"libera repubblica di Internet"

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Lun 20 Nov 2000 19:16:41 CET


On 20 Nov 2000, at 10:46, Tullio Andreatta wrote:
> DANIEL HAZAN <d_hazan a MODIANO.COM>:
> >Ritengo che la proposta di legge Passigli sia un ottimo punto di
> >partenza. Infatti per la prima volta si rende chiaro che i discorsi
> >tipo "libera repubblica di Internet" non hanno senso. Il sistema non
> >può prescindere dal Codice Civile e dalle leggi a tutela della
> >proprietà industriale.

 Ulp non ho questo messaggio su quale lista e' stato postato ITA-
PE???

zip zip zip
> >Tra l'altro, fino a che il sitema non verrà regolamentato (non vuol
> >dire tiranneggiato), le varie regole di naming o registrazione hanno
> >lo stesso valore dei regolamenti di un circolo del tennis.
> >Ciò non avvantaggia nessuno, neppure chi pensa in modo secondo me un
> >po' miope, che l'assenza di regolamentazione sia la pancea di tutti i
> >mali. Chiunque può incappare in qualche problema ed in questo caso è
> >meglio essere tutelati dalle leggi che stare in una situazione da far
> >west.
> >Sono d'accordo che le varie authorities non possono farsi carico di
> >controllare se un nome di dominio viola diritti altrui. Tuttavia
> >penso che da qui a vagheggiare la deregulation più spinta ci possano
> >e ci debbano essere delle vie di mezzo.

E' bello vedere che ci sono varie opinioni in lista ma mi pare che
questo intervento dimostri solo di non aver capito nulla della rete,
anche se in perfetta buona fede.
Io sono uno di quelli che ritiene che le regole siano in buona parte
inutili e superabili dalla civilta' delle persone. Infatti piu'
regole ci sono e minore e' il grado di civilta' della popolazione.
Se la popolazione e' evoluta in modo sufficiente non servono regole e
regoline di ogni tipo ma e' sufficiente che i vari settori si
autoregolamentino.(sulle metropolitane da 20 anni a questa parte e'
sparito il cartello "vietato sputare" chissa' perche'?)
Cosi' e' sempre stato nel Regno Unito e cosi' sta avvenendo nel
nostro Paese.
Nel Far West le regole c'erano eccome e sono proprio queste regole a
farci paura e non il presunto caos che seguirebbe ad una mancanza di
regole. Le regole del Far West sono ancora le attuali leggi di molti
Stati degli stati uniti d'america e cio' dovrebbe indignare molto di
piu' che la presunta assenza di regole in Internet. (Le Required For
Comments sono moltissime e sono quelle regole che consentono di far
funzionare la rete con tutti i vari protocolli, pensate a come
funzionerebbe la rete se quelle regole le avesse fatte il Parlamento
Italiano o peggio Bill Gates) :))
Che piaccia o no a Daniel Hazan Internet e' fuori dalla giurisdizione
di qualsiasi Paese e cio' e' stato il grande impulso di crescita che
ha saputo dare a tutto il mondo. Tanto per essere pratici faccio un
esempio: la pubblicita' comprativa si poteva fare da sempre nel Regno
Unito e non in Italia, dopo che l'apertura di un sito web nel Regno
Unito di fatto consentiva la pubblicita' comparativa anche ad
un'azienda Italiana si e' autorizzato questo corretto strumento anche
in Italia e questa e' una crescita.
Internet non verra' mai toccata da alcuna norma di legge del Governo
Italiano ne' di nessun Governo al mondo. Certo alcuni Governi hanno
piu' potere in termini di numero di server sotto la loro
giurisdizione ma nessuno controllera' mai Internet che resta una
libera rete anarchica.
Cio' puo' spaventare alcuni ma il principio su cui si fonda Internet
non e' di perse' negativo e fino ad ora ha consentito alla rete di
resistere ad attacchi quali quelli del ricco e potente Bill Gates che
pero' non e' riuscito a controllarla fino ad ora (forse Bush, se
eletto cerchera' di rimediare in futuro).
Inoltre non capisco perche' le regole della NA non siano minimamente
considerate. Forse la nostra e' una comunita' troppo democratica da
far credere di essere debole o composta da omini di serie B. Perche'
le regole di certe corporazioni non vengono mai messe in discussione
mentre le nostre regole o la nostra stessa esistenza viene
quotidianamente messa in discussione. Non sara' che noi siamo davvero
democratici lasciamo a tutti il diritto di parola e non ci sentiamo
insultati da chiunque la pensi in modo contrario?
Questa non e' pero' una nostra debolezza ma una nostra grande forza.
Le regole sui nomi a dominio sono gia' state fatte e sono ben scritte
ed applicate ogni giorno dalla RA non c'e' alcun bisogno di leggi o
regolamenti specie se provenienti da chi di Internet non capisce
nulla come i nostri Parlamentari che confondono un nome a dominio con
un sito web o con un marchio.
I nostri politici se in buona fede e se non presi dalla smania di
esercitare il potere devono ascoltare gli esperti di Internet e
coinvolgerli in eventuali provvedimenti legislativi (che reputo del
tutto inutili ed anzi controproducenti). Se non lo faranno non
preoccupiamoci piu' di tanto le conseguenze negative, ammesso che si
giunga davvero ad una legge, ricadranno solo sui politici e sugli
utenti Internet Italiani che evidentemente avranno un'impressione
negativa dei politici coinvolti.
La NA comunque e' qui se qualche politico vuole capire cosa sia un
nome a dominio, un indirizzo di posta elettronica o un sito web credo
ci siano decine di validi professionisti in grado di aiutarli a non
fare errori.
Per il resto non scaldiamoci tanto Claudio e' in contatto con il
Governo come da mandato ed io sono piu' che tranquillo.
Speriamo invece che il Governo non si accorga del fatturato della RA
e non decida di mettere all'asta la licenza di RA per qualche milione
di euro.:))
Saluti a tutti e scuse a Daniel se sono stato troppo diretto ma non
conosco altri sistemi.


Alessandro Nosenzo
Business Idea.it Srl



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