Disegno Legge Passigli. Commenti.

chiari mario (by way of chiari mario <chiari.hm@flashnet.it>) chiari.hm a FLASHNET.IT
Sab 18 Nov 2000 16:27:07 CET


Rinvio le due mail che avevo spedito alla lista isoc.it la scorsa estate.
Le credo ancora attuali. Questa è la seconda. Qui e lì formulerei le
domande diversamente, ma al 90% queste sono ancora le mie questioni

Opinioni welcome.
mario
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1- Nessun ruolo viene riconosciuto alla Naming Authority, nemmeno per
indicarne i limiti, o i criteri entro i quali possa decidere, o per fissare
criteri di partecipazione alle sue decisoni. Assente è qualsiasi
riferimento a forme - quelli attuali, o altre possibili - di autogoverno
del sistema dei nomi di dominio. In particolare secondo l'Art.2 comma 2:
"la registrazione nell'Anagrafe [=: leggi RA?] [...] è effettuata con le
modalità dell' Anagrafe stessa [=: leggi RA? =: leggi IAT/CNR, secondo il
precedente comma 1?]. Nessun altra autorità o insieme di regole è indicata;

2- Nessun riferimento viene dato al >fatto< che il sistema di governo dei
nomi di dominio è inserito in un sistema globale. (Non mi è chiaro se le
norme proposte sono in potenziale conflitto con i protocolli attuali di
gestione di Internet. Lo sono?);

3- Non è chiara il senso e il ruolo dell'Anagrafe. E' un doppione
burocratico dell'archivio delle registrazioni gestito dal NIC (e che serve
ai DNS servers a far funzionare il sistema)? E se non è un semplice
doppione, quale le relazioni tra i due? E in ogni caso, si tratta
dell'anagrafe di .it, o di tutti i nomi registrati da cittadini italiani.
(nota: Il disegno Passigli non fa alcun riferimento al ccTLD .it)

4- Perchè fissare per legge chi debba essere il gestore di tale Anagrafe
(individuato nell IAT/CNR)? Se per qualsiasi motivo, si riterrà in futuro
lo IAT/CNR non più adatto per la gestione di tale anagrafe, si avrà un
vincolo di legge assai difficile da superare. Una simile soluzione sembra
precludere un progetto - oggi del tutto teorico, ma Internet corre veloce -
di 'ICANN' italiana. (Inoltre la gestione di una tale Anagrafe non sembra
rientrare nella finalità  di ricerca dei centri CNR).

5- Non viene definito cosa giuridicamente si debba intendere per Internet.
Non chiara la clausola finale Art.1 comma 3 "[le disposizioni si applicano]
alla registrazione identificativa di domini Internet o servizi in rete
ovunque ottenuta"

6- Non viene chiarito lo status giuridico dei nomi: proprietà, concessione
in uso (e di chi a chi), risorsa pubblica, ecc.
(In questo caso, credo esista una obiettiva difficoltà a decidere la
questione, o forse la mia ignoranza è tale che non vedo le possibili
soluzioni? Suggerimenti welcome)

7- Sulle regole per l' 'identificazione dei domini', anche ammesso che
queste debbono essere regolate da una legge, il disegno Passigli sembra
criticabile almeno per i seguenti motivi:

i. non indica criteri per regolare possibili conflitti, per esempio per
omonimia. In particolare non è chiaro nell'indicare la priorità tra difesa
dei nomi personali e marchi registrati (La signora Ferrari ha meno/=/più
diritto della Ferrari?)  (nota: Il disegno Passigli non fa alcun
riferimento alla usuale prassi che chi prima chiede prima prende);
ii. Sembra rendere l'uso dei nomi essenzialmente gratuito, una soluzione
condivisibile - condivisibile anche per i siti commerciali? da discutere.-,
ma che forse dovrebbe essere esplicitata.
iii. Assente ogni preoccupazione che le regole di identificazione dei
domini rispettino la libera espressione del proprio pensiero - espressione
che certo si può esercitare anche nella scelta del nome di un dominio. La
clausola Art. 1, comma 1, e) sembra essere formulata in modo tale da
facilitare un limitazione del diritto di esprimere opinioni critiche, per
esempio satiriche o controverse, essendo i criteri restrittivi della
'confusione' o del 'risultare ingannevoli' troppo vaghi per essere
giustificabili.

8- Non chiare sono le motivazioni per affidare alla giurisdizione
amministrativa i ricorsi contro le decisioni della RA (=Anagrafe). Questo
mi sembra essere un tassello in una qualche forma di
'statalizzazione' della gestione di .it.

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