SPAM: Fw:: Un "sondaggio" e 7 buone azioni...

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mer 15 Nov 2000 23:34:47 CET


Commento:
>
> Quindi se radicali.it trae vantaggio da uno spam fatto da radicali.org (o
> quello che e') dovrebbe essere comunque sanzionato, a meno che la carissima
> signora Bonino non dichiari di essere estranea allo spam.
>
> Ripeto: non nascondiamoci dietro un dito.
>
>

Non si tratta di nascondersi dietro un dito, e' che l'unica possibilta' di azione
[ in linea teorica (lo spiego in seguito) ] puo' essere esercitata solo nel caso
di una registrazione nel TLD .it. Dico in linea teorica perche' putroppo sulla
LAR, viene sottoscritto solo un impegno 'formale' a rispettare le regole di
Netiquette (RFC 1855 suppongo...) che peraltro poi non sono nemmeno
presenti sul sito RA (o forse sono nascoste molto bene...)
Dico 'formale' in quanto associato alla dichiarazione d'impegno non v'e' una
possibile sanzione nel caso questo impegno non venga rispettato cosa che
invece e' ben evidenziata (revoca del nome a dominio ) nel caso di
dichiarazione falsa.
La cosa potrebbe assumere valenza diversa aggiungendo al punto b) delle
lettere di assunzione la frase ' pena la revoca del nome assegnato.' ma a
questo punto si aprirebbe un altro fronte ovvero quello della correlazione
causa-effetto tra azioni che potrebbere essere disgiunte.
Mi spiego meglio: specificando tale clausola si acquisisce lato 'nic.it' la
possibilita' di sanzionare un comportamento che non necessariamente
potrebbe essere nell'area di osservazione diretta del 'nic.it' stesso.
Se un soggetto fa spam da un dominio '.com' verso utenti di un altro '.com'
pubblicizzando un sito su '.net'  viola la Netiquette comunque e potrebbe
essere sanzionato con la revoca di un '.it' di cui e' eventualmente
assegnatario.
Il rischio pero' e' quello di esasperare l'ambito delle sanzioni a comportamenti
poco attinenti (ripetuti parcheggi in divieto di sosta,  invio di messaggi poco
interessanti o quant'altro si voglia pensare)

Inoltre, la sanzionabilita' sarebbe limitata ai soli detentori di nome a dominio
e non ci sarebbe modo  ragionevole di applicarla a singoli utenti di posta di
provider di ampia diffusione perche', volenti o nolenti , lo SPAM e' una mera
questione di 'contenuto' del messaggio e di come questo 'contenuto'  viene
percepito dal destinatario.
Se vale il concetto della non responsabilita' del provider in relazione al
contenuto dei siti web ospitati non vedo onestamente su che base si voglia
poi entrare nel merito di questi altri 'contenuti'.

Se una soluzione si deve cercare, credo che si debba basare piu' sul lato
tecnico che su un enforcemnt di una 'policy' che, per quanto possa essere
dettagliata ed esteso geograficamente l'ambito di applicazione, lascia per
forza di cose 'paradisi'  in cui gli spammer di professione riescono comunque
ad agire indisturbati.

Detto questo, aggiungere la frasetta di cui sopra alla LAR forse aiuta, ma
sicuramente non risolve.

Non si tratta quindi di nascondersi dietro un dito, ma di cercare una
soluzione 'tecnica' (volendola cercare, a livello planetario, veramente) per
evitare che gli spammer, veterani o dell'ultim'ora , (perdonatemi la crudezza)
si nascondano loro, orgogliosi, dietro il loro terzo dito ben proteso verso l'alto
a fronte delle nostre legittime lamentele.

Cordiali saluti.
Giorgio Griffini

Ps. Mi sovviene personalmente qualche spunto tecnico ma devo svilupparlo
un po', casomai uno volta che l'ho consolidato meglio, e se 'tecnicamente
ragionevole' sarebbe forse interessante 'valutarlo sul campo'...chissa' che non
si riveli promettente...



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