A futura memoria

fleone a SISTEMIA.COM fleone a SISTEMIA.COM
Ven 10 Nov 2000 20:46:00 CET


Ho letto il commento di "Control C" all'Avv. Fogliari e la relativa
risposta...

: |

Scusate, mi rendo  conto di essere esclusivamente un tecnico per cui
probabilmente  manco dell'opportuno punto di vista, ma, leggendo questo
scambio di messaggi mi sorge immediatamente un dubbio.

Prima di esprimerlo, per˛, vorrei immediatamente chiarire che non ho
intenzione di fare polemica, ho seriamente un dubbio che espongo
immediatamente in lista per un confronto.

Le domande che mi son venute in mente sono quelle che da sempre l'uomo si
pone... Ma allora chi siamo ?? e cosa facciamo ??

Immagino, dato il ns. attuale nome "Italian Naming Authority ", che siamo ad
oggi la massima autoritÓ nel campo della definizione delle regole di Naming
dei nomi dei domini del TLD ".it"

Non avendo forse una opportuna percezione storica dei fatti, ad oggi in
effetti non so se siamo stati investiti di tale autoritÓ da qualcuno
(immagino per esempio il Ministero delle telecomunicazioni) o se ci siamo di
fatto costituiti come tali. In entrambi i casi operiamo per definire le
regole di naming per tutto il TLD.
Immagino e forse spero che queste regole vengano applicate a tutti gli
attori del TLD senza alcuna distinzione per dimensione o "peso" dei
richiedenti. Quindi immagino, che, riguardo a ci˛ che ci Ŕ di competenza,
dobbiamo necessariamente essere noi a proporre, regolare, normalizzare e
regolamentare l'utilizzo dei nomi
Capisco che non abbiamo alcun potere esecutivo per cui non possiamo andare
oltre alla semplice definizione delle regole, ma credo abbiamo il diritto,
se non addirittura il dovere formale, di definire delle regole di buon
comportamento per, appunto, cercare di normalizzare la definizione dei nomi,
fornire in pratica una specie di "nameetiquette"
Scusate, capisco di essere solo un neofita, ma sino ad oggi ho sempre visto
la N.A. come una specie di consiglio di saggi che pur non avendo poterei
esecutivi specifici, Ŕ al servizio dell'intera comunitÓ del TLD ".it".
Essere al servizio significa anche definire le norme basilari di
comportamento, consigliando, guidando e accompagnando l'intera comunitÓ
nella sua crescita.
Allora se siamo ci˛, non serve e non si deve distinguere tra le diverse
forme degli attori, sia che essi siano alle dirette dipendenze di un
ministero, piuttosto che essere privati cittadini, piuttosto che grandi
aziende, piuttosto che piccole realtÓ artigianali.
Le regole,  sono quelle stabilite per tutti.
Naturalmente al di lÓ del TLD ognuno di noi Ŕ libero di definire i propri
nomi a suo piacimento, e sottolineo libero, ma credo sia efficace riuscire a
dare una specie di norma alla quale poter fare riferimento nella ricerca di
una normalizzazione globale.

Ed Ŕ anche per questo che nel mio ultimo intervento, ipotizzavo anche un
Team in grado di studiare il fenomeno dell'uso illecito dei server di posta
per azioni di spamming, per appunto consigliare i postmaster italiani sulle
regole minime da adottare in questi casi, ono solo per arginare il problema,
ma per essere giÓ pronti prima della prossima evoluzionedegli attacchi.
Probabilmente la N.A., che si occupa solo di problematiche di Naming non Ŕ
l'ente idoneo, ma ricordiamoci che se il nostro compito Ŕ accompagnare con
opportune regole la crescita  del TLD, Ŕ giusto per esempio, richiedere
garanzie opportune ai postmaster,  magari  regolamentando l'uso degli open
relay ed inserendo verifiche di questo tipo  in maniera periodica  e non
solo in fase di registrazione.

In pratica, se siamo un consiglio di "saggi"  abbiamo il dovere morale non
solo di definire le regole, ma anche di vegliare sulla crescita prendendoci
cura di eventuali anomalie
Lo so, son finito fuori dal seminato. Scusate.

In pratica fatemi capire per favore chi siamo e cosa siamo.

Se siamo ci˛ che immagino,  abbiamo il diritto ed il dovere di definire
anche le regole di normalizzazione dei nomi, problematica venuta fuori con
l'sempio delle scuole, ma che immagino si applichi a tutti gli enti per
esempio che ne so... gli  ospedali ?? Naturalmente l'utilizzatore finale Ŕ
libero di definire  il proprio comportamento in rete.

......ho detto "se"...  : )

Grazie per l'attenzione
Saluti.

Lo so... sono prolisso :)

Stefano Fabio Leone
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