La discussione sul DDL sui nomi a dominio

Vittorio Bertola vb a VITAMINIC.NET
Mer 22 Nov 2000 12:41:07 CET


On Wed, 22 Nov 2000 10:04:11 +0100, you wrote:

>> 3. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutti i nomi a
>> dominio registrati all'interno del "Country Code Top Level Domain -
>> ccTLD"  assegnato all'Italia (ccTLD "IT", norma ISO 3166), nonche' a tutti
>> i nomi a dominio ovunque ottenuti da soggetti sottoposti all'ordinamento
>> Italiano.
>>
>> A mio modesto avviso, l'ultima parte (nonche'...) non ha assolutamente
>> senso:
>
>Invece ha perfettamente senso ed e' addirittura "inutile scriverlo" se
>volessimo essere pignoli... perche se un soggetto sottoposto
>all'ordinamento italiano commette un qualcosa contrario alle leggi
>italiane che tutelano un nome (ad esempio registra un nome sotto "net" ed
>utilizza questo nome per una azione di concorrenza sleale)

Sono d'accordo per la concorrenza sleale (se un italiano registra fiat.com e
ci vende automobili Renault, puniamolo: ma lo e' gia' per la legge sulla
concorrenza sleale, presumo): questo del resto e' lo stesso per tutto il
mondo industrializzato. Non sono d'accordo per casi in cui non ci sia un
accordo internazionale sul fatto che il comportamento vada represso: non mi
risulta che registrare nomedicitta.com sia vietato dalla legge americana o
dalle policy dei gTLD (nonostante il caso barcelona.com).

Effettivamente quindi non mi sembra ne' opportuno ne' furbo vietare ai
cittadini italiani opportunita' che sono concesse a tutti gli altri
cittadini del mondo: se si ritiene che questa azione debba essere proibita
anche nei gTLD, allora il governo italiano dovrebbe attivarsi a livello
internazionale per ottenere che la cosa venga vietata dai registry stessi,
indipendentemente dal fatto che il registrant sia italiano o ugandese.

>Bisogna pero' scrivere le varie
>clausole in modo che siano applicabili al fatto che i nomi a dominio sono
>globali ed internazionali... mica facile...

Bisogna semplicemente prendere atto che la legge italiana puo' efficacemente
prescrivere vincoli per quei domini che siano registrabili solo su registry
sottoposti all'ordinamento italiano. Su registry di altre nazioni o
distribuiti a livello mondiale, non e' questa la strada giusta per agire; si
tratta invece di ottenere, a mio parere, un vincolo a livello ICANN,
inserito nei contratti tra i registry e l'ICANN stesso. Su quanto questo sia
possibile in pratica non mi sbilancio, ma non vedo altra strada. E ad ogni
modo, questo non significa autorizzare l'abuso di marchi da parte di
italiani all'interno di registry internazionali, visto che la legge sui
marchi e sulla concorrenza esiste e si applica comunque.
--
.oOo.oOo.oOo.oOo vb.
Vittorio Bertola     <vb a vitaminic.net>    Ph. +39 011 23381220
Vitaminic [The Music Evolution] - Vice President for Technology



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe