domini e marchi [was:Richiesta di info]

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Ven 17 Nov 2000 16:20:04 CET


On 17 Nov 2000, at 15:27, FABRIZIO BEDARIDA wrote:
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> Il discorso è molto semplice, i diritti altrui sono anche i diritti
> acquisiti in forza di leggi dello stato. E la registrazione di un
> marchio presso l'Ufficio Brevetti e Marchi è riconosciuta come fonte
> di diritti (di uso esclusivo sul nome/marchio registrato in capo al
> registrante.
zip zip zip
> >> Ora se la RA per la registrazione di un dominio richiede questa
> >> espressa dichiarazione ne consegue che non può essere ignorata nè
> >> dalla RA e tanto meno dalla NA la violazione dei diritti di terzi.
> >> In Italia che piaccia o meno esiste una Legge Marchi che
> >> attribuisce al titolare di un marchio registrato il diritto di
> >> farne uso in esclusiva non limitandone ne i modi ne i mezzi. Cioè
> >> il diritto all'esclusiva vale anche per i domini.
> >
> >Dove c'e' scritto nelle varie leggi sui marchi che il dominio
> >Internet e' parificato al marchio, io non l'ho trovato.
>
> Non è scritto sulle Leggi Marchi ma vi sono decisioni già passate in
> giudicato che hanno assimilato il dominio all'insegna.

Intanto grazie per la risposta ed il contributo alla lista.
Non sono un avvocato quindi mi scuso di non sapere se tali decisioni
a cui Ti riferisci siano della Suprema Corte o meno ma debbo
ritenere, se non altro per una questione di tempi, che non lo siano.
Visto che purtroppo abbiamo un sistema giudirico basato sul Codice
Civile non credo che le sentenze precedenti possano essere
considerate come leggi come invece avviene in altri Paesi come il
Regno Unito. Pur avendo appieno appreso il Tuo punto di vista e
rispettandolo non mi sento di condividerlo al momento.

> L'insegna al pari dei marchi gode della tutela accordata e prevista
> dalla menzionata Legge Marchi all'Art. 13.
> >> Seppur tecnicamente il dominio sia ancora un indirizzo elettronico
> >> non si può non accettare che esso sia diventato un qualche cosa di
> >> più.
> >Le RFC cioe' le regole di Internet non mi risulta abbiamo modificato
> >il concetto del nome a dominio che e' e resta un argomento tecnico
> >ne' piu' ne' meno che il numero di targa di un auto.
> Non ho detto che il dominio non sia più un indirizzo elettronico, ma
> che non si può non prendere atto che esso abbia raggiunto valori
> diversi.
A mio avviso il nome a dominio non ha, oltre che il valore tecnico,
valori aggiuntivi come non li ha un numero di telefono, una targa di
un'auto o di una barca o la sigla di un telex. Che poi un nome a
dominio possa creare confusione o danneggiare un marchio o un
insegna, non discuto, ma che tale legame sia automatico non mi pare
sia sostenibile.
> >> La giurisprudenza si sta orientando nel riconoscergli il valore di
> >> segno distintivo in particolare è stato equiparato ad un'insegna.
> >> Mi sembra poi assurda un'affermazione in cui si dica che i
> >> Tribunali prevaricano le Authority preposte alla registrazione dei
> >> domini. Le Authority che si chiamino RA, NA od in qualsiasi altro
> >> modo non sono al di sopra delle leggi dello Stato.
> >
> >Certo ci mancherebbe con tutto il disprezzo per come viene gestita la
> >Giustizia in questo pianeta (e dove l'Italia non e' messa poi cosi'
> >male rispetto ad altri Paesi) sono molto meglio i Tribunali che le
> >authority. Pero' in ottemperanza agli usi molto moderni e civili di
> >considerare validi i codici di autoregolamentazione i Trubinali
> >devono tenere conto delle regole della NA e non possono assimilare i
> >nomi a dominio ai marchi solo perche' non c'e' una legge sui nomi a
> >dominio.
>
> In mancanza di una normativa ad hoc il principio vigente è quello
> dell'applicazione per analogia. Quindi se i Tribunali (e non Io) hanno
> deciso di prendere questo orientamento credo che  dovremmo tenerne
> conto giusto o sbagliato che sia.

Oppure dare una mano ai Giudici affinche' corregano i tiro. In 20
anni sono riuscito a far digerire ai Tribunali Italiani un contratto
che nel Regno Unito sono secoli che vige senza problemi. Certo
all'inizio i Giudici hanno frainteso e pronunciato sentenze
discutibili, ma poi spiegato bene hanno capito ed ora tutto funziona.
I Giudici sono esseri umani e come tali non solo possono
involontariamente sbagliare ma hanno anche bisogno del nostro aiuto
per capire bene ed inquadrare bene il problema.
zip zip zip
>Credo qui non ci sia stata una chiara comprensione di quanto
espresso.
> La MAP serve a proteggere da abusi e da registrazioni fatte in
> malafede e questo non è da me messo in discussione. Infatti, premesso
> che la prova della malafede rimane fondamentale e la riassegnazione in
> mancanza di tale prova non è prevista, la riassegnazione deve avvenire
> quando il richiedente (oltre ai restanti requisiti richiesti da questa
> procedura)abbia provato l'esistenza di un legittimo interesse a
> dispetto di un inesistente diritto dell'assegnatario del dominio.
> Legittimo interesse che la procedura (ed ancora non io) identifica
> anche nell'essere titolare di un marchio registrato.

