Alert: Decreto Passigli procede!

ros shine a NETFLY.IT
Lun 20 Nov 2000 17:15:55 CET


>Non ho seguito molto la discussione, ma credo sia un inutile "al lupo al
>lupo".
>
>Se e` un DDL non e` un DECRETO ma un DISEGNO DI LEGGE - se bisogna
>spiegare la differenza forse e` inutile andare a litigare con una
>commissione parlamentare. :-)
>
>Essendo novembre 2000, IMHO, un disegno di legge di questo tipo e`
>assolutamente impossibile da convertire in legge (Camera + Senato) entro
>la fine della legislatura, probabilmente marzo 2001. Dubito che ci siano
>persino i tempi tecnici, senza parlare di quelli politici. Dopo Natale
>il Parlamento sara` in pre-campagna elettorale e riuscira` ad approvare,
>sotto spinta governativa, solo provvedimenti urgenti o giudicati tali -
>non credo sia questo il caso.
>
>>  Il problema è: che fare?
>
>Aspettare e eventualmente gettare un paio di dubbi e emendamenti al
>momento opportuno. Se ne riparlera` al prossimo giro.
>
In effetti, il problema non è tanto nel contenuto del DDL ma nella
sua forma, vale a dire nella tempistica della presentazione.

Non è convincente la tempistica per due ragioni: perché siamo in
campagna elettorale ed un pasticcio di legge in questo momento
potrebbe rivelarsi come un pericoloso boomerang per l'attuale governo
in carica (hanno già rinunciato a vincere?): le new e la old economy
potrebbero reagire in maniera isterica ed entrambe per lo stesso
motivo: la difesa dei principi (sic) neo-liberali (non
interventismo/lasseiz-faire etc.);

Non è convincente perché alcune proposte di regolamentazione del
settore (come da documento NA presentato al Coesin) andavano in
direzione della trasformazione della NA in un'agenzia vera e propria
con tutti i crismi della legittimità democratica (probabilmente sotto
il cappello di una delle authority già esistenti o con
caratteristiche peculiari). Una legge ora verrebbe interpretata come
un precedente significativo e verrebbe letta così: se il governo è in
grado di legiferare su questo argomento allora ne ha anche la
competenza, ergo non c'è più bisogno di una NA con caratteristiche di
"spontaneità" (che è, in politica, sinonimo di arbitrarietà);

Infine, se è comprensibile che Passigli, a scadenza di delega,
intenda lasciare un'eredità al prossimo governo per dimostrare che
qualcosa si è pur fatto, non è altrettanto comprensibile il perchè
voglia colpire direttamente al cuore della politica di internet senza
misurarsi prima con la sua dimensione politico-istituzionale.
Evidentemente deve essersi convinto - chissà perché - che la
questione dei domini sia una questione  di ordine tecnico (e quindi
facilmente gestibile) e non anche di ordine politico...e qui non si
tratta della politica di casa nostra ma di quella internazionale:
cosa se ne farebbe l'ICANN di una NA italiana delegittimata? E chi ci
dice che l'ICANN preferirebbe avere rapporti con un governo che
cambia 3 volte a legislatura anziché con un'agenzia dotata di
stabilità nel tempo?

Ultimo punto: Ho interpretato la riunione del coesin come il primo
passo verso l'istituzionalizzazione di qualche cosa (NA? Coesin?
Agenzia?) pur meravigliandomi dell'assenza di qualcuno. Il fatto che
il coesin non sia stato interpellato la dice lunga. Il fatto che si
preferisca normare un settore piuttosto che ridefinire le
caratteristiche di un esistente ente normatore la dice ancora più
lunga. Mi sembra che la politica rivendichi la sua autonomia... a
rischio di misurarsi su terreni ostili....mah! perdonate la
digressione.


Rosanna



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