Domini di terzo livello e domini geografici

Elio Tondo elio a XTREME.IT
Sab 4 Nov 2000 14:34:50 CET


enzo a enzoviscuso.it scrive:

> Ho trovato dei siti registrati sotto domini geografici non pertinenti.
> Ma la RA non verifica piu' ?
> Andando ad indagare ho scoperto che questi domini geografici sono, ad esempio,
> .co.it, .or.it, .tv.it.

Anche .at.it, .is.it e .to.it, piuttosto "appetibili" a livello internazionale,
per ovvi motivi anglofoni.

> Cioe', cosa si sta facendo?

Ognuno registra i domini che gli piacciono di piu`, rispettando la versione
corrente delle regole di naming, che da quando hanno rimosso il vincolo per cui
organizzazioni ed aziende a carattere locale erano OBBLIGATE a registrarsi
sotto i domini geografici (principale motivo, a mio parere, della "fuga" verso
i gTLD) di riflesso hanno implicitamente reso disponibili tali domini a
chiunque, anche non residente nelle zone di pertinenza. A suo tempo ho
consultato accuratamente tali regole e, non avendo trovato controindicazioni,
ho registrato alcuni domini di tale tipo. Altri l'hanno fatto in maniera
massiccia, registrando praticamente qualsiasi frase inglese di senso compiuto
terminante per .at.it, .to.it e .is.it, tanto per fare qualche esempio.

> Si utilizzano le sigle di alcune provincie per "simulare" la situazione inglese
> (.co.uk, .or.uk, etc.).

No, solo perche` i domini registrati "suonano bene". Io ho registrato go.to.it,
ad esempio. Per farci un servizio di redirect, o qualcosa del genere, quando ne
avro` tempo e voglia. Ne ho provati anche altri, come ad esempio who.is.it
(ottimo per un servizio di pagine bianche...) ma qualcuno ci aveva pensato
prima...

> Vorrei sapere dalla lista cosa ne pensa e dalla RA se cio' e' regolare,
> che se e' cosi' comincio anche io a "venderli".

La RA applica accuratamente le regole di naming fatte dalla NA, ne` piu` ne`
meno. Stai tranquillo che se ti registrano un dominio, le regole sono
rispettate, nella loro versione in vigore al momento della registrazione.
Ovviamente questa e` la mia opinione, non parlo certo a nome e per conto
della RA.

> E, se e' cosi', allora adottiamo subito .org.it, .com.it, .edu.it, .net.it e cosi' via
> mmettendo delle regole (come da mio precedente messaggio).

Su questo mi permetto di dissentire, dal punto di vista puramente "estetico" e
di conseguenza considerando i riflessi applicativi, anche in senso
"commerciale", di ogni scelta del genere. Come ho detto prima, il periodo in
cui la registrazione sotto i domini geografici e` stata obbligatoria e` stato
quello piu` oscuro della registrazione dei domini in Italia, e quello in cui le
aspirazioni delle aziende di avere un nome a dominio appetibile sono state piu`
frustrate. Chi voleva un nome "decente" ha iniziato a registrarsi sotto i gTLD,
cosa ritenuta dapprima stravagante o addirittura "scorretta", poi sempre piu`
usuale. I nomi a dominio piu` appetibili sono brevi, obbligare al suffisso a
seconda della categoria sarebbe utile per ampliare il namespace ma deleterio
per le applicazioni pratiche, e spingerebbe di nuovo le registrazioni verso i
gTLD e pseudo-tali (vedi i vari .ws .cc .nu .to .tv .md etc.).

Se hai voglia di parlarne in maggiore dettaglio, possiamo anche continuare in
lista isoc.it alla quale mando per conoscenza.

Ciao

Elio



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