radicali: conclusioni

Vittorio Bertola vb a VITAMINIC.NET
Dom 19 Nov 2000 12:33:46 CET


On Sat, 18 Nov 2000 22:17:23 +0100, you wrote:

>Secondo me non esistono le basi di una rimozione; addirittura nemmeno
>se lo si facesse di proposito. Se faccio uno spam da un dominio IT
>non e' il dominio che ne e' coinvolto - non per principio, almeno.
>Se uno fa uno spam da 'tiziocaioesempronio a tin.it' cosa facciamo,
>rimuoviamo il dominio "tin.it"?

Secondo me non bisogna guardare il From dello spam, che come dicevo e'
l'ultima cosa attendibile, ma
1) qual e' il fornitore di rete che ha permesso che un proprio utente
o un proprio server spammassero
2) qual e' il sito o servizio pubblicizzato

Dal responsabile di 1) si puo' pretendere un intervento immediato, e
solo se non interviene o e' pesantemente recidivo scattano le
sanzioni.

Con il responsabile di 2), a meno che non si scopra che la cosa e'
stata fatta a sua insaputa, sanzioni subito: se e' il titolare del
dominio, anche la rimozione (se e' recidivo), mentre se si tratta di
un servizio ospitato da terzi, si interviene sui terzi chiedendo
(sempre in caso di recidivita') l'interruzione del servizio.

--
.oOo.oOo.oOo.oOo vb.
Vittorio Bertola     <vb a vitaminic.net>    Ph. +39 011 23381220
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