Domini di terzo livello e domini geografici

Vittorio Bertola vb a VITAMINIC.NET
Dom 5 Nov 2000 22:57:42 CET


On Sat, 04 Nov 2000 14:34:50 +0100, you wrote:

>ho registrato alcuni domini di tale tipo. Altri l'hanno fatto in maniera
>massiccia, registrando praticamente qualsiasi frase inglese di senso compiuto
>terminante per .at.it, .to.it e .is.it, tanto per fare qualche esempio.

La mia opinione personale e' la seguente: per registrare un nome
dentro un ramo geografico devi provare di avere un legame con tale
realta' geografica - ad esempio avere una sede in tale provincia.
Naturalmente questo pone potenzialmente un grande carico di controllo,
ma su questo avrei un approccio pratico: non e' importante che la
regola venga controllata strettamente a priori, ma e' importante che
esista in modo che, nel caso di contestazioni o problemi, si possa
indagare ed applicarla.

Non capisco perche' io, che sono di Torino, nel momento in cui voglia
aprire un sito .to.it debba fare lo slalom tra migliaia di
registrazioni gia' fatte da persone e aziende di New York o Berlino, e
che rendono di fatto un buon nome sotto .to.it raro quasi come un buon
nome sotto .net o .org.

>La RA applica accuratamente le regole di naming fatte dalla NA, ne` piu` ne`
>meno. Stai tranquillo che se ti registrano un dominio, le regole sono
>rispettate, nella loro versione in vigore al momento della registrazione.

Ehm... il presidente ricordera' che qualche mese fa chiesi e ottenni
la cancellazione del dominio www.to.it, che la RA aveva
tranquillamente lasciato registrare :-)

--
.oOo.oOo.oOo.oOo vb.
Vittorio Bertola     <vb a vitaminic.net>    Ph. +39 011 23381220
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