R: proposta di contributo della N.A. al convegno CO.ES.IN.

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a ELETTRA.TRIESTE.IT
Gio 2 Nov 2000 10:36:34 CET


> Caro Claudio, a parte la necessita' di eseguire un controllo ortografico
> sul documento, che forse quello strumento proprietario che stai usando
> per scrivere e' in grado di fare, pur con i suoi limiti :-) , mi sembra
> che alcune domande nella parte finale siano senza risposta.

... lo so che non ho fatto lo spelling check...

:-)

Le domande della parte finale in realta' non riguardano espressamente gli
aromenti di cui si occupa la N.A. per cui ho risposto solo nei casi dove
puo' essere comunque utile dare almeno una indicazione.

> Poi vorrei capire l'approccio che deve essere dato nelle risposte, visto
> che hai sicuramente maggiore esperienza nel trattare con l'interlocutore;
> mi sembra che quello che hai gia' esposto utilizzi sigle ecc. forse
> sconosciute ai
> piu' e non spiegate, ritieni che il lettore sara' competente a sufficienza?
> O forse ci vuole un "glossario"?

Ci capiscono ci capiscono... le sigle le conoscono tutte.

> Poi un aspetto piu' filosofico: gli organi di autogoverno di internet si
> ritiene che debbano avere un imprimatur legale e quindi che il nostro
> governo,
> immagino in concerto con gli altri, debba fare qualcosa, oppure quello che
> si vuole mettere in evidenza e' che la rete se e' arrivata fin qui e'
> perche'
> non ha bisogno di questo apporto? Oppure ne ha bisogno da ora in poi?

significa entrambe le cose: Internet ha camminato da sola, con il "tacito
assenzo" dei governi sino a qui, e deve continuare a camminare in
autonomia anche in futuro, ma e' ora che in certi campi i governi
intervengano perche' li non e' Internet a dover intervenire, ma loro.

> Una domanda astratta tanto per capire la lista come ne pensa: supponiamo
> che fornisca l'accesso ad Internet ad una comunita' di utenti che conosco
> personalmente e verifichi dei tentativi di abuso dall'esterno diretti verso
> i miei utenti ignari, sono tenuto a fare il routing da e per tutti gli
> indirizzi
> IP oppure posso a mia discrezione previo avviso agli utenti decidere di
> filtrare
> quegli indirizzi che sono generatori di abusi? (Lasciamo per il momento da
> parte la questione che siamo tutti galantuomini e forse e' per questo che
> Internet funziona dopotutto)
> Questo si puo' tradurre in: siccome sono io che pago per il trasporto dei
> dati
> sulla mia rete sono tenuto a pagare per tutti oppure ho potere di
> trasportare
> solo quello che voglio? In questo secondo caso se la convenzione tra me e te
> per passarci i dati include di non far passare quelli che l'autogoverno e i
> suoi organi decidono come non in linea con la pratica di utilizzo della rete
> (leggi netiquette e quant'altro) e un terzo se si vuole connettere deve
> aderire
> alle stesse regole, allora l'autogoverno e' effettivo e una legge
> italiana/francese/USA
> ecc e' di piu' perche' essa in ogni caso non puo' superare i confini e di
> fatto provocherebbe solo spostamenti degli operatori dominanti con
> pregiudizio
> per quelli minori residenti nel paese piu' restrittivo...
> Se invece io non ho potere su quello che pago per trasmettere (e'
> possibile???)


La tua e' la domanda che esiste dall'inizio: Internet e' una "federazione
non scritta di reti private tra loro del tutto indipendente ed autonome".
Quindi sui confini delle reti private possono venire applicate le policy
(di qualsiasi tipo) che il proprietario della rete privata decide. Questo
e' il tipico caso in cui i governi forse hanno poco o nulla da dire.

Quello che invece devono dire, e chiaramente, e' come e' dove certe
attivita' sulla rete siano legali o siano illegali, e dobbiamo aiutarli a
scrivere legislazioni corrette e coerenti con il fatto che anche le "reti
private" non sono confinate entro le singole nazioni.

> e' il caso di definire chi ce l'ha; ma anche in questo caso lo puo' fare un
> governo nazionale o forse e' meglio che questo faccia solo da osservatore ed
> utilizzatore?

Come ho detto sopra, il "proprietario" della sua rete privata puo'
definire il suo diritto di filtrare quello che vuole. Se poi la "rete
privata" e' un venditore di servizi ai propri utenti, e' il contratto tra
il fornitore di servizio ed i propri utenti che deve regolare la cosa.

ciao!
Claudio Allocchio



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