R: Richiesta di info

FABRIZIO BEDARIDA f_bedarida a MODIANO.COM
Ven 17 Nov 2000 15:27:30 CET


At 13.26 17/11/00 +0100, you wrote:
>On 17 Nov 2000, at 12:23, FABRIZIO BEDARIDA wrote:
>> >Date: Fri, 17 Nov 2000 10:59:33 +0100
>> >From: Alessandro Nosenzo <nosenzo a idea.it>
>> >Subject: Re: R: Richiesta di info
>> >To: ITA-PE a NIC.IT
>> >X-Mailer: Pegasus Mail for Win32 (v3.12c)
>> >Priority: normal
>> >X-MIME-Autoconverted: from Quoted-printable to 8bit by master.nic.it
>> >id
>> LAA71358
>> >Sender: owner-ita-pe a NIC.IT
>> >
>> >On 17 Nov 2000, at 10:05, Francesco Lamperti wrote:
>> >
>> >> Oltre al principio del "first come first serve", devono altresì
>> >> tenersi in considerazione le disposizioni normative in materia di
>> >> marchi in quanto applicabili. L'indirizzo giurisprudenziale
>> >> prevalente, infatti, tende ad ammettere la l'applicabilità delle
>> >> norme sopra menzionate anche ai nelle dispute aventi per oggetto i
>> >> nomi a dominio. Ad esempio, se Giovanni Rossi registra il nome a
>> >> dominio rolex.it, l'omonima società potrà intentare nei suoi
>> >> confronti un azione per la cancellazione e la riassegnazione a
>> >> quest'ultima del predetto nome a dominio. Viceversa, se Marco
>> >> Ferrari registra il nome a dominio ferrari.it, difficilmente la
>> >> famosa casa produttrice di auto da corsa potrà ottenere la
>> >> riassegnazione del nome a dominio di cui sopra.
>> >
>> Vorrei solamente far notare che la Registration Authority richiede che
>> perchè possa essere registrato un dominio.it sia presentata dal
>> richiedente una Lettera di Assunzione Responsabilità (LAR).
>> Con questa lettera il richiedente autocertifica, dichiara e quindi
>> sottoscrive di avere titolo all'uso e/o disponibilità giuridica del
>> nome a dominio richiesto e di non ledere con tale richiesta di
>> registrazione diritti di terzi.
>
>Certo e questo cosa avrebbe a che fare con i marchi e brevetti? Io
>dissento si tratta di una interpretazione forzata.

Il discorso è molto semplice, i diritti altrui sono anche i diritti
acquisiti in forza di leggi dello stato. E la registrazione di un marchio
presso l'Ufficio Brevetti e Marchi è riconosciuta come fonte di diritti (di
uso esclusivo sul nome/marchio registrato in capo al registrante.


R.D. 21 giugno 1942, n.929
Art.1.1.c.: I diritti del titolare del marchio d'impresa registrato
consistono nella facoltà di far uso esclusivo del marchio. Il titolare ha
il diritto di vietare ai terzi, salvo proprio consenso, di usare un segno
identico o simile al marchio registrato per prodotti o servizi non affini,
se il  marchio registrato goda nello Stato di rinomanza e se l'uso del
segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal
carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli
stessi (titolari);

Art.11: Non è consentito usare il marchio in modo contrario alla legge, né,
in ispecie, in modo da ingenerare un rischio di confusione sul mercato con
altri segni conosciuti come distintivi di imprese, prodotti o servizi
altrui, o da indurre comunque in inganno il pubblico, in particolare circa
la natura, qualità o provenienza dei prodotti o servizi, a causa del modo e
del contesto in cui viene utilizzato, o da ledere un altrui diritto di
autore, di proprietà industriale, o altro diritto esclusivo di terzi;

Art.13.2: "..omissis .. è vietato adottare come ditta, denominazione o
ragione sociale e insegna un segno uguale o simile ad un marchio registrato
per prodotti o servizi non affini, che goda nello Stato di rinomanza se
l'uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente
vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca
pregiudizio agli stessi."


>
>> Ora se la RA per la registrazione di un dominio richiede questa
>> espressa dichiarazione ne consegue che non può essere ignorata nè
>> dalla RA e tanto meno dalla NA la violazione dei diritti di terzi.
>> In Italia che piaccia o meno esiste una Legge Marchi che attribuisce
>> al titolare di un marchio registrato il diritto di farne uso in
>> esclusiva non limitandone ne i modi ne i mezzi. Cioè il diritto
>> all'esclusiva vale anche per i domini.
>
>Dove c'e' scritto nelle varie leggi sui marchi che il dominio
>Internet e' parificato al marchio, io non l'ho trovato.

