto 12 (e forse presto avremo il MAP) e dobbiamo pero' anche tenere in
> considerazione il punto 7.

Le mie premesse sono diverse :-)


> Prima della completa liberalizzazione si era in una situazione in cui ad ogni
> entita' veniva assegnato un solo nome a dominio mentre a soggetti a cui era
> riconosciuto lo stato di 'business operator del settore TLC'  era
> concessa la possibilita' di rendersi visibili con limitate
> ulteriori allocazioni di
> nomi che dovevano essere messe in rigida e stretta correlazione con servizi
> forniti

E c'erano gli abusi gia` allora :-)

Una mia proposta era stata di contingentare il numero di
richieste *per unita` di tempo*, ma purtroppo non e` stata
approvata... non si puo` avere tutto dalla vita :-(

ciao, .mau.



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