Certo su questo hai ragione ed io non discuto ma proprio nella MAP si
e' inserito il principio di tutela di varie cose fra cui marchio
proprio perche' il nome a dominio non e' un marchio. Tuttavia non
vorrei essere il saggio quando si trovera' a decidere su un nome a
dominio che e' un cognome di uno dei ricorrenti, il marchio di
un'altro il nome di un prodotto di un altro ancora.

> >> Quindi tornando al'esempio fatto del dominio rolex.it registrato
> >> dal sig. Mario Rossi, vorrei che fosse chiaro che in presenza di un
> >> marchio registrato ed inoltre così noto, la presenza di un diritto
> >> legittimo da parte del sig. Mario Rossi deve essere esclusa di per
> >> sè in quanto detto Sig. Rossi sta già violando una legge dello
> >> Stato casualmente chiamata Legge MArchi.
> >
> >Che non ha alcun valore nel settore Internet cosi' come non ha valore
> >alla motorizzazione civile alla Telecom ecc.
>
> Qualora si ritenga che nel settore Internet l'applicazione delle Leggi
> dello Stato non abbia valore non credo che abbia senso continuare la
> discussione.

Infatti nel settore Internet dove il sito ha giurisdizione Italiana
valgono le leggi Italiane e in mancanza di leggi sui nomi a dominio
(per fortuna) valgono le regole della Naming Authority Italiana (se
cosi' non fosse che accidenti ci stiamo a fare qui?). Le leggi Marchi
e Brevetti come la legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti
domestici non stabiliscono nulla per i dominii Internet: questo
intendevo dire.
Infine ho piacere di dire che fortunatamente Internet, nel suo
complesso sfugge al controllo delle leggi dei vari Paesi locali ed e'
proprio questa la caratteristica che la rende davvero libera e
ritengo cosi' debba essere preservata.

> >> La richiesta o meno di un "riscatto" per il dominio è indice di
> >> sicura malafede. Tuttavia, la mancanza di una tale richiesta non
> >> esclude di per sè la malafede in quanto si è visto nelle
> >> esperienze, tanto italiane quanto internazionali, che i
> >> cybersquatter sempre più (eccetto i più sprovveduti)stanno ben
> >> attenti nel formulare tali richieste in modo aperto.
> >
> >Amico mio prima parli di legge e poi vuoi considerare ciascuno
> >colpevole salvo prova contraria. Per fortuna, proprio i Tribunali
> >vogliono le prove prima di condannare se non ci sono le prove anche i
> >colpevoli restano impuniti (purtroppo ma meglio un colpevole impunito
> >che un innocente condannato).
>
> Ancora una volta travisi le mie parole. Primo non condanno nessuno.
> Secondo ho solo precisato che la malafede non può essere vista
> ricorrere solo quando l'assegnatario proponga la vendita a caro prezzo
> del dominio.

Certo questo e' solo un caso ce ne sono mille ma motivi di tempo e di
banda mi hanno limitato :)))

zip zip zip
> Uso volentieri la tua espressione e caro amico non io ma tu stai
> cadendo in errore.
> Non richiedo assolutamente che la RA o la NA si prendano libertà
> contrarie ai principi della costituzione o si arroghino poteri di
> censura. Tantomeno desidero accrescere la notevole mole di lavoro di
> queste Authorities.

Beh come membro del CE se avessi l'autorita' di arrestare qualcuno e
sbatterlo in galera a pane ed acqua non mi lamenterei del troppo
lavoro ma sarebbero gli altri a lamentarsi che io lavoro troppo. :)))
Per fortuna non e' cosi', ma per fortuna degli altri non della NA.

> Ma le MAP ed i Saggi devono affrontare decisioni riguardo alla
> violazione di diritti, abusi perpetrati e malafede. I Saggi quindi per
> poter appurare se vi sia violazione di un diritto o meno dovranno per
> lo meno sapere cosa sia un diritto e se un nome proprio piuttosto che
> un marchio siano dei diritti.

Certo qui si appicano le leggi di questo Paese ma vale di piu' un
nome proprio o un marchio ? Negli USA credo che il nome proprio non
valga nulla (del resto le persone li ' non valgono nulla :-((() Ma
qui invece pare diverso allora che si fa' si guarda la data di
nascita dell'azienda o la data di nascita della persona e si da'
ragione al primo? Non e' facile.

> Le MAP rientrano negli organi previsti dalla NA per la soluzione delle
> dispute ed è proprio la NA (regole di naming 16.6 e seguenti) a
> prevedere che in un caso come quello rolex.it (così come esposto
> nell'esempio di Lamperti) il dominio sia da riassegnare alla società
> titolare dei marchi rolex.

La MAP e' una procedura amministrativa e come tale e' simile ad un
giudizio: l'esito non e' mai scontato. Posso uccidere mia moglie ed
essere assolto come pure essere condannato per l'omicidio Kennedy
anche se sono nato dopo.
Comunque nel caso Rolex e' molto probabile l'esito della MAP che
ipotizzi ma se successivamente si finisse in Tribunale avrei molte
idee per come ribaltare la situazione, sempre a condizione che ci
siano i soldi per farlo. :))
Per favore mi rispondete anche sullo spam che mi sta piu' a cuore in
termini di tempo in vista della riunione del CE.
Saluti e grazie.

Alessandro Nosenzo
Alessandro Nosenzo



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