Spam e dominio: non assimilabili (?)

Italynet Tech Staff staff a ITALYNETWORK.IT
Dom 19 Nov 2000 17:03:40 CET


> From: Vittorio Bertola <vb a vitaminic.net>
>
> > From: Italynet Tech Staff <staff a italynetwork.it>
> >Secondo me non esistono le basi di una rimozione; addirittura nemmeno
> >se lo si facesse di proposito. Se faccio uno spam da un dominio IT
> >non e' il dominio che ne e' coinvolto - non per principio, almeno.
> >Se uno fa uno spam da 'tiziocaioesempronio a tin.it' cosa facciamo,
> >rimuoviamo il dominio "tin.it"?
>
> Secondo me non bisogna guardare il From dello spam, che come dicevo e'
> l'ultima cosa attendibile, ma
> 1) qual e' il fornitore di rete che ha permesso che un proprio utente
> o un proprio server spammassero
> 2) qual e' il sito o servizio pubblicizzato
>
> Dal responsabile di 1) si puo' pretendere un intervento immediato, e
> solo se non interviene o e' pesantemente recidivo scattano le
> sanzioni.
>
> Con il responsabile di 2), a meno che non si scopra che la cosa e'
> stata fatta a sua insaputa, sanzioni subito: se e' il titolare del
> dominio, anche la rimozione (se e' recidivo), mentre se si tratta di
> un servizio ospitato da terzi, si interviene sui terzi chiedendo
> (sempre in caso di recidivita') l'interruzione del servizio.

Come linea generale sarei anche d'accordo. Mi farebbe molto
piacere che qualche bischero (sic :) vedesse cancellata la
sua registrazione, usata solo per gli spam.

Mi sembra solo che la cosa abbia presupposti che ne rendono
l'attuazione estremamente difficile, per non dire impossibile:

- chi applica le regole, e quali regole? devono essere talmente
solide da non dare MAI adito a dubbi - cosa secondo me
molto complicata, ma magari sono troppo pessimista;

- come ho gia' detto, non e' possibile ricondurre uno-a-uno lo
spam con un dominio (esempio fatto da me: spam da
user a localhost); chiaro, il from-field e' forse l'ultima cosa da
guardare ma allora si torna a cio' che dicevo io: soluzione
esclusivamente tecnica;

- quanto ipotizzato si applicherebbe solo ai domini italiani, e
non sarebbe riconducibile/applicabile agli altri TLDs;

- il principio secondo il quale la cosa sarebbe attuabile mi
sembra dubbio, e qui chiedo l'aiuto degli avvocati in lista;
credo che potrebbe costituire  un precedente normativo (o
"regolamentare") pericoloso: qualcuno potrebbe dire che la
cosa si debba applicare anche per tentativi di interruzione e/o
DoS, concorrenza sleale, violazione di diritti veri O PRESUNTI,
altro ancora, e magari andare in tribunale e chiedere ad un giudice
la rimozione di un dominio ".it" [che magari fa gola a lui stesso,
o che e' di un suo forte concorrente], e adducendo a motivazione
il fatto che un regolamento in tal senso esiste...
<<... vede sig. giudice, anche le autorita' italiane di internet
cancellano una registrazione per una forma di abuso chiamata
"spam", abuso di cui il mio cliente e' stato indubbiamente
vittima in quanto... >>

Non lo so, magari sono molto sospettoso per natura, ma il generare
regole di questo tipo mi sembra sempre un CCS (Complicazione
Cose Semplici :)

Resto dell'idea della soluzione tecnica, secondo me attuabile,
efficace per host/domini/reti in italia e all'estero, NON legislativa
ma come regola - per la parte legislativa, in caso di violazioni dei
diritti ci sono sempre i tribunali, il garante della privacy eccetera.

Cordiali saluti,
Raffaele Gariboldi

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