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P-Carla Fimiani (Studio Santilli) c.fimiani a SANTILLI.IT
Ven 17 Nov 2000 12:44:08 CET


Tre sono gli strumenti di composizione dellle controversie in materia di
illegittima registrazione di un nome a dominio:
il ricorso all'autorità giudiziaria ordinaria; la possibilità di devolvere
la risoluzione della questione al comitato di arbitrazione previsto
dall'art. 15 del Regolamento della Naming Authority e la cd. procedura di
riassegnazione amministrativa (o MAP dalle iniziali delle omologhe
procedure ICANN, conosciute come Mandatory Administrative Procedures),
entrata in vigore il 29 luglio di quest'anno e disciplinata dall'art. 16
delle regole di naming.
Il ricorso al giudice ordinario, introdotto ai sensi dell'art. 700 c.p.c.,
è volto ad ottenere un provvedimento di urgenza a carattere inibitorio.
In una prima fase del procedimento, il giudice, valutata la sussistenza
nella fattispecie dei requisiti del fumus boni iuris (della fondatezza, ad
un esame sommario, della domanda) e del periculum in mora (del pregiudizio
derivante al ricorrente dai tempi del processo) può emettere, previa
instaurazione del contraddittorio, i provvedimenti ritenuti più idonei ad
assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione di merito.
Segue un ordinario giudizio di merito, nel quale è accordata alle parti la
facoltà di provare compiutamente le proprie allegazioni e deduzioni in
fatto e al termine di questo, è emessa una sentenza  di conferma, modifica
o revoca del precedente provvedimento.
L'arbitrato irrituale si instaura, invece, su istanza della parte, rivolta
al Prsidente della NA, alla controparte e all'arbitro nominato (scelto
nell'ambito di una lista tenuta presso la Namin Authority).
Tuttavia, tale procedura è di difficile applicazione pratica, poichè non
può avere luogo senza l'accettazione della controparte: ciò spiega perchè
finora non sia stato pronunciato alcun lodo in materia.
La procedura amministrativa di riassegnazione, infine, è applicabile a
tutti i nomi a dominio registrati sotto il top level domain .it ed è
gestita da apposite organizzazioni, dette enti conduttori (società o studi
professionali), presso le quali sono costituite liste di saggi (avvocati,
professori universitari, esperti del settore) chiamati ad accertare la
veridicità della dichiarazione di non ledere i diritti altrui, rilasciata
da chi abbia originariamnte registrato il nome a dominio.
Al termine del procedimento, alternativo rispetto a quello giurisdizionale,
se siano accertate la confondibilità del nome a dominio contestato con il
segno distintivo, con il marchio o il nome a dominio del ricorrente, la
mancanza di ogni diritto o legittimo interesse del resistente sul nome a
dominio oggetto di reclamo (per mancanza di ogni nesso con il suo nome o
denominazione sociale) e se risulti la mala fede  di colui che ha
registrato, il nome a dominio è "riassegnato" a chi lo ha contestato e ha
diritto al suo utilizzo.
Spero che il mio contributo sia stato utile.
Cordiali saluti
Avv. Carla Fimiani
Studio legale Santilli e associati
via Panama n. 52
00198 Roma
tel. 06-8419669 fax 06-8419664
e-mail c.fimiani a santilli.it



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