Non è scritto sulle Leggi Marchi ma vi sono decisioni già passate in
giudicato che hanno assimilato il dominio all'insegna.

L'insegna al pari dei marchi gode della tutela accordata e prevista dalla
menzionata Legge Marchi all'Art. 13.


>> Seppur tecnicamente il dominio sia ancora un indirizzo elettronico non
>> si può non accettare che esso sia diventato un qualche cosa di più.
>
>Le RFC cioe' le regole di Internet non mi risulta abbiamo modificato
>il concetto del nome a dominio che e' e resta un argomento tecnico
>ne' piu' ne' meno che il numero di targa di un auto.

Non ho detto che il dominio non sia più un indirizzo elettronico, ma che
non si può non prendere atto che esso abbia raggiunto valori diversi.

>> La giurisprudenza si sta orientando nel riconoscergli il valore di
>> segno distintivo in particolare è stato equiparato ad un'insegna.
>> Mi sembra poi assurda un'affermazione in cui si dica che i Tribunali
>> prevaricano le Authority preposte alla registrazione dei domini.
>> Le Authority che si chiamino RA, NA od in qualsiasi altro modo non
>> sono al di sopra delle leggi dello Stato.
>
>Certo ci mancherebbe con tutto il disprezzo per come viene gestita la
>Giustizia in questo pianeta (e dove l'Italia non e' messa poi cosi'
>male rispetto ad altri Paesi) sono molto meglio i Tribunali che le
>authority. Pero' in ottemperanza agli usi molto moderni e civili di
>considerare validi i codici di autoregolamentazione i Trubinali
>devono tenere conto delle regole della NA e non possono assimilare i
>nomi a dominio ai marchi solo perche' non c'e' una legge sui nomi a
>dominio.

In mancanza di una normativa ad hoc il principio vigente è quello
dell'applicazione per analogia.
Quindi se i Tribunali (e non Io) hanno deciso di prendere questo
orientamento credo che  dovremmo tenerne conto giusto o sbagliato che sia.

>> Inoltre, sono stati creati dalla stessa NA gli Enti conduttori e la
>> procedura di riassegnazione proprio perchè si possa riuscire ad
>> evitare la continua violazione dei  diritti legittimi di terzi. Terzi
>> che possono essere per l'appunto i titolari di marchi registrati, le
>> denominazioni sociali ecc.
>Negativo, sebbene l'ICANN abbia preso questo tipo di orientamento, io
>non vedo come la MAP possa tutelare chi possiede un marchio e vuole
>lo stesso marchio come nome a dominio anche se e' occupato. La MAP
>serve a proteggere da abusi e da registrazioni fatte in malafede non
>gia' a riconoscere che chi ha registrato un marchio ha diritto allo
>stesso marchio sottoforma di nome a dominio. Se cosi' fosse dovremmo
>inserirlo nelle regole alla voce nome a dominio riservati.

Noto con piacere che anche tu riconosci che questo orientamento sia stato
preso dall'ICANN che credo non sia l'ultima arrivata in materia di domini.

Credo qui non ci sia stata una chiara comprensione di quanto espresso.
La MAP serve a proteggere da abusi e da registrazioni fatte in malafede e
questo non è da me messo in discussione.
Infatti, premesso che la prova della malafede rimane fondamentale e la
riassegnazione in mancanza di tale prova non è prevista, la riassegnazione
deve avvenire quando il richiedente (oltre ai restanti requisiti richiesti
da questa procedura)abbia provato l'esistenza di un legittimo interesse a
dispetto di un inesistente diritto dell'assegnatario del dominio.
Legittimo interesse che la procedura (ed ancora non io) identifica anche
nell'essere titolare di un marchio registrato.

>> Quindi tornando al'esempio fatto del dominio rolex.it registrato dal
>> sig. Mario Rossi, vorrei che fosse chiaro che in presenza di un
>> marchio registrato ed inoltre così noto, la presenza di un diritto
>> legittimo da parte del sig. Mario Rossi deve essere esclusa di per sè
>> in quanto detto Sig. Rossi sta già violando una legge dello Stato
>> casualmente chiamata Legge MArchi.
>
>Che non ha alcun valore nel settore Internet cosi' come non ha valore
>alla motorizzazione civile alla Telecom ecc.

Qualora si ritenga che nel settore Internet l'applicazione delle Leggi
dello Stato non abbia valore non credo che abbia senso continuare la
discussione.


>> La richiesta o meno di un "riscatto" per il dominio è indice di sicura
>> malafede. Tuttavia, la mancanza di una tale richiesta non esclude di
>> per sè la malafede in quanto si è visto nelle esperienze, tanto
>> italiane quanto internazionali, che i cybersquatter sempre più
>> (eccetto i più sprovveduti)stanno ben attenti nel formulare tali
>> richieste in modo aperto.
>
>Amico mio prima parli di legge e poi vuoi considerare ciascuno
>colpevole salvo prova contraria. Per fortuna, proprio i Tribunali
>vogliono le prove prima di condannare se non ci sono le prove anche i
>colpevoli restano impuniti (purtroppo ma meglio un colpevole impunito
>che un innocente condannato).

Ancora una volta travisi le mie parole. Primo non condanno nessuno.
Secondo ho solo precisato che la malafede non può essere vista ricorrere
solo quando l'assegnatario proponga la vendita a caro prezzo del dominio.

>> Infine, sono ben d'accordo sul fatto che i tempi cambino e che quindi
>> le aziende debbano fare più attenzione al mondo Internet, ma
>> l'evoluzione dei tempi e delle diverse connotazioni che i domini hanno
>> assunto, deve essere in primo luogo attentamente osservata e studiata
>> dalla NA e dalla RA che dovranno impegnarsi (possibilmente con l'aiuto
>> di noi tutti) verso soluzioni che si mantengano nella legalità.
>
>Ecci qua caduti sempre nel solito errore, anche se in perfetta buona
>fede.
>Vediamo di capirci la RA registra i nomi a dominio cioe' fa un lavoro
>marcatamete tecnico e non puo' e non deve entrare nel merito ne' del
>nome a dominio (salvo i nomi a dominio riservati) ne' dell'uso del
>nome a dominio. Se qualcuno registra nosenzoeunasino.it la RA non
>puo' avere nulla da eccepire e le leggi del nostro stato possono
>anche essere state violate ma non e' la RA l'autorita' che possa
>rilevarlo o gidicarlo. Il Nosenzo fara', se ritiene causa a chi ha
>registrato questo nome in base alle norme di legge vigenti ma la RA
>non c'entra nulla. Basta quindi interferire sulla liberta' altrui con
>inesistenti vincoli o richiami a leggi che non devono e non possono
>essere applicate dalla NA o dalla RA. Se ancora non ci siamo capiti
>altro esempio: se vedo un ladro d'auto io non posso arrestarlo ma
>devo chiamare la polizia (o altra autorita') e basta. Se lo arresto
>il ladro verra' poi denunciato a piede libero ed io finisco in
>prigione per sequestro di persona (il ladro!). Non costringiamo
>quindi la NA o la RA a mettersi nei guai con l'idea che a queste
>entita' spetti il dovere ed il diritto di applicare le norme di legge
>per questo, come giustamente dice Fabrizio, ci sono i Tribunali e le
>altre autorita' dello Stato.Infatti nella LAR la RA chiede la
>dichiarazione che la registrazione non lede i diritti di terzi solo
>per tirarsi fuori da eventuali chiamate in causa in liti fra terzi.
>Insomma perche' se io vado alla TIM a comprare un telefonino per
>chiamare la mia amante la TIM me lo da' senza fare storie ma se
>voglio registrare rolex.it la RA dovrebbe impedirmelo. Mi sembra una
>bella limitazione della liberta' e del principio che siamo tutti
>innocenti fino a prova contraria e la prova contraria e SOLO una
>sentenza passata in giudicato.
>Saluti.
>Alessandro Nosenzo


Uso volentieri la tua espressione e caro amico non io ma tu stai cadendo in
errore.

Non richiedo assolutamente che la RA o la NA si prendano libertà contrarie
ai principi della costituzione o si arroghino poteri di censura.
Tantomeno desidero accrescere la notevole mole di lavoro di queste
Authorities.

Ma le MAP ed i Saggi devono affrontare decisioni riguardo alla violazione
di diritti, abusi perpetrati e malafede.
I Saggi quindi per poter appurare se vi sia violazione di un diritto o meno
dovranno per lo meno sapere cosa sia un diritto e se un nome proprio
piuttosto che un marchio siano dei diritti.

Le MAP rientrano negli organi previsti dalla NA per la soluzione delle
dispute ed è proprio la NA (regole di naming 16.6 e seguenti) a prevedere
che in un caso come quello rolex.it (così come esposto nell'esempio di
Lamperti) il dominio sia da riassegnare alla società titolare dei marchi
rolex.

Saluti

Fabrizio Bedarida



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