Fw: Fw: Re: La stampa "contro" Internet

isoc a ENZOVISCUSO.COM isoc a ENZOVISCUSO.COM
Sab 4 Nov 2000 19:35:47 CET


Vi rinvio un commento di un mio amico relativo al
messaggio di Alfredo  Cotroneo.
Enzo Viscuso

----- Original Message -----
From: "Marco Mazzei" <marco.mazzei a mondadori.com>
To: "isoc forum" <isoc_forum a listserver.isoc.it>
Sent: Saturday, November 04, 2000 5:51 PM
Subject: Re: Fw: Re: La stampa "contro" Internet


eei> Vi forwardo un messaggio arrivato sulla lista della NA
eei> e la mia relativa risposta (non so se il mittente e' anche dei nostri).

eei> ----- Original Message -----
eei> From: "Alfredo Cotroneo" <alfredo a cotroneo.org>
eei> To: <ITA-PE a NIC.IT>
eei> Sent: Saturday, November 04, 2000 11:06 AM
eei> Subject: La stampa "contro" Internet

eei> volevo segnalarvi un mio ascolto casuale ieri pomeriggio (sabato 3/11/2000)
eei> su radio parlamento che mi ha un po' preoccupato. Era in onda un convegno
eei> della stampa italiana che si teneva in Umbria e vi e' stato un accenno ad
eei> una proposta di legge pronta per l'approvazione che dovrebbe regolamentare
eei> l'uso dei siti Web di informazione e Internet in generale. L'accento era
eei> chiaramente "lobbystico", parlava il presidente della stampa italiana,
eei> chiaramente come ha accennato per difendere le posizioni della propria
eei> categoria (con sempre meno lettori) ed evidentemente contro la concorrenza
eei> dilagante di Internet anche nel suo settore.

[...]


Enzo, se giri il mio messaggio anche alla lista di provenienza,
ti ringrazio.

Ero presente al convegno in questione (Nella rete della rete,
per un'informazione di qualita'). Qualche precisazione.

1) il messaggio si riferisce forse all'intervento di Paolo
Serventi Longhi che e' il segretario del sindacato e non
il presidente della "stampa" (ordine, forse?) che non esiste
nemmeno.
2) non esiste alcuna proposta di legge sull'argomento
citato: esiste un dibattito sulla questione
3) il riferimento alla "legge" e' stato fatto circa la
registrazione in tribunale delle testate telematiche
(la registrazione e' obbligatoria per "Il corriere
della sera", facoltativa per il "Il corriere della sera on line")

Sui giornalisti in quanto categoria credo che tutti possano
dire un sacco di pessime cose, quindi non ne ricordero'
nessuna. Voglio solo testimoniare che sulla questione Internet
si e' aperto un dibattito "interno" che definirei interessante.
Non facile, come si puo' immaginare, ma costruttivo. E ci sono
segnali positivi, forse piu' forti di quelli negativi.
Faccio parte di una commissione (beh, si', ancora non ci siamo
liberati del tutto di certi schemi...) che, all'interno del sindacato,
si occupa proprio dell'informazione on line. Ci sono, come e'
ovvio, le posizioni di chi vorrebbe un recinto su Internet
dedicato alla categoria e di chi tenta di ragionare sul
problema. Come si sara' capito dai precedenti interventi sulla
questione della pedofilia, io non mi sognerei mai di pensare
a un qualche controllo dell'informazione sulla Rete o a
categorie autorizzate a informare per legge. Il mio problema,
pero', e' un altro e che con Internet c'entra poco. Il mio
problema e' che con la scusa (e sottolineo scusa) della new
economy molti editori stanno costruendo "redazioni" del tutto
atipiche, piene di stagisti, ragazzi con contratti a termine,
di formazione e lavoro, ecc.ecc. In molti stanno affidando
l'informazione a gruppi di lavoro molto giovani, impreparati
(preparatissimi sulla Rete, ma del tutto inesperti su tutto
il resto) e, soprattutto, ultra ricattabili. I giornalisti
saranno anche antipatici, ma con il controllo dell'informazione
nelle mani di pochi gruppi mediatici se diventano anche
ricattabili e' finita.
Il rischio, tra l'altro, e' che con il naturale assestamento
delle decine di iniziative "informative" on line (da qui a un
anno che cosa restera' di tutti i portali e testate telematiche?),
questa massa di precari sia rispedita sul mercato del lavoro,
all'insegna della flessibilita'. In altre parole, disoccupati.

Il problema (e la battagia) quindi non e' tentare di mettere
le mani sull'informazione, impendendo che su Internet circoli
liberamente come e' giusto che sia, ma impedire che qualcuno
usi la scusa della liberta' per condizionare nei fatti l'informazione.

Io non ho una soluzione, ma ci tenevo a dire che ci stiamo
lavorando e seriamente. E che per molti di noi non si tratta
di una battaglia corporativa.

I giornalisti sono antipatici da anni per un sacco di buone
ragioni, io sarei prudente nel pensarli ancora piu' antipatici
sulla "questione Internet" perche' penso sia opportuno in
questa fase concentrare le antipatie un po' piu' in alto.

Ciao,

--marco



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