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Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Ven 17 Nov 2000 10:59:33 CET


On 17 Nov 2000, at 10:05, Francesco Lamperti wrote:

> Oltre al principio del "first come first serve", devono altresì
> tenersi in considerazione le disposizioni normative in materia di
> marchi in quanto applicabili. L'indirizzo giurisprudenziale
> prevalente, infatti, tende ad ammettere la l'applicabilità delle norme
> sopra menzionate anche ai nelle dispute aventi per oggetto i nomi a
> dominio. Ad esempio, se Giovanni Rossi registra il nome a dominio
> rolex.it, l'omonima società potrà intentare nei suoi confronti un
> azione per la cancellazione e la riassegnazione a quest'ultima del
> predetto nome a dominio. Viceversa, se Marco Ferrari registra il nome
> a dominio ferrari.it, difficilmente la famosa casa produttrice di auto
> da corsa potrà ottenere la riassegnazione del nome a dominio di cui
> sopra.

Premesso che nell'esempio fatto qualcosa mi sfugge, cioe' il marchio
Ferrari e' meno tutelato di quello Rolex, insisto nel dire che i nomi
a dominio NON hanno nulla a che vedere con i marchi.
Se taluni Tribunali cadendo in errore li associano ai marchi cio' non
significa affatto che questa sia la realta.
Se il nome a dominio fosse una sorta di nome identificativo
dell'azienda o comunque un marchio la relativa registrazione dovrebbe
avvenire tramite le regole stabilite dalle norme sui marchi e
brevetti e non dalla RA o dalla NA.
Invece il nome a dominio e' uno strumento tecnico e non commerciale
per consentire l'uso di taluni servizi tutto qui.
Mentre non mi avventuro nella discussione di natura giuridica che mi
vedrebbe certamente perdente nei confronti degli abili avvocati
presenti in lista, ribadisco che il nome a dominio non puo' essere
assimilato ad un marchio.
Mi rendo certamente conto che il saggio chiamato a decidere tramite
MAP sul nome a dominio rolex.it in mano a Mario Rossi possa
concludere che tale Rossi l'abbia registrato solo con l'intendo poi
di rivenderlo alla Rolex, ma io non sono necessariamente d'accordo su
questo principio salvo che sia supportato da altre concrete prove
(tipo l'offerta di vendita del nome a dominio ecc.).
In Tribunale poi la Rolex potrebbe contestare non gia' di aver
diritto al nome a dominio rolex.it perche' cio' non e' previsto nelle
regole di naming (almeno secondo la mia interpretazione) ma potra'
chiedere al Giudice di far cessare un sito web (cioe' non il dominio)
perche' crea danni all'immagine della Rolex ecc. ecc. ecc.
Cerchiamo quindi di essere chiari i domini internet sono assegnati al
primo che ne faccia richiesta e vengono revocati solo se il
richiedente iniziale abbia ottenuto il dominio solo allo scopo di
accaparramento a vari fini non consentiti.
Se i Tribunali la cui autorita' al momento prevarica le Authority
preposte decidono di applicare altri principi sbagliano e devono
essere informate di tali errore e non e' la NA che per giustificare
gli errori (in buona fede sia chiaro) di qualche magistrato deve
modificare le proprie regole.
Quindi il nome a dominio NON e' un marchio ed infatti va registrato
alla RA e non all'ufficio Brevetti.
I tempi cambiano d'ora in poi una grande azienda prima di partire
deve cercare un nome, vedere se il dominio internet (se lo ritiene
cosi' importante) sia libero, registrare il dominio, poi il marchio e
poi finalmente partire. Se registra solo il marchio e magari solo in
alcuni Paesi il dominio internet non gli e' garantito affatto.
Saluti.

Alessandro Nosenzo



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