nomi a dominio e leggi: alcune considerazioni

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a ELETTRA.TRIESTE.IT
Mar 21 Nov 2000 00:47:52 CET


Dal momento che li dibattito procede, volevo soltanto darvi alcune
considerazioni, che pur essendo "personali", possono farvi riflettere un po'.

"i nomi a dominio sono etichetta alfanumeriche assegnate ad indirizzi
numerici per facilitara l'identificazione da parte degli esseri umani di
macchine, servizi ed altro sulla rete"

ci ho messo le virgolette perche' la frase non e' mia: e' di Jon Postel,
e penso che nessuno possa dire che la definizione non e' esatta.

Tuttavia il fatto che "identifichino" oggetti sulla rete, e' anche stata
l'origine di quelle regole preistoriche (in senso buono) che dicevano "il
nome a dominio non deve generare confusione"... le avevamo anche noi.

Sempr il fatto che "identifichino" puo' anche far pensare che in alcuni
casi siano utilizzabili come "insegna" o "segno distintivo" (come dicono
coloro che stanno nel mondo dei marchi, ma anche coloro che ci tengono al
proprio identificativo trasformato in un nome a dominio - leggi cognome),
da cui le ipotesi di "assimilarli" ai marchi, e simili di chi vuole
spigere in questa direzione.

La realta' corretta e' al solito a meta' strada... Molti moltissimi nomi
a dominio sono semplicemente dei nomi, senza che siano segno distintivo
di nessuno, marchio di nessuno etc. Per cui non tutti i nomi a dominio
devono venire assimilati a marchi o simili.... pero' e' anche vero che
molti nomi a dominio sono usati come segno distintivo, da cui le sentenze
che hanno dichiarato appunto che si tratta di concorrenza sleale o altro
se qualcuno usa come "identificativo sulla rete" il marchio di un altro.
Ci sono poi anche i casi in cui e' il nome privato di una persona a
venire utilizzato, e qui rientriamo nei casi di tutela dei diritti della
persona. Molti si sentirebbero danneggiati dal fatto che un nome a
dominio del tutto simile (o identico) a proprio nome sia usato da qualcun
altro che apparentemente non vi ha niente a che fare.

Il nostro compito non e' quello del legislatore, per cui noi non
stabiliamo come debbno venire trattati segni distintivi, marchi, nomi di
persone, etc. Noi stabiliamo con che procedure vanno registrati i nomi
che vengono richiesti, ma possiamo anche dare i suggerimenti corretti al
legislatore perche' NON danneggi con decisioni non competenti la
struttura della rete.

Che cosa manca in questo momento? Personalemtne mi sembra che manchi una
cosa fondamentale: dire in quali casi un nome a dominio possa venire
assimilato ad un marchio, segno distintivo o simili, ed in quali altri
casi invece non lo e'... non e' un semplice "elencare" che risolve il
problema, perche' non ne verrmmo mai fuori, ma occorre:

 - dichiarare in quali casi un nome a dominio puo' essere soggetto anche
   alle norme che tutelano i nomi in generale (e l'elenco ridotto e
   che ho indicato nel documento di prima lo fa: non dice che tutti i nomi
   sono marchi, ma che in alcuni casi i domini "assomiglaino" e vengono
   usaticome marchi o segni istintivi.

 - tutelare le procedure di riassegnazione che la NA stessa ha creato:
   penso che tutti siano d'accordo che si tratta di uno strumento con cui
   la comunita' intende fornire a chi si sente danneggiato da una registra-
    zione altrui un modo di "avere gisutizia" in modo efficiente.
   Attenzione pero' che c'e' chi ha gia iniziato a cercare di rendere
   inefficace questo strumento (ovviamente chi ha interesse all'accaparra-
   mento ed alla difesa di quanto ha gia' raccolto, con diritto o meno,
   sulla rete). Come? in base al fatto che non esiste una definizione di
   legge che dica che in certi casi un nome a dominio e' assimilabile ad
   un "nome" o "segno distintivo", intraprende azioni legali pesanti nei
   confronti di chi avvia una MAP... la presenza di una legislazione anche
   minima in materia renderbbe invece inattacabili le MAP.

 - definire i rapporti in modo un po' piu' formale tra NA, RA e Governo. Mi
sembra che tutti siamo d'accordo sulla necessita' di farlo. Bene, e'
anche una occasione di collaborare.

Sono anche io uno dei "vecchi nostalgici" della rete, ma se vogliamo
farla rimanere un qualcosa che funziona ed esiste, dobbiamo anche avere
il supporto di chi puo' stabilire per legge certi "paletti". Paletti
minimi, ma pur sempre esistenti, altrimenti non si va da nessuna parte,
specialmete quano ci vanno di mezzo gli interessi economici di chi
intende operare soo in base al tornaconto e non a Netiquette o regola da
gentiluomini.

In questo momento abbiamo una richiesta esplicita di collaboraione da
parte dei politici stessi che tale DDL stanno discutendo ed hanno presentato.

C'e' l'esplicito desiderio di

 - creare un qualcosa che tuteli alcuni punto fermi (ovverosia dia ai
giudici dei dati fissi su cui operare quando un nome puo' essere
considerato un "marchio", nome, o simile)

 - non andare controla la comunita' internet nazionale ed internazionale,
ovverosia operare con il nostro consenso. So per certo che c'e'
l'esplicito timore di avere contro la nostra comunita', e quindi ci si
aspetta da noi un contributo positivo sui punti dove i lgislatori possono
operare, e su quelli dove non possono farlo.

diamogli una mano... e loro la daranno a noi.

Buona notte!

Claudio Allocchio